Salute pelle

Dermatiti dei bambini, come riconoscerle e curarle

Di Angela Bisceglia
dermatite-bambino
13 giugno 2016
La pelle dei bambini è molto delicata e facilmente soggetta a irritazioni, arrossamenti o desquamazioni. Ecco come riconoscere e curate le dermatiti (da pannolino, crosta lattea, eczema), le ittiosi e la psoriasi infantile.

 

Le malattie dermatologiche dei bambini

 

La pelle dei bambini è più delicata rispetto a quella degli adulti, per questo è più facilmente soggetta ad arrossamenti o desquamazioni, ovvero dermatite seborroica, da pannolino o atopica, ittiosi, psoriasi infantile. In alcuni casi si tratta di fenomeni passeggeri, che passano da sé o con l'applicazione di creme idratanti, ma talvolta certe manifestazioni possono essere il segnale di un problema dermatologico da trattare o il segno cutaneo di una malattia sistemica (interna).

 

Ecco una guida sulle principali malattie dermatologiche dei bambini, le foto per riconoscere il problema, i sintomi e le cure.
La guida è stata messa a punto con la consulenza della prof.ssa Maya El Hachem, responsabile dell'Unità Operativa di dermatologia presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

Indice:

 

Indice

 

1. Dermatite da pannolino (o eritema)

 

Che cos'è la dermatite da pannolino

La dermatite (o eritema) da pannolino è un'infiammazione della pelle del bambino che interessa la regione coperta dal pannolino, cioè il sederino e la zona genitale. Si tratta di una condizione classica, che quasi tutti i bambini sperimentano almeno una volta nei primi due anni di vita e soprattutto tra i 9 e i 12 mesi, in quanto stanno molto a lungo seduti.

Sintomi

Nella forma più comune, dovuta a irritazione (dermatite irritativa), si manifesta con un arrossamento della pelle, che in alcuni casi appare anche leggermente gonfia e calda al tatto. L'eritema può essere limitato (appena qualche chiazza in uno o più punti) oppure esteso, interessando in questo caso anche tutti i glutei.

Da cosa dipende?

  • Sfregamento ripetuto con il pannolino. Unito all'ambiente umido (per il sudore o per il ristagno di urina, inevitabile anche con i pannolini più assorbenti), questo può portare a macerazione della pelle;
  • Irritazione dovuta al contatto con urina e feci. Per questo la dermatite può comparire durante episodi di diarrea ed è più frequente nei bambini che sono soggetti a diarrea;
  • Allergia da contatto: in questo caso l'irritazione può dipendere da una reazione a detergenti, profumi, creme, materiali del pannolino o, in caso di pannolini lavabili, detersivi utilizzati per lavarli. 
  • Infezioni. L'ambiente del pannolino è caldo e umido (specie tra le pieghe della pelle): perfetto dunque per la crescita di microrganismi come batteri, funghi e lieviti. Ne è un esempio l'infezione da Candida (candidiasi), che si manifesta con il coinvolgimento della regione perianale e inguinale e la presenza di piccole pustoline attorno alle chiazze di eritema.
  • Variazioni nell'alimentazione. L'introduzione di nuovi cibi (per esempio durante lo svezzamento) può portare ad alterazioni nella consistenza e nella composizione delle feci, che possono risultare più irritanti per il bambino.
  • Seborrea: è una forma di dermatite che può interessare anche altre aree del corpo (è il caso della crosta lattea) e si manifesta con piccole squame untuose di colore giallastro.

Come si cura?

Si consiglia di mantenere l'area la più asciutta e pulita possibile. Per questo, occorre cambiare il pannolino di frequente, lavando il bambino a ogni cambio con acqua e, solo all'occorrenza, con un detergente neutro e non aggressivo. Dopo il lavaggio, il sederino va tamponato con un asciugamano morbido, non sfregato. Può essere utile applicare un sottile velo di una crema lenitiva e protettiva.

E' consigliabile  tenere il pannolino un po' largo o usarne uno di una taglia leggermente più grande, per permettere una maggiore circolazione d'aria. Se si usano i pannolini lavabili, provare a cambiare detergente.

Quando possibile, per esempio in estate, vale la pena lasciare il bambino il più possibile senza pannolino.

 

2. Crosta lattea (dermatite seborroica)

 

Che cos'è la crosta lattea o dermatite seborroica

La crosta lattea è un'eruzione cutanea tipica dei neonati, che si può manifestare nelle prime settimane di vita. In genere, si presenta con crosticine sulla testa, ma il problema tende a risolversi da sé in breve tempo. Per favorire la rimozione delle squame, si possono utilizzare prodotti oleosi o creme emollienti.

Sintomi

Questa patologia si manifesta con placche eritematose a livello delle pieghe flessorie (collo, ascelle, zona pannolino) e con delle squame giallastre più o meno spesse localizzate al cuoio capelluto, fronte, arcate sopraccigliari e regioni retroauricolari.

Da cosa dipende?

La dermatite seborroica è una manifestazione cutanea idiopatica a sé stante (cioè non legata ad alcuna altra causa), tuttavia, in alcuni casi, potrebbe essere la prima manifestazione della dermatite atopica o della psoriasi.

Come si cura?

E' importante il bagnetto quotidiano asciugando con cura le pieghe. Il trattamento si basa sull'applicazione di emollienti in attesa della guarigione spontanea. E' necessario rivolgersi al medico se le squamette si diffondono o iniziano a produrre un siero giallo.

Consigli utili:

  •  Lavare i capelli ogni 2-3 giorni con un detergente a base oleosa o arricchito da sostanze emollienti oppure con shampoo specifici preventivi della crosta lattea;

  • Dopo il lavaggio, passare sulla cute un batuffolo di cotone imbevuto di olio di mandorla, di oliva o di calendula, per sciogliere il sebo e ammorbidire le squame. In alternativa si può utilizzare una crema emolliente apposita per il trattamento della crosta lattea; in particolare meglio se contiene l'Oleodistillato di Girasole che lenisce il cuoio capelluto. L'Arobinogalactane aiuta invece a eliminare la crosta lattea grazie alle sue proprietà emollienti;

  • Mai 'grattare' le crosticine con il pettinino o con le dita, perché la cute potrebbe irritarsi. Al massimo, si può facilitare con una spazzola morbida l'allontanamento di squame già distaccate.

 

3. Dermatite atopica (o eczema)

 

Cos'è la dermatite atopica o eczema?

La dermatite atopica - ma si chiama anche eczema atopico - è una malattia infiammatoria cronica della pelle piuttosto frequente, che colpisce soprattutto in età pediatrica e si manifesta con la comparsa di eritema, squame e prurito. Non è assolutamente contagiosa e in molti dei bambini colpiti, la malattia scompare con la pubertà o l'età adulta, anche se spesso la pelle tende a rimanere secca e sensibile.

Sintomi

La dermatite atopica è caratterizzata da lesioni cutanee ad andamento cronico-recidivante. Significa che si possono alternare periodi in cui i sintomi sono particolarmente esacerbati (i cosiddetti flares, fasi acute) a periodi in cui la pelle torna normale (remissioni).

Le caratteristiche e le sedi delle lesioni sono abbastanza variabili, anche in base all'età:

  • nel bambino piccolo spesso si manifestano come chiazze rotondeggianti rosse e umide (essudanti) localizzate in particolare al volto (fa eccezione la zona intorno alla bocca, che tende a rimanere libera) e sugli arti. Su cuoio capelluto e fronte si può anche avere una desquamazione giallo-brunastra;
  • nel bambino più grande la dermatite si localizza spesso a livello delle pieghe di gomiti e ginocchia;
  • negli adolescenti e nei giovani adulti spesso sono interessati mani e piedi.

Da cosa dipende?

In realtà le cause precise non sono ancora del tutto chiare: alla base c'è probabilmente una predisposizione costituzionale (genetica), tanto che i figli di genitori con dermatite atopica presentano un aumento del rischio di sviluppare a loro volta questa condizione. Tra i fattori genetici coinvolti nella predisposizione alla dermatite atopica alcuni riguardano probabilmente il funzionamento del sistema immunitario, altri l'attività di proteine come la filaggrina che aiuta a tenere insieme alcune componenti strutturali fondamentali dell'epidermide. Ai fattori genetici si sommano però anche fattori scatenanti di tipo ambientale. Tra questi, per esempio: esposizione ad agenti irritanti (come indumenti sintetici o lana) o a inquinanti ambientali, clima freddo e secco, stress, problemi emozionali.

Come si cura?

Non esiste una terapia specifica e risolutiva ed è più corretto parlare di gestione terapeutica da parte del medico (dermatologo o pediatra curante), che varia a seconda della manifestazione clinica della dermatite stessa (chiazze rosse o del colore della pelle, umide oppure secche, spesse oppure sottili) e della sua gravità.

Nelle forme più lievi può bastare la semplice applicazione di creme idratanti ed emollienti, che aiutano a ripristinare la normale barriera protettiva della pelle. Secondo il Consensus italiano sulla gestione della dermatite atopica nei bambini questi prodotti vanno applicati sull'intera superficie cutanea una o più volte al giorno, in quantità sufficiente in funzione di differenti variabili, come l'entità della secchezza, le condizioni climatiche, l'eventuale pratica di attività sportive. E' molto importante applicarli anche in fase di remissione della malattia, perché è dimostrato che questa applicazione previene le ricadute e la necessità di ricorrere ai cortisonici.

Consigli pratici

  • Evitare il contatto della pelle con indumenti sintetici o con lana cruda, che causano irritazione e prurito;
  • Gli indumenti possono essere lavati con detersivi normali, ma vanno accuratamente sciacquati;
  • Evitare il contatto con detergenti "forti" e con prodotti per l'igiene o la cosmesi contenenti alcol e profumi;
  • Tenere le unghie ben corte per ridurre il rischio di lesioni da grattamento;
  • Se si fa sport, lavarsi bene dopo l'attività, per evitare che il sudore rimanga a contatto con la pelle;
  • Adattare l'utilizzo della terapia emolliente alle condizioni ambientali (se per esempio il clima è molto freddo e secco vale la pena insistere un po' di più).
  • Sì al sole (con prudenza): spesso la dermatite si attenua durante l'estate, in particolare al mare. In effetti, l'esposizione al sole può avere un effetto positivo. Naturalmente, con tutte le precauzioni del caso, cioè evitando le ore più calde e con una protezione adeguata.

 

 

4. Psoriasi infantile

 

Che cos'è la psoriasi infantile

La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle che, contrariamente a quanto si può pensare, può manifestarsi anche nei bambini con manifestazioni specifiche.

Sintomi

La forma più comune, sia negli adulti sia nei bambini, è la psoriasi volgare (a placche), che in genere si manifesta con chiazze tondeggianti, a margini netti, di colorito rossastro, tipicamente ricoperte da squame biancastre, localizzate in genere su gomiti e ginocchia e nella regione lombo-sacrale. Talvolta, alle chiazze si associano desquamazione a livello del cuoio capelluto e ispessimento delle unghie, che assumono un colorito giallastro e un aspetto punteggiato".

Altre tre forme sono invece caratteristiche soprattutto dell'età pediatrica:

  • Psoriasi "da pannolino": interessa prevalentemente il lattante e si manifesta proprio nell'area del pannolino, in particolare nelle pieghe dell'inguine, con lesioni di color rosso intenso e lucido, in genere senza desquamazione. E' una forma molto difficile da distinguere da altre dermatiti da pannolino.
  • Psoriasi inversa. Interessa le pieghe cutanee come le ascelle, l'inguine, l'area genitale e l'ombelico. Le lesioni sono intensamente arrossate e spesso senza squame.
  • Psoriasi guttata. È caratterizzata da piccole chiazze di 1-2 cm di diametro, in genere molto numerose, distribuite prevalentemente sul tronco (ma possono comparire su tutto il corpo). "Di solito compare dopo un'infezione batterica delle vie respiratorie, come otitefaringite o tonsillite, a causa di una reazione anomala del sistema immunitario, che attacca alcune molecole della pelle scambiandole per molecole prodotte da batteri" spiega Di Lernia. Le chiazze possono durare da alcune settimane a un paio di mesi. Dopo, di solito c'è remissione completa, ma in alcuni casi la psoriasi guttata evolve nella forma a placche.

Da cosa dipende?

Alla base della psoriasi c'è una predisposizione genetica, tanto che spesso chi ne soffre ha altri casi in famiglia (un genitore oppure un nonno), ma a favorire la comparsa delle lesioni concorrono anche vari fattori scatenanti, come traumi meccanici (per esempio lo sfregamento), infezioni, farmaci, fattori emotivi, climatici ecc. 

Come si cura?

Se la malattia è lieve, si preferisce in genere una terapia di tipo locale, in particolare con pomate a base di cortisonici. Altre possibilità, per quanto non studiate direttamente nei bambini ma derivate dall'impiego negli adulti, sono pomate a base di calcipotriolo (un derivato della vitamina D), tazarotene, catrame vegetale, anti-infiammatori non steroidei. Nelle forme squamose e solo nel bambino più grande si possono applicare creme cheratolitiche, con acido salicilico, urea, miscele di alfa e beta idrossiacidi, in grado di far staccare le squame e favorirne l'eliminazione.

 

Per le forme più severe – cioè quelle che interessano parti sensibili come mani e viso, oppure un'estensione superiore al 10% del corpo, il trattamento d'elezione quello con farmaci biologici che bloccano il TNF-alfa, un fattore immunitario noto per il suo coinvolgimento nella psoriasi, come pure in altre malattie infiammatorie come l'artrite reumatoide. Si tratta in particolare di adalimumab ed etanercept, che vengono somministrati con iniezione sottocutanea una volta alla settimana oppure ogni due settimane. Intanto, sono in fase di studio altri farmaci biologici che in futuro potranno essere impiegati per la terapia.

 

Per tutte le forme, sempre indicato il trattamento costante con creme idratanti ed emollienti

Leggi anche: Psoriasi infantile

 

5. Ittiosi

 

Che cosa sono le ittiosi?

Le ittiosi sono un gruppo di malattie genetiche della pelle, caratterizzate dalla forte tendenza alla desquamazione cutanea generalizzata (la parola infatti deriva dal greco Iχτυς =pesce).

Sintomi

Le forme più diffuse sono le ittiosi comuni, in particolare l'ittiosi volgare e la X-linked recessiva.

  • L'ittiosi volgare non è presente alla nascita, ma si manifesta nel corso degli anni con squame sottili e di media grandezza nella zona degli arti, spesso associata a dermatite atopica;

  • l'Ittiosi X-linked recessiva (derivata da genitori portatori sani) invece si manifesta già nel primo mese di vita, soltanto nel sesso maschile (poiché, come dice il nome, è legata al cromosoma X).

Da cosa dipendono?

Alla base c'è un difetto genetico della corneificazione, ossia del processo di formazione e distacco delle cellule dello strato corneo (lo strato più superficiale della cute).

Come si curano?

Ad oggi non esistono terapie in grado di risolvere il difetto molecolare ed enzimatico che provoca l'ittiosi, ma le cure sono sintomatiche e finalizzate al ripristino delle funzioni della barriera cutanea, attraverso creme ed unguenti ad azione cheratolitica, creme emollienti, inibitori della calcineurina, più eventuali cure sistemiche a base di retinoidi, da utilizzare in casi selezionati e sotto stretto controllo dermatologico.

A causa del disagio estetico che questa patologia comporta, soprattutto in età scolare e adolescenziale, è spesso necessario un supporto psicologico al fine di garantire un adeguato inserimento scolastico ed una buona qualità di vita relazionale.

 

Fonti per questo articolo:

Sito web dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù; consulenza di May El Hachem, responsabile dell'Unità Operativa di dermatologia presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; Sulla pelle del bambino, numero speciale di "A scuola di salute" dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, febbraio 2018; sito web Webmd; sito web Baby Center.

Materiale informativo del sito Healthy Children, dell'American Academy of Pediatrics; materiale informativo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Consulenza di Vito Di Lernia, dirigente medico dell'Unità di dermatologia dell'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, specializzato in dermatologia pediatrica.

Mary El Hachem e Vito di Lernia sono gli autori delle raccomandazioni sul trattamento della psoriasi grave nei bambini, pubblicate nel 2017 sull'European Journal of Pediatrics.

Leggi anche: Le ittiosi nei bambini