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Primo anno

L’abbigliamento del neonato

neonato

23 Ottobre 2012
Un conto è vederlo fare nella nursery o da parenti o amici, un altro invece è farlo da soli. Come vestire il proprio neonato? È uno dei tanti dubbi che assalgono la neomamma quando deve preparare il corredino per il proprio neonato.

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Avrà caldo o troppo freddo? Devo utilizzare dei capi in materiale naturale o va bene anche il sintetico? Ecco il parere del pediatra sull’abbigliamento del neonato nel primo anno di vita.

“Conviene sempre mettere a contatto con la pelle del neonato un body di cotone (quello biologico è solo un invenzione commerciale)” sostiene Elena Calcinai, pediatra presso l’Ospedale Macedonio Melloni di Milano. “Questo consiglio vale anche per la stagione invernale, in quanto la pelle è molto delicata e la lana potrebbe provocare irritazioni. Per tutto l’anno vanno bene i body a mezza manica, ma se la nascita è prevista nei mesi più freddi conviene far indossare al neonato un body a manica lunga, per il resto la mezza manica e sopra la tutina va più che bene”. È importante, inoltre, scegliere indumenti semplici con allacciature ridotte al minimo e che consentano di cambiare il pannolino senza dover spogliare il bambino completamente. Da evitare anche tessuti rigidi, fibbiette, lacci e bottoni che potrebbero diventare pericolosi.

Per quanto riguarda le scarpine, per il neonato sono inutili (anche se in commercio esistono modelli deliziosi): per proteggere dal freddo i piedini sono sufficienti delle pratiche calzine. Le scarpe si useranno dai primi passi in poi, quindi intorno al primo anno di età.

Anche il cappellino, di solito molto amato dalle mamme ma odiato senza riserve dai piccoli. Come trovare un compromesso? Basta usarlo solo quando è davvero necessario, quando in inverno fa proprio freddo o in estate per proteggerlo dal sole, specialmente se il bambino ha pelle e capelli chiari.

Bambini vestiti “a cipolla”

Le mamme italiane, inoltre, a differenza di quelle dei paesi del nord, hanno l’abitudine di coprire troppo i bambini nella convinzione di proteggerli meglio dal freddo. È un atteggiamento corretto?

“Non bisogna mai coprire in maniera eccessiva il neonato” continua Calcinai. “Normalmente ci si regola come per un adulto, quindi è inutile pensare che siccome è piccolo va coperto di più perché otteniamo soltanto il risultato non solo di renderlo nervoso, ma anche di farlo sudare e quindi farlo ammalare più facilmente. La vecchia vestizione “a cipolla”, cioè sovrapponendo indumenti di peso medio a una maglietta leggera, può risultare utile in alcune stagioni (autunno o primavera) in cui il clima cambia di continuo: si potrà così alleggerire il piccolo se la temperatura in casa o fuori sale. Il buonsenso, comunque, aiuta sempre”.

La temperatura della stanza del bambino

E per quanto riguarda la temperatura della stanza in cui dorme il bambino?

“Certamente, anche la temperatura della stanza dove dorme il bimbo sarebbe meglio che non superasse i 20°C”, prosegue la pediatra. “È bene ricordare, inoltre, che l’aumentata temperatura in culla è uno dei fattori di rischio della SIDS (ovvero della morte improvvisa in culla nel primo anno di vita)”.

I neonati, infatti, non hanno ancora la capacità di usare bene il “termostato naturale” che abbiamo nel cervello e che consente di mantenere una temperatura costante intorno ai 36°C. Perciò è molto più probabile che abbiano caldo e non freddo.

Ma una neomamma inesperta come può regolarsi se il proprio bimbo ha caldo o freddo?

“Può farlo tranquillamente anche senza termometro: non bisogna mai sentire le manine o i piedini, che soprattutto nei bimbi piccoli, per un naturale fenomeno di vasocostrizione, risultano sempre freddi, ma semplicemente appoggiando una mano sul collo e valutare la temperatura” consiglia Calcinai.

Neonati e variazioni di temperatura

I bambini, inoltre, risentono molto anche delle brusche variazioni di temperatura: devono essere adeguatamente protetti nel passaggio da un ambiente molto riscaldato a un altro con diversi gradi di differenza (per esempio in estate da un supermercato con aria condizionata all’esterno, o viceversa in inverno). Insomma, sono gli sbalzi di temperatura la principale causa di raffreddamento.

Quando poi in inverno si accende il riscaldamento, l’ambiente diventa molto secco, per cui è efficace l’uso degli umidificatori. È bene controllare, però, che l’umidità non superi il 60/65% perché in questo caso favorisce la crescita di muffe e acari che predispongono a manifestazioni allergiche. Naturalmente bisogna evitare l’uso di essenze profumate nell’umidificatore, di deodoranti per l’ambiente e di insetticidi perché possono risultare irritanti per il neonato.

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