GENITALI

Eritema da pannolino: i genitali del bambino sono arrossati, che faccio?

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13 Aprile 2015 | Aggiornato il 03 Giugno 2016
L’arrossamento del sederino e dei genitali, detto “eritema o dermatite da pannolino”, è un’evenienza non rara nei primi mesi di vita. Quando l’arrossamento diventa molto intenso potrebbe coesistere un'infezione da microrganismi, come Candida albicans.
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L’arrossamento del sederino e dei genitali, detto eritema o dermatite da pannolino, è un’evenienza non rara nei primi mesi di vita. Quando l’arrossamento diventa particolarmente intenso probabilmente coesiste un'infezione da microrganismi (batteri o funghi), in particolare il fungo Candida albicans, che nell’ambiente chiuso e umido creato dal pannolino trovano il terreno fertile per moltiplicarsi.

 

Un problema meno frequente, ma ancora attuale

Oggi la dermatite da pannolino è molto meno comune che in passato, perché gli attuali pannolini sono realizzati con tecnologie che mantengono la pelle molto più asciutta di quanto avveniva prima.

 

L’eritema, però, può manifestarsi comunque, per via degli sfregamenti della pelle con il tessuto del pannolino e perché un minimo di umidità è inevitabile. Inoltre, le difese dei piccolissimi non sono ancora del tutto efficienti per proteggere la pelle dall’eventuale aggressione di microrganismi, quali la Candida.

 

Cosa fare in caso di dermatite da pannolino

Quando il sederino è arrossato si deve cambiare più spesso il pannolino e lavare il bambino con acqua a ogni cambio e, occasionalmente, con un detergente delicato (un uso eccessivo di detergenti può favorire a sua volta l'irritazione della pelle).

 

Dopo averlo asciugato con cura, tamponando e mai sfregando, si può applicare sulla parte interessata una crema protettiva, per esempio a base di ossido di zinco. Se non è in corso un'infezione, questi semplici accorgimenti basteranno a far migliorare l'arrossamento nel giro di un paio di giorni.

 

Se invece l’eritema non dovesse migliorare, potrebbe essere necessaria una crema fungicida, ma dovrà essere il pediatra a valutarne l'opportunità.

 

(Consulenza della Società italiana delle Cure Primarie Pediatriche)

 

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