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Diametro biparietale feto (BPD), cos'è

di Sveva Galassi - 26.10.2021 - Scrivici

ecografia
Fonte: Shutterstock
Al fine di identificare il corretto sviluppo del feto è necessario rilevare parametri importanti: tra questi c'è il diametro biparietale (o BPD). Vediamo di cosa si tratta.

Il feto cresce ogni giorno di più nella pancia della mamma. Per questo motivo è fondamentale monitorarlo costantemente - rilevando mediante esami specifici - la lunghezza (fino alla 12esima settimana di gestazione) e, successivamente, il peso. Al fine di identificare il corretto sviluppo del feto e, soprattutto, il giusto peso del bebè, è neccessario rilevare diversi parametri importanti, la cui combinazione offre il valore finale: tra questi c'è il diametro biparietale (o BPD).  

Vediamo cos'è il diametro diparietale e perché è importante la sua rilevazione.  

In questo articolo

BPD o diametro biparietale, cos'è

La Società Italiana di Ecografia Ostetrico Ginecologica ha definito, nelle Linee Guida (2015), il parametro BPD (BiParietal Diameter) nel seguente modo: «diametro biparietale della testa fetale».

Si tratta di un parametro rilevato - mediante ecografia - dopo la dodicesima settimana di gravidanza e che indica, specificamente, la distanza tra le due ossa parietali del bebè. In termini più facili, è la misurazione della distanza tra le due orecchie del bambino.  

BDP, perché è importante rilevare questo parametro

La rilevazione di questo parametro è necessaria per verificare la corretta crescita del feto. Inoltre, consente di stimare - con un'accuratezza di circa 3 o 4 giorni - l'età gestazionale nel periodo che va dalla dodicesima alla sedicesima settimana.  

È possibile conoscere il parametro BPD del feto dall'ecografia. In particolare, mediante il confronto con alcuni valori di riferimento standard (per ogni fase della gravidanza) è possibile stabilire se la distanza tra le due ossa parietali è nella norma oppure no.

Il parametro BPD è necessario anche per ottenere una stima del peso del feto, altro dato fondamentale per capire se lo sviluppo del bebè nel pancione è nella norma.  

La ginecologa Marinella Dell'Avanzo, esperta di ecografie ostetriche di Humanitas San Pio X, ha spiegato che mediante la formula di Hadlock è possibile calcolare il peso fetale sulla base di una combinazione di parametri:

  • il diametro biparietale (o BPD);
  • la circonferenza cranica (CC);
  • la circonferenza addominale (CA);
  • la lunghezza del femore (FL).

«Grazie a questi quattro elementi il calcolatore, inserito nelle macchine ecografiche, indica qual è il peso fetale presunto», ha precisato.

Infine, il calcolo del parametro BPD contribuisce alla valutazione finale, da parte degli specialisti ginecologi, dei dati rilevati dalle macchine ecografiche sulle curve o tabelle di crescita. Il diametro biparietale (BPD), la ciconferenza cranica (CC), la circonferenza addominale (CA), il femore (FL) e il peso fetale sono posizionati sui percentili corrispondenti per capire se il feto cresce correttamente.

Infine, tutte le valutazioni cliniche sui dati ottenuti dall'ecografia sono da fare soltanto con lo specialista ginecologo. La dottoressa Dell'Avanzo specifica: «Non bisogna spaventarsi se i dati riportati sulle curve di crescita non sono nei range. I risultati verranno condivisi con il ginecologo, che deciderà la condotta clinica successiva (ad esempio, chiederà di fare ulteriori controlli). A volte, è necessario ripetere l'ecografia a distanza di alcune settimane».

Fonti per questo articolo: 

SIEOG Linee Guida

Plos Medicine

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