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Malattie dermatologiche

Dermatite atopica nei bambini

Di Valentina Murelli
dermatite

08 Aprile 2011 | Aggiornato il 24 Novembre 2017
È una malattia infiammatoria cronica della pelle, dovuta probabilmente a una combinazione di fattori genetici e fattori scatenanti. Per quanto fastidiosa, non è contagiosa e tende a risolversi con l'età: ci sono comunque valide strategie per tenerla sotto controllo, a partire dall'uso costante di creme emollienti.

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Che cos'è
La dermatite atopica - ma si chiama anche eczema atopico - è una malattia infiammatoria cronica della pelle piuttosto frequente, che colpisce soprattutto in età pediatrica e si manifesta con la comparsa di eritema, squame e prurito. Non è assolutamente contagiosa.

 

“Compare in genere nei primi due anni di vita, a partire dai 5/6 mesi d'età, ed è tipica dei primi 6/7 anni" spiega la pediatra Elena Galli, responsabile della commissione dermatite della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica. Colpisce circa 2-3 bambini su dieci.

 

In molti dei bambini colpiti la malattia scompare con la pubertà o l'età adulta, anche se spesso la pelle tende a rimanere secca e sensibile.

 

Come si manifesta
La dermatite atopica è caratterizzata da lesioni cutanee ad andamento cronico-recidivante. Significa che si possono alternare periodi in cui i sintomi sono particolarmente esacerbati (i cosiddetti flares, fasi acute) a periodi in cui la pelle torna normale (remissioni).

 

Le caratteristiche e le sedi delle lesioni sono abbastanza variabili, anche in base all'età:

  • nel bambino piccolo spesso si manifestano come chiazze rotondeggianti rosse e umide (essudanti) localizzate al volto e sugli arti. Su cuoio capelluto e fronte si può anche avere una desquamazione giallo-brunastra;
  • nel bambino più grande la dermatite si localizza spesso a livello delle pieghe di gomiti e ginocchia;
  • negli adolescenti e nei giovani adulti spesso sono interessati mani e piedi.

La gravità è molto variabile da persona a persona: a volte si tratta di forme molto lievi, magari poco estese e caratterizzate soprattutto da pelle secca. Altre volte la gravità è maggiore: possono essere colpite aree molto estese e alle lesioni può associarsi un prurito anche molto intenso, in grado di interferire con la qualità della vita del bambino e con il suo riposo notturno.

 

In alcuni casi le aree colpite possono andare incontro a infezione batterica o virale: l'eczema tende a peggiorare, la pelle si gonfia e dalle lesioni può uscire del pus.

 

 

Qual è la causa?
In realtà le cause precise non sono ancora del tutto chiare: alla base c'è probabilmente una predisposizione costituzionale (genetica), relativa in particolare al funzionamento del sistema immunitario, alla quale si sommano però fattori esterni scatenanti. Tra questi, per esempio: esposizione ad agenti irritanti (come indumenti sintetici o lana) o a inquinanti ambientali, clima freddo e secco, stress, problemi emozionali.

 

Dermatite atopica e allergie
"Importante sottolineare la dermatite atopica non è una forma di allerga e quindi il bambino con eczema atopico non va automaticamente considerato allergico" precisa Cesare Filippeschi, specialista dermatologo presso l'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

 

Certo, può esserci un collegamento con le allergie, perché può esserci una base biologica comune e perché le lesioni della pelle, specialmente nelle forme più gravi e persistenti, possono facilitare l'ingresso di antigeni - gli agenti che scatenano le allergie - e questo può facilitare nel tempo l'insorgenza di future allergie respiratorie o alimentari.

 

Vale la pena indagare se siano presenti delle allergie se la dermatite non accenna ad attenuarsi nonostante tutte le terapie del caso. In alcuni casi, i medici potrebbero anche consigliare di provare a eliminare temporaneamente alcuni alimenti dalla dieta.

 

L'igiene nei bambini con dermatite atopica
Una corretta igiene è fondamentale per i bambini con dermatite atopica: da una parte, infatti, i lavaggi aiutano ad allontanare croste, eventuali agenti irritanti e microbi. Dall'altra, però, bisogna stare attenti a non essere troppo aggressivi, per non danneggiare la pelle.

Ecco allora i consigli contenuti in un documento ufficiale pubblicato nel 2015 dagli esperti della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica e della Società italiana di dermatologia pediatrica:

1. Non stare troppo a contatto con l'acqua: i lavaggi dovrebbero essere quotidiani ma di breve durata, circa cinque minuti;
 2. Per lavare, acqua tiepida e detergenti delicati, il più possibile poveri o privi di conservanti e/o profumi, meglio se oleosi;
3. Per asciugare niente sfregamenti: sì invece a una tamponatura delicata con asciugamani morbidi, non ruvidi.
4. Dopo il lavaggio, ricordare di stendere un sottile velo di prodotto emolliente.
 

 

Come si cura
Non esiste una terapia specifica e risolutiva, è più corretto parlare di gestione terapeutica da parte del medico (dermatologo o pediatra curante), che varia a seconda della manifestazione clinica della dermatite stessa (chiazze rosse o del colore della pelle, umide oppure secche, spesse oppure sottili) e della sua gravità.

 

Nelle forme più lievi può bastare la semplice applicazione di creme idratanti ed emollienti, che aiutano a ripristinare la normale barriera protettiva della pelle. Secondo il Consensus italiano sulla gestione della dermatite atopica nei bambini questi prodotti vanno applicati sull'intera superficie cutanea una o più volte al giorno. Importante applicarli anche in fase di remissione della malattia, per prevenire le ricadute e la necessità di ricorrere ai cortisonici.

 

Nelle forme più gravi ai prodotti emollienti vanno aggiunti prodotti antinfammatori più specifici. La prima linea di trattamento è rappresentata da creme o unguenti con cortisone, da applicare in genere una volta al giorno, la sera, fino a completa remissione della lesione trattata.

 

Molti genitori hanno un po' paura a usare questi farmaci: si parla addirittura di corticofobia. Secondo gli esperti, però, non c'è nulla da temere: se applicati secondo le indicazioni del medico sono fondamentali per ridurre le abrasioni della pelle e migliorare la qualità di vita del bambino, senza effetti collaterali importanti.

 

In casi specifici, gli specialisti che hanno in cura il bambino potranno valutare anche altre terapie, per esempio con antibiotici contro eventuali infezioni batteriche, farmaci immunosoppressori, cortisonici per via orale o antistaminici. In particolare, questi ultimi possono essere utilizzati, sempre per via orale, per brevi periodi di trattamento nel caso in cui il prurito disturbi il sonno.

 

Altre strategie possibili
Alcuni consigli pratici aiutano la gestione quotidiana del bambino che soffre di eczema atopico. Per esempio:

  • Evitare il contatto della pelle con indumenti sintetici o con lana cruda, che causano irritazione e prurito;
  • Gli indumenti possono essere lavati con detersivi normali, ma vanno accuratamente sciacquati;
  • Evitare il contatto con detergenti "forti" e con prodotti per l'igiene o la cosmesi contenenti alcol e profumi;
  • Tenere le unghie ben corte per ridurre il rischio di lesioni da grattamento;
  • Se si fa sport, lavarsi bene dopo l'attività, per evitare che il sudore rimanga a contatto con la pelle;
  • Adattare l'utilizzo della terapia emolliente alle condizioni ambientali (se per esempio il clima è molto freddo e secco vale la pena insistere un po' di più).
  • Sì al sole (con prudenza): spesso la dermatite si attenua durante l'estate, in particolare al mare. In effetti, l'esposizione al sole può avere un effetto positivo. Naturalmente, con tutte le precauzioni del caso, cioè evitando le ore più calde e con una protezione adeguata.

Anche le terme possono essere una strategia utile: in realtà non ci sono studi conclusivi sull'argomento, ma secondo il Consensus italiano, "la terapia termale può essere una terapia adiuvante nella gestione a lungo termine della dermatite atopica". Come a dire: da sola difficilmente risolve, ma abbinata alle strategie terapeutiche descritte può dare una mano in più.

 

L'importanza dell'educazione terapeutica
Poiché la dermatite atopica è sì una malattia della pelle, ma può anche avere ricadute sul piano psicologico e sociale, è importante che l'approccio clinico sia a 360°, cioè tenga conto di questi vari aspetti.

Alcuni centri propongono una vera e propria educazione terapeutica, una strategia che permette di insegnare al bambino e alla sua famiglia non solo la corretta applicazione della terapia, ma anche le modalità migliori per convivere con il disturbo, che è sicuramente fastidioso, ma non è grave né contagioso e può risolversi spontaneamente senza esiti.

 

I centri che offrono un approccio di questo tipo organizzano incontri con genitori e bambini per aiutare a comprendere bene la natura della malattia e la sua evoluzione, magari sdrammatizzandola un po'; il tipo di trattamento prescritto (e come seguirlo al meglio); l'importanza dei consigli forniti.

 

Tra gli ospedali in cui è attiva l'educazione terapeutica troviamo:

  • Policlinico Regina Elena e Mangiagalli di Milano (Prof. Carlo Gelmetti);
  • Ospedale universitario di Padova (dott.ssa Anna Belloni Fortina);
  • Ospedale San Martino di Genova (dot.ssa Anna Graziella Burroni);
  • Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna (Prof.ssa Annalisa Patrizi);
  • Azienda sanitaria universitaria di Firenze (Prof. Massimo Gola);
  • Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma (dott.ssa Maya El Hachem);
  • Ospedale Penfratelli di Palermo (prof. Salvatore Amato)

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo del sito WebMD; materiale informativo del sito Healthy Children, dell'American Academy of Pediatrics;