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Come riconoscere l’epilessia nei neonati e come intervenire

di Elena Berti - 04.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Epilessia neonato: come si manifesta, quali sono i sintomi, come riconoscerla e come intervenire in caso di convulsioni e crisi epilettiche.

Epilessia neonato: cos’è e come si manifesta

Quando si diventa genitori per la prima volta è tutto nuovo, ma anche le volte successive in realtà, per quanto si possa essere preparati, ci si ritrova ad avere a che fare con un essere umano completamente diverso e bisogna ricominciare da capo. Per questo è importante riconoscere i segnali che i neonati mandano, al fine di poter intervenire tempestivamente. Tra questi c'è l'epilessia neonato, un fenomeno a cui prestare attenzione. 

In questo articolo

Che cos’è l’epilessia

L'epilessia è un disturbo neurologico, quindi una patologia legata al cervello, che colpisce l'1% delle persone soltanto in Italia: significa che un nato ogni cento ne è affetto. Chi soffre di epilessia presenta delle scariche elettriche anomale a livello della corteccia cerebrale, che però possono essere asintomatiche oppure causare disturbi. Esiste una terapia farmacologica per ridurre o eliminare le crisi, efficace in buona parte dei casi. 

In pratica, il sistema nervoso risponde a determinati stimoli (stanchezza, luci, una qualsiasi variazione) con una reazione anomala, improvvisa. La manifestazione più frequente è data dalle convulsioni, ma non soltanto, che generano quindi la crisi epilettica. 

Epilessia e crisi epilettica

Attenzione però: quando si parla di crisi epilettiche non significa che la persona sia epilettica. A volte, per diverse ragioni, si possono avere delle crisi che hanno le caratteristiche delle crisi epilettica eppure non essere affetti da epilessia. 

Epilessia e neonati

Nei neonati, l'epilessia è frequente in poco più dell'1% dei nati a termine e nel 20% dei nati prematuri. Non è semplice riconoscere le convulsioni neonatali, però: spesso le crisi sono infatti confuse con la normale attività di movimento che fanno i bambini molto piccoli, come la pedalata con le gambe, scatti degli arti. Le cosiddette crisi tonico-cloniche generalizzate, quelle abbiamo in mente e che coinvolgono tutto il corpo con scatti violenti, sono invece molto rare nei neonati. 

Grande male e piccolo male

Proprio per questo si dice che i neonati siano colpiti dal "piccolo male", cioè manifestazioni epilettiche più limitate, dette anche focali. Per piccolo male si intende l'assenza tipica, cioè una rapida e fugace perdita di conoscenza, che dura meno di trenta secondi e colpisce soprattutto i bambini. 

Cause dell’epilessia nei neonati

In molti casi, l'insorgere dell'epilessia nei neonati è conseguenza di qualcosa che è successo durante la nascita o subito dopo e che ha interferito sul funzionamento del cervello. Per esempio ipossia, ischemia, emorragia subaracnoidea, infezioni batteriche. In molti di questi casi la condizione si risolve senza conseguenze e il bambino non sviluppa epilessia crescendo. 

È però importante intervenire tempestivamente soprattutto per fermare le crisi, che a loro volta, proprio per la fragilità del sistema nervoso dei neonati, potrebbero avere un impatto sullo sviluppo neurologico del bambino. 

Epilessia neonati e malattie genetiche

Uno studio di alcuni anni fa ha però messo in guardia i pediatri sulle crisi convulsive nei primi mesi di vita, perché potrebbero nascondere una forma di epilessia piridossino-dipendenti, cioè dovuta a un deficit di vitamina B6. La somministrazione di vitamina B6, in questi casi, arresta in pochissimo tempo le crisi e evita l'insorgenza di nuove conclusioni. 

L'epilessia non è un handicap, ma l'uno per cento della popolazione convive tranquillamente con questa patologia grazie ai farmaci. Quando si parla di neonati ed epilessia, però, è importante intervenire tempestivamente perché le crisi epilettiche potrebbero essere conseguenza di eventi accaduti durante la nascita o subito dopo, oppure essere sintomo di una condizione genetica da non sottovalutare.

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