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Il neonato non fa la cacca da tre giorni, che fare?

di Valentina D'Andrea - 24.06.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il neonato non fa la cacca? E' assolutamente normale e può capitare per alcuni giorni. In genere non c'è da preoccuparsi.

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Il neonato non fa la cacca

Se il bimbo è allattato al seno

Come sempre, quando si tratta di bambini, non c'è una regola fissa. I bambini allattati al seno possono scaricarsi molto spesso, anche dopo ogni pasto, ma possono anche scaricarsi più raramente - una volta al giorno o meno: in quest'ultimo caso, in genere la quantità di feci prodotta è elevata.

Quanto all'aspetto, le feci del bimbo che prende il latte di mamma hanno un colore giallo vivo - ocra o becco d'oca - e una consistenza cremosa o tendente al liquido. L'odore non è cattivo e tendenzialmente acidulo. A volte possono essere presenti dei granuli biancastri costituiti dagranelli di caseina, una proteina del latte che, se presente in eccesso, viene appunto eliminata con le feci.

Se il bimbo prende il latte formulato

Se l'alimentazione del neonato prevede latte artificiale, le sue feci saranno diverse: più pastose e compatte, con un colorito quasi sempre o giallo chiaro o tendente al marroncino. Anche la frequenza delle evacuazioni sarà diversa e cioè più rara.

Ascolta il podcast su cosa fare se il neonato che non fa la cacca

E' normale che rimanga alcuni giorni senza scaricarsi?

Come abbiamo visto, c'è grande variabilità nelle evacuazioni dei neonati: alcuni fanno la cacca più volte al giorno, altri una volta ogni due o tre, ma anche quattro o cinque giorni. In linea generale è tutto normale e non c'è da preoccuparsi.

Del resto l'intestino dei neonati non è ancora perfettamente pronto a svolgere nel migliore dei modi il suo compito di eliminazione delle feci; alcuni lattanti hanno bisogno di "imparare a spingere" per scaricarsi e ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi per questo apprendimento. 

Cosa fare se non fa la cacca da tre giorni?

Il neonato non fa la cacca da uno o due giorni? Non c'è da preoccuparsi. Ma se non evacua da più di tre giorni? Se il bambino è non è lamentoso, non sembra particolarmente irritato o irrequieto, e quando scarica le sue scariche sono morbide o, nel caso dell'allattamento artificiale, pastose, non c'è di che preoccuparsi: si può tranquillamente aspettare ancora un paio di giorni per vedere come vanno le cose e alla fine intervenire provando a stimolare la zona rettale, per esempio con un micro-clistere a base di miele. L'uso del sondino è invece controverso perché è più invasivo ed espone maggiormente al rischio di irritare la delicata mucosa dell'ano.

Massaggi e ginnastica contro la stitichezza

Per aiutare il bambino a liberarsi può essere utile un massaggio sul pancino (leggero, con movimenti circolari poco sotto all'ombelico) che serve ad espellere l'aria e favorire il transito intestinale. Si può provare anche a fargli fare ginnastica con le gambine, muovendole con delicatezza come per fargli fare la bicicletta.

Nei neonati non è tanto la frequenza delle evacuazioni a determinare se si tratta di stitichezza o meno, ma la loro consistenza: in caso di stitichezza le feci risultano molto compatte, con l'aspetto di palline dure, talvolta striate di sangue (per piccole lesioni all'ano causate dal loro passaggio). In questo caso è opportuno consultare il pediatra. Se il bambino assume latte artificiale, un'indicazione potrebbe essere quella di provare a cambiare formula, prediligendo magari prodotti con probiotici o particolari formulazioni di grassi. 

Bimbo allattato al seno: attenzione alle evacuazioni nei primi giorni di vita

Spesso i bambini allattati al seno evacuano molto di frequente, ma può accadere che lo facciano anche più di rado, e come abbiamo detto è assolutamente normale. Questo, però, vale soprattutto dopo qualche settimana di vita. Nelle prime settimane, tendenzialmente i neonati allattati al seno evacuano ogni giorno e se non lo fanno è opportuno controllare che non ci sia un problema di sottoalimentazione: vale la pena sentire un consulente di allattamento, per verificare come stanno andando le cose e - se c'è bisogno - correggere eventuali errori.

Revisionato da Valentina Murelli

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