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Genitori ansiosi

Mamme: 5 trucchi per gestire l'ansia

Di Antonella Laudonia
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28 Aprile 2015 | Aggiornato il 08 Gennaio 2018
Come provare a gestire il profondo disagio che accompagna la quotidianità di sempre più madri, con ricadute pesanti anche sulla serenità dei figli? Abbiamo parlato di mamme e ansia con la professoressa Laura Bellodi, psichiatra responsabile del Centro Disturbi dell’Ansia dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

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Il biberon sarà sterilizzato abbastanza? Mio figlio ha la febbre alta, volo al pronto soccorso o provo prima a dargli un antipiretico? E' stato invitato a giocare da un amichetto, ma chissà se posso fidarmi della mamma? La mia bimba dovrebbe andare a una gita di classe, ma ho paura che non li controllino e si perda o si faccia male, mi invento una scusa e non la mando?

Queste e mille altre ansie prendono il sopravvento su sempre più mamme al giorno d'oggi, quelle dell'era dello stress, iperdedite a uno o al massimo due figli (questa la media italiana), supermamme a cui si chiede di tutto e perfezioniste del loro ruolo. Come vincere la dura battaglia contro questo invalidante disagio, che fa star male le madri, ma condiziona anche la vita e la crescita serena dei figli? Ecco cosa ci ha risposto la professoressa Laura Bellodi, psichiatra responsabile del Centro Disturbi dell’Ansia dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

“Tanto per cominciare bisogna fare una premessa e un distinguo. Non sempre l'ansia è una condizione patologica. Diventa tale quando genera una caduta nel livello della prestazione che accompagna e non un suo miglioramento. Pensiamo a un esame delicato che il figlio deve affrontare, a una prova difficile da superare, a un momento in cui una mamma è chiamata a dare le prime cure al figlio ammalato: in molte situazioni, per intenderci, l'ansia che matura nel gestire l'evento funge un po' da adrenalina e porta la persona a governarlo al meglio, a dare il massimo dell'impegno.

 

Al contrario ci sono molti casi in cui invece l'ansia diventa patologica, e questo accade quando le manifestazioni neurovegetative che essa comporta (aumento di sudorazione alle mani, tachicardia, accelerazione del battito...) determinano un peggioramento della performance della mamma. In questo caso occorre intervenire, prendendosi cura del problema dell'ansia”.

 

L'ansia più comune vissuta dalle mamme nel loro ruolo riguarda l'eccessiva apprensività verso i figli. “Questo fenomeno è più marcato nelle neomamme, a causa dello squilibrio ormonale materno tipico dei primi mesi di vita del bambino. Ecco che in quei momenti molte donne sperimentano l'ansia patologica per ogni cosa: il pavimento sarà pulito abbastanza? Il bimbo avrà poppato a sufficienza? L'acqua del bagnetto è troppo calda?”.

“L'ansia generalizzata, che non ha carattere somatico, ma solo un'espressione cognitiva (dunque non si hanno manifestazioni fisiche, ma solo mentali) è quella che deriva dall'ossessione del controllo, ovvero l'intolleranza dell'incertezza. E' uno dei fenomeni più diffusi tra mamme di bimbi anche cresciuti”. Esempi concreti? Non lo mando a giocare dall'amico senza di me perché mi ricordo che c'è un tavolo sotto la finestra, lui si arrampica e vola giù dal quarto piano. Non lo mando in gita di classe perché i pullman talvolta sono guidati da autisti stanchi che possono incorrere in incidenti. Non lo iscrivo al corso di calcio perché si può far male, meglio il nuoto”.

 

 

Ma tutte queste e altre ansie delle mamme non lasciano indenni i figli, che ne subiscono le conseguenze. Quali? “Senza dubbio si tratta di effetti tutti decisamente negativi per la crescita serena dei bambini. La mamma è il modello del figlio, se lei è apprensiva si prospettano due possibilità: o il bimbo si ribella, se ha un carattere particolarmente forte, ma nove volte su dieci il bimbo si plasma su quelle stesse ansie, che condizioneranno lo sviluppo equilibrato del piccolo”.

Consigli pratici su come affrontare l'ansia materna

1 - GIUDICA LA TUA ANSIA: DANNOSA O COSTRUTTIVA?

Innanzitutto la mamma deve cercare di capire se si trova di fronte a stati d'ansia patologici oppure no. Come anticipato prima, solo nel caso di ansia che crei un disagio tale da inficiare le prestazioni nel ruolo di mamma, bisogna correre ai ripari. Se si tratta invece di ansia costruttiva, che rende la mamma efficiente si può imparare a conviverci.

Ai fini di questa valutazione si possono passare in rassegna a mente fredda le situazioni concrete vissute dalla mamma (grave imprevisto, problema di salute del figlio, decisione difficile da prendere), andando poi a vedere se l'ansia in quei momenti le aveva impedito di raggiungere un risultato ottimale per il bene del figlio oppure al contrario l'aveva resa una mamma efficiente e migliore. Solo nel primo caso occorre affrontarla come un problema e iniziare la battaglia contro l'ansia.

2 - PRIMA DI OGNI INTERVENTO MEDICO, PROVA COL TRAINING AUTOGENO

Accertato che trattasi di ansia patologica e da arginare, prima di ricorrere all'intervento del medico o dello psicologo, provare soluzioni personali. Come? Innanzitutto iniziando a fare del buon training autogeno.

Sperimentare le tecniche di respirazione aiuta prendere le distanze e a conquistare una visione più oggettiva delle cose. Dunque quando si sente che l'ansia sta prendendo il sopravvento, concedersi una pausa e respirare profondamente per qualche minuto in modo da calmarsi. Poi riprendere a fare quello che si era interrotto, ma con maggior serenità.

3 - RIPORTA ALLA MENTE I FINALI POSITIVI DI PREGRESSE FONTI D'ANSIA

Ripensare ai casi passati – fonti d'ansia - andati poi lisci come l'olio: può essere d'aiuto ripercorrere mentalmente le volte che c'era stata una decisione da prendere (lo mando o non lo mando alla gita avventurosa con gli amici?) o una soluzione rapida da adottare a un problema di salute (il bimbo è caduto, sanguina, inizio a disinfettarlo o vado in tilt e chiamo il medico mentre la ferita è coperta di terra?) e aveva prevalso la scelta meno dettata dall'ansia, con esiti incoraggianti. Perché non insistere su quella strada dunque?

4 - ORA TOCCA AL MEDICO

Quando i tentativi e gli sforzi personali per gestire l'ansia non sono andati a buon fine o sono risultati insufficienti, allora è giunto il momento di rivolgersi al dottore. Innanzitutto il proprio medico di famiglia, che conosce la storia personale della mamma e potrà valutare meglio di chiunque altro il da farsi. Cominciando senza dubbio da un check up di base che evidenzi eventuali deficit o anomalie nei valori del sangue e della tiroide che potrebbero essere all'origine dei problemi. Se tutti gli esami hanno dato riscontri negativi e la salute della mamma ansiosa si rivela di ferro, allora sarà il medico di famiglia a consigliarle di rivolgersi, secondo i casi, a uno psicologo o a uno psichiatra. Mai farlo da sole.

5 - ANSIE SOCIALI? SFIDALE SUL LORO STESSO TERRENO

Discorso a parte meritano le cosiddette ansie sociali, ovvero quelle che si sperimentano quando si fa fatica a socializzare con le altre mamme, e a far socializzare il figlio con gli altri bimbi, o si hanno grandi difficoltà a vivere il distacco dei piccoli quando per esempio iniziano ad andare all'asilo o a scuola, oppure ci si sente bloccate e non si è in grado di affrontare il colloquio con gli insegnanti.

In questi casi l'unica risposta vincente può essere la desensibilizzazione, vale a dire, nel concreto, anziché rifuggire le occasioni sociali, mettersi in gioco e affrontarle o addirittura crearle. Una mamma chiusa che non riesce a portare il figlio alle feste dei compagni di scuola, potrebbe organizzare lei stessa una merenda per alcuni amichetti a casa propria.

Ricordati anche che ...