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Il raffreddore nei neonati: sintomi, prevenzione, come intervenire

di Irma Levanti - 05.03.2020 - Scrivici

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Si tratta di un'infezione comune, tipicamente non grave ma fastidiosa perché ostacola il riposo e l'alimentazione. Ecco come comportarsi nel caso il neonato abbia il raffreddore

Anche i neonati possono avere il raffreddore, la più frequente tra le infezioni delle vie respiratorie. I sintomi evidenti sono  naso chiuso e che cola, starnuti, tosse, difficoltà a dormire e ad alimentarsi (per via del naso chiuso) e, talvolta, febbre. Non c'è una cura vera e propria: basta aspettare che passi da sé. Tenere pulito il nasino con soluzione fisiologica può aiutare ad alleviare il fastidio e favorire le poppate, al seno o al biberon.

In questo articolo

I sintomi

Come capire se il neonato ha il raffreddore

I neonati tendono naturalmente ad avere un respiro abbastanza rumoroso. È la fisiologia, e non c'è niente di cui preoccuparsi. A volte, però, il respiro può diventare più rumoroso del normale, e accompagnarsi a secrezioni mucose: in questi casi il neonato ha il naso chiuso, che è il più classico sintomo del raffreddore.

Altri sintomi possibili: naso che cola, starnuti (se accompagnati da naso chiuso e colante, altrimenti anche questi possono essere fisiologici); tosse. Inoltre, si vede chiaramente che il piccolino fa fatica a succhiare (al seno o al biberon) perché si attacca e si stacca di continuo e piange innervosito. Può anche fare fatica a riposare e a dormire.

Le cause

Il raffreddore è causato da vari virus, che nella maggior parte dei casi appartengono alla famiglia dei rinovirus (ma anche virus della famiglia dei coronavirus, balzati alla ribalta nel 2019/2020 per la diffusione dell'infezione da nuovo corovonavirus Sars-Covid19, possono essere responsabili di comuni raffreddori). 

Gravità e frequenza

Quanto è grave il raffreddore nei neonati

Nella stragrande maggioranza dei casi il raffreddore non costituisce niente di grave, però si tratta sicuramente di un fastidio: il neonato respira con il naso, e avercelo chiuso significa fare più fatica a poppare. 

Quanto è frequente il raffreddore nei neonati

Nella stagione fredda le infezioni respiratorie – tra le quali in particolare il raffreddore – sono un fenomeno abbastanza comune, soprattutto se in casa ci sono fratelli o sorelle più grandi. O se il neonato è molto esposto al contatto con amici e parenti, che potrebbero trasmettere qualche agente infettivo.

Le cure e le cose da non fare

Cosa fare quando il neonato ha il raffreddore

"Se il bambino non mostra di soffrire di disagi particolari non occorre fare nulla. Se invece ci si accorge che quel nasino chiuso qualche problema lo dà - per esempio il piccolo non riesce ad alimentarsi bene, o a dormire, perché si sveglia di continuo - occorre cercare di ammorbidire le secrezioni, per facilitarne l'uscita". Parola di Guglielmo Salvatori, della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

"Può essere utile umidificare l'ambiente, se magari l'aria è troppo secca per via dei caloriferi, e lavare il nasino" afferma Salvatori. "In commercio ci sono vari prodotti disponibili, come acqua di mare, acque termali, soluzione con acido ialuronico, ma la classica soluzione fisiologica va benissimo".

Secondo Salvatori non è detto che occorra fare un lavaggio vero e proprio: "A volte basta mettere qualche goccia di soluzione nel naso, giusto per rendere le secrezioni un po' più morbide". Se tuttavia il bambino lo tollera, si può fare un lavaggio più "convinto", posizionandolo su un fianco. 

Ci sono anche degli aspiratori che permettono di aspirare il muco liberato dal lavaggio: "In questo caso, meglio i dispositivi che permettono alla mamma o al papà di aspirare il muco, rispetto a quelli completamente meccanici, che possono essere un po' più aggressivi con il rischio di danneggiare la mucosa nasale".

Quando fare i lavaggi nasali

"Al bisogno" risponde Salvatori, e cioè, in genere, prima delle poppate, in modo che il nasino sia libero quando si tratta di mangiare. Inoltre, potrebbero essere utili la sera, prima di andare a dormire, per facilitare il sonno.

Raffreddore nei neonati: le cose da non fare

Non è vero che in caso di raffreddore si devono dare da bere al bambino tisane a base, per esempio, di timo o lavanda. Men che meno va utilizzato il miele, che non va dato nel primo anno di vita perché potrebbe contenere spore di batteri responsabili della produzione di tossina botulina, nocive per i piccolissimi.

Quando consultare il pediatra

In genere il naso chiuso non è nulla di grave, e le infezioni responsabili si risolvono da sole nel giro di pochi giorni. Ricordiamo però che stiamo parlando di bambini molto piccoli, sotto il mese di età o poco più, per cui è bene sentire il pediatra o andare al pronto soccorso se il piccolino:

  • ha la febbre;
  • sembra avere difficoltà respiratorie.

Potrebbero infatti essere in corso altre infezioni, come bronchite o bronchiolite, che richiederanno una terapia specifica.

La prevenzione

Come prevenire il raffreddore nei neonati

  • tenere lontano il bambino da chi è colpito dal raffreddore e manifesta sintomi respiratori;
  • tenere lontano il bambino e dagli ambienti chiusi e affollati, dove è più facile venire a contatto con persone ammalate;
  • lavarsi spesso le mani, e sempre prima di toccarlo e allattarlo (al seno o al biberon);
  • tenere sempre ben puliti i suoi giochi e l'eventuale ciuccio;
  • se mamma e papà sono raffreddati, avvicinarsi al bebè solo dopo aver indossato una mascherina su bocca e naso, visto che i virus responsabili del raffreddore si trasmettono attraverso le goccioline di saliva.

Fonti per questo articolo: materiale informativo della Mayo Clinic americana; materiale informativo del sito Healthy Children, gestito dall'associazione dei pediatri americani. 

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