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La pelle del neonato è ultrasensibile

di Nostrofiglio Redazione - 13.01.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
La pelle di un bambino ha bisogno di circa un anno per abituarsi al mondo. Per questo motivo nei primi mesi è importante trattarla nel modo giusto. Tutti i consigli.

La pelle del neonato

La pelle dei poppanti è incredibilmente delicata, calda, tenera e odorosa, ma anche particolarmente sensibile. È cinque volte più sottile della pelle di un adulto e non può ancora difendersi bene dai batteri e da altri "attacchi" ambientali. Ma con la giusta cura la pelle dei bebè diventa di giorno in giorno più resistente e crea presto lo scudo protettivo contro gli "attacchi" esterni: luce, freddo e caldo.

Perché la pelle dei bebè ha bisogno di protezione

  • Le ghiandole sebacee non funzionano ancora bene. I neonati non presentano ancora alcuno strato di grasso protettivo sulla loro pelle (anche per questo hanno un così buon profumo!). La conseguenza: la pelle dei bebè perde ben presto l'umidità e si secca.

  • La pelle dei bebè non produce melanina. E poiché manca la protezione dal sole propria del corpo, i bambini non devono essere esposti direttamente ai suoi raggi (vale anche per l'inverno!). La loro pelle è così sottile che le sostanze delle creme possono entrare nel loro organismo passando dalla pelle. Per questo motivo gli esperti sconsigliano di mettere creme solari sotto ai sei-otto mesi mesi. Fino a 24-36 mesi, i bambini vanno esposti al sole per brevi periodi ed in ogni caso solo al mattino presto o nel tardo pomeriggio. Come protezione, si possono far loro indossare magliettine larghe e leggere a maniche lunghe, oppure fateli restare all'ombra. Quale crema usare? Se la pelle del bambino è sana, cioè non ha dermatite atopica o un'allergia da contatto a determinate sostanze, si può adoperare anche la crema usata da mamma e papà (purché si tratti di prodotti testati), altrimenti è consigliabile una linea specifica per bambini indicata per pelle atopica; in caso di allergia da contatto, è necessario far vedere in farmacia o profumeria l'elenco delle sostanze alle quali il bambino è allergico e scegliere un prodotto che ne sia privo. 

  • Le ghiandole sudoripare non funzionano ancora. La capacità di sudare e quindi di raffreddare la pelle deve ancora svilupparsi; solo dal terzo anno d'età il corpicino è in grado di regolare la temperatura. Prima è importante che i piccini non si raffreddino né si scaldino troppo. Controllate la nuca per vedere se la temperatura è giusta. Calda e sudata significa: togliere la giacchetta! Controllate spesso e fate sì che il vostro bimbo beva molto.

  • Alla pelle dei neonati manca il mantello protettivo acido. E questo protegge le cellule da "attacchi ambientali" dannosi, batteri e funghi. La pelle del bebè ha un valore pH neutro. Solo dopo sei settimane il pH diventa acido, e la pelle più resistente.

  • Le cellule della pelle dei bebè hanno bisogno di alcuni mesi prima di connettersi fra loro. La pelle dei poppanti per questo è relativamente permeabile: anche per quanto riguarda coloranti e sbiancanti dai vestiti. Preferite le fibre naturali. Tutti i tessuti dovrebbero essere lavati almeno una, se non due volte prima di indossarli la prima volta.

Le cure che fanno bene alla pelle del bebè

  • Coccole e carezze sono la miglior cura per la pelle, stimolano l'irrorazione e aumentano la resistenza.

  • Acqua per il bagnetto? Attenzione ai bagnoschiuma troppo aggressivi. L'importante è usare detergenti adeguati, non aggressivi, non schiumogeni o con profumi, che possono irritare e seccare la pelle. Meglio fare il bagnetto solo con l'acqua o con detergenti delicati oleosi.

  • Asciuga bene le pieghe della pelle, ma non sfregare! Perché gli strati inferiori della pelle non sono ancora ben formati, e quindi potrebbero ferirsi facilmente.

  • Creme e lozioni: metti la crema dove la pelle risulta essere secca. In casi di arrossamenti usa un prodotto ad hoc.

  • Sgambettare nudi diverte i bebè, gli stimoli dell'aria fresca favoriscono inoltre la crescita delle cellule nella pelle e la rendono più resistente.

Articolo tratto da Eltern.de, il primo magazine tedesco per genitori

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