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Come fare i lavaggi nasali ai neonati e bambini

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
naso-bambino

18 Ottobre 2013 | Aggiornato il 09 Novembre 2018
Quando il bebè ha il naso chiuso, i lavaggi nasali possono essere utili per liberarlo dal muco. Ecco come si devono fare

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Quando possono servire i lavaggi nasali

Nei primi mesi di vita, i bambini respirano esclusivamente attraverso il naso. Inoltre, per i primi due-tre anni non sono in grado di soffiarsi il naso da soli. Se il naso si intasa, per esempio in caso di raffreddore anche lieve, i piccoli provano dunque fastidio e disagio, che aumentano in particolare durante il sonno (per la posizione coricata) e le poppate. 

 

“Ecco perché in questi casi liberare il nasino chiuso con lavaggi specifici è importante per il loro benessere" afferma Mario Quattrone, pediatra a Reggio Calabria.

 

I lavaggi permettono di allontanare dal naso muco, catarro ed eventuali piccoli croste, ma anche di ripulire la mucosa delle cavità nasali da sostanze irritanti, come allergeni, o da virus e batteri. Inoltre ammorbidiscono il muco, facilitandone un'eventuale aspirazione.

 

Lavaggi nasali, con cosa farli

Anzitutto, bisogna scegliere con che cosa fare il lavaggio. In commercio si trovano pratici flaconcini monodose di varie soluzioni: fisiologica, acque termali, acqua di mare sterilizzata e così via, comodi soprattutto quando si è fuori casa.

 

Degli stessi prodotti esistono spesso anche contenitori più grandi: in questo caso, la soluzione va iniettata utilizzando una siringa senza ago. La quantità da usare è di circa 5-10 ml per narice.


Il lavaggio va effettuato con soluzioni a temperatura ambiente o appena intiepidite (mai calde).

 

Lavaggi nasali, soluzione fai da te

Si può anche produrre in casa una soluzione salina "fai da te", composta per il 90% da acqua e il 10% da sale. Basta far bollire circa mezzo litro d'acqua (per sterilizzarla) e sciogliervi dentro 4,5-5 grammi di sale grosso da cucina.

 

Attenzione: se si utilizza la siringa, questa va accuratamente lavata dopo ogni utilizzo e cambiata periodicamente.

 

Lavaggi nasali, come si fanno

L'operazione è semplice, anche se alcuni bimbi (specialmente quando cominciano a crescere) non la gradiscono e tenerli fermi può diventare difficile.


1. Stendi il bambino sul fasciatoio o sul letto (in questo caso meglio mettere sotto un asciugamano) e inclinagli leggermente la testa da un lato. Attenzione a non spingerla all'indietro, altrimenti la soluzione di lavaggio finirà in gola, facendo tossire il piccolo.


2. Introduci delicatamente la punta del flaconcino o la siringa senza ago nella narice del lato più lontano dalla superficie di appoggio e spruzza il liquido delicatamente, ma con fermezza: lo vedrai uscire dalla narice opposta. Per esempio: se il bambino è girato a destra, spruzzerai la soluzione nella narice sinistra e la vedrai uscirà dalla parte destra.


3. Ripeti dall'altro lato.

 

"Se il bambino proprio non tollera il lavaggio vero e proprio, può bastare mettere qualche goccia di soluzione nel naso, giusto per rendere le secrezioni un po' più morbide" afferma il neonatologo Guglielmo Salvatori, della Terapia intensiva neonatale dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

Un'ulteriore possibilità in genere meglio tollerata è il rinowash, un apparecchietto che si collega all’aerosol e permette di far arrivare il getto direttamente nelle cavità nasali, per una vera e propria doccia nasale.

 

Gli aspiratori nasali
Soprattutto se il bambino è molto piccolo e non è in grado di soffiarsi il naso da solo, può essere utile anche un aspiratore nasale, per rimuovere il muco o le secrezioni che non sono stati allontanati con il lavaggio. Ce ne sono di diversi modelli, elettrici o a bocca. La scelta spetta alla famiglia, tenendo conto però - precisa Salvatori - che i modelli completamente meccanici possono essere un po' più aggressivi, con il rischio di danneggiare la mucosa nasale".

 

Lavaggi nasali, quando farli

Al bisogno, cioè quando il bambino manifesta un evidente disagio per via del suo nasino chiuso. In genere, inoltre, sono utili prima delle poppate, in modo che il nasino sia libero quando si tratta di mangiare, e la sera prima di andare a dormire, per facilitare il sonno.

 

Non serve invece farli a scopo preventivo, quando il bambino non ha naso chiuso o raffreddamenti.


Ultimi suggerimenti
Per aiutare il bambino a respirare meglio è anche importante umidificare gli ambienti ed invitarlo a bere (o poppare, se è allattato al seno esclusivamente) spesso, in modo da fluidificare il muco e favorirne l’espulsione.