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Il bambino che non cresce

di Valentina Murelli - 15.01.2013 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ogni bimbo ha un traguardo di sviluppo fisico che dipende fortemente dalla genetica. Come accorgersi se c'è qualcosa che non va nella crescita, e come intervenire

Come cresce un bambino

Geni e ambiente: sono i due fattori che influenzano la crescita di un bambino. In particolare, la genetica stabilisce il massimo traguardo che il bambino può raggiungere e l'ambiente permette o meno il raggiungimento di quel potenziale. Detto in altre parole: se è vero che un ambiente e uno stile di vita sani - alimentazione corretta, possibilità di muoversi liberamente, atmosfera famigliare serena - assicura al bambino di raggiungere il suo "traguardo", è altrettanto vero che niente gli permetterà di andare oltre le proprie potenzialità. "Se i genitori sono minuti e di bassa statura inutile aspettarsi un figlio molto alto" sottolinea Piercarlo Salari, pediatra libero professionista e responsabile del gruppo di lavoro di sostegno alla genitorialità della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS).

Cosa tenere d'occhio nella crescita di un bambino

Quello che importa è capire per tempo, con il supporto del pediatra, qual è il percentile del proprio bambino: se già nei primi mesi di vita tende a aggiungere percentili più alti, oppure se è minuto e tende ad assestarsi su percentili più bassi. "Fatto questo, quello che importa è verificare che la crescita tenda a mantenersi regolare e armonica nel tempo, senza discotarsi troppo da quel percentile e possibilmente senza scarti eccessivi tra peso a altezza. Ricordando comunque che, a differenza di quanto si ritiene di solito, deve preoccupare di più un sovrappeso (oggi sappiamo che la prevenzione all'obesità comincia già nel primo anno di vita e anche prima) che un leggero sottopeso".

I percentili

Quando il pediatra effettua i bilanci di salute è solito dire a quale percentile di crescita il bambino corrisponda.

Il percentile o, più di preciso, i diagrammi percentili sono l'unità di misura che si utilizza per stabilire come procede la crescita del bambino in peso e in altezza. Sono realizzati a livello nazionale o internazionale prendendo come termine di paragone gruppi formati da 1000 bambini della stessa età. I bambini vengono suddivisi a seconda del peso e della statura dopodiché vengono inseriti in 100 sottogruppi ciascuno formato da 10 bambini. Ogni gruppetto è un centile e ogni centile è rappresentativo dell'uno per cento della popolazione infantile dell'età anagrafica presa in esame. Nel primo centile si trovano i bambini di dimensioni più piccole, nel centesimo quelli più alti e grossi.

La maggior parte della popolazione infantile è posizionata tra il 25° e il 75° percentile. I bambini al 50mo centile sono i bambini di dimensioni medie. L'impiego dei diagrammi percentili consente di stabilire se il ritmo di crescita è accettabile e quindi di escludere problemi relativi allo sviluppo fisico: se il bambino si trova tra il terzo e il novantasettesimo centile ha comunque una crescita adeguata, anche se tra i due estremi c'è una differenza significativa (che come abbiamo detto è in grande parte influenzata dalla genetica). Se il bambino è stabilmente al di sotto o al di sopra di queste due soglie è opportuno valutare la situazione, per escludere la possibilità di malattie specifiche.

Quando preoccuparsi

Quello che deve allarmare è un cambiamento al ribasso delle due curve di crescita (peso, altezza) per un periodo continuativo di due- tre settimane. A volte, infatti, può esserci un appiattimento temporaneo delle curve - per esempio in caso di gastroenterite il bimbo può calare di peso perché perde molta acqua - ma questo non è un segnale di rischio rispetto alla crescita. 

Quali possono essere le cause di un arresto della crescita

"Possono essere numerose ed eterogenee" precisa Salari. Per esempio:

  • nutrizione inadeguata. A questo proposito, è opportuno ricordare che le curve di crescita per i bambini allattati al seno sono diverse rispetto a quelle dei bambini che assumono latte artificiale (la crescita è più lenta);
  • eventuali allergie o malattie croniche (per esempio la fibrosi cistica) che portano a situazioni di malassorbimento
  • infezioni ricorrenti
  • infestazioni parassitarie (per esempio da ossiuri)
  • disturni della tiroide (ma in questo caso è più probabile che il problema di crescita si manifesti già alla nascita e che il bambino in generale si presenti poco reattivo)
  • disturbi renali

In questi casi particolari sarà il pediatra, dopo indagini specifiche, a indicare come procedere per affrontare o risolvere il problema alla base dell'arresto della crescita. 

Aggiornato il 18.08.2020

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