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Quando e perché fare il microclisma ai neonati

di Ines Delio - 13.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Come capire se i bambini soffrono di stitichezza, come e quando fare un microclisma ai neonati: suggerimenti e linee guida

In questo articolo

Microclisma ai neonati

La stitichezza nei neonati rappresenta un fenomeno piuttosto comune. Tuttavia, oltre a preoccupare i genitori, può essere molto spiacevole per il piccolo provocando anche sintomi come mal di pancia, mancanza di appetito e irritabilità. In determinati casi, il pediatra potrebbe prescrivere l'utilizzo di un dispositivo medico per aiutare il bambino a liberarsi in poco tempo. Scopriamo nello specifico come e quando fare il microclisma ai neonati.

Quante volte evacua un neonato?

Generalmente, i neonati effettuano almeno quattro o più evacuazioni al giorno. Nei bambini allattati al seno la frequenza di evacuazione è maggiore rispetto a quelli alimentati con latte artificiale, e i primi possono evacuare anche dopo ciascuna poppata. Dopo uno o due mesi, l'evacuazione di alcuni bambini allattati al seno diventa meno frequente. Un neonato sano può scaricare anche ogni 3-4 giorni. Si raccomanda, però, di consultare il pediatra se:

  • il bambino è irritabile e sembra avere mal di pancia. In particolare, i neonati portano le gambe verso lo stomaco e piangono quando sentono dolore
  • il bambino soffre di stitichezza e vomita, la sua pancia sembra gonfia o piena di gas
  • si vede del sangue nelle feci
  • la stitichezza non migliora con il trattamento

Microclisma: cos'è e quando farlo

Il microclisma - talvolta chiamato "microclistere" - è un dispositivo medico indicato nel trattamento della stipsi in neonati e bambini. Viene utilizzato per introdurre piccole quantità di liquido all'interno dell'ano e, a differenza di altri rimedi per la stitichezza, come la peretta o il clistere, è più delicato, quindi più indicato nei bambini piccoli. Può contenere glicerina e altri liquidi, o sostanze naturali come miele, aloe o malva, che uniscono all'azione evacuante un'azione protettiva e lenitiva, utile a contrastare fastidi, irritazione e infiammazione causati dalla stitichezza.

Generalmente, i pediatri suggeriscono di non allarmarsi e attendere almeno 3-4 giorni che il neonato faccia la cacca da solo.

In caso non riesca, potrebbe prescrivere un rimedio come il microclisma.

Microclisma ai neonati, come farlo

Prima di fare un microclisma al neonato, è bene lavarsi accuratamente le mani. Dopodiché bisogna seguire i passaggi elencati nel foglietto illustrativo del prodotto. Generalmente sono i seguenti:

  • far stendere il bambino su un asciugamano, preferibilmente sul lato sinistro, con le ginocchia piegate verso l'addome
  • applicare qualche goccia di prodotto nella zona perianale
  • introdurre delicatamente la cannula nel retto
  • premere a fondo il microclisma e, al termine dell'applicazione, mantenerlo sempre premuto fino a che non è stata estratta completamente la cannula, così da non rischiare che venga riaspirato

A seconda del prodotto, il microclisma può fare effetto dopo pochi minuti dall'applicazione, ma potrebbero volerci anche 1 o 2 ore. In seguito all'utilizzo del dispositivo medico potrebbero manifestarsi alcuni effetti collaterali, come crampi addominali e irritazione della mucosa rettale. 

Quanto attendere e quanti microclismi si possono fare

Solitamente il microclisma inizia a fare effetto già dopo pochi minuti dal suo utilizzo, in alcuni casi però può volerci fino a un'ora.

Il dispositivo medico va normalmente usato al bisogno e senza eccedere. Il suo impiego non è indicato per un uso prolungato ed è indispensabile consultare il medico o il pediatra sulla necessità di usarlo, saltuariamente, per favorire l'evacuazione di un bambino piccolo.

Effetti indesiderati e quando non farlo

I microclismi possono causare, tra gli effetti indesiderati, crampi addominali e irritazioni della mucosa rettale. Non sono escluse anche possibili reazioni allergiche in soggetti sensibili a uno o più dei componenti del dispositivo utilizzato. Lo strumento non deve mai essere usato in caso di:

  • Allergia nota a una o più sostanze contenute nel microclisma
  • Dolore addominale acuto
  • Nausea o vomito
  • Ostruzione o stenosi intestinale
  • Emorroidi infiammate
  • Sanguinamento rettale
  • Grave stato di disidratazione

La stipsi nei bambini

La stipsi nei bambini può causare alcuni fastidi come:

  • Crampi allo stomaco
  • Inappetenza
  • Irritabilità
  • Ragadi anali
  • Abitudine a trattenere per paura di andare in bagno
  • Gonfiore

In questi casi è utile far visitare il piccolo dal pediatra che saprà consigliare il rimedio più adatto al caso specifico di vostro figlio, tenendo conto di tutte le possibili variabili.

Come capire se neonati e bambini sono stitici

Per aiutare i genitori a genitore a capire se un neonato è effettivamente stitico, possono essere utili le linee guida per identificare la stipsi nei neonati e nei bambini pubblicate sul Manuale MSD. Queste includono come campanelli d'allarme:

  • nessun movimento intestinale per 2 o 3 giorni più del solito
  • movimenti intestinali duri o dolorosi
  • feci grosse che possono intasare il water
  • gocce di sangue sull'esterno delle feci

Il Manuale MSD ricorda, inoltre, che solitamente nei bambini alcuni segni di difficoltà, come sforzarsi e piangere prima di espellere feci morbide, non indicano per forza stipsi, ma possono essere causati da un'incapacità a rilassare i muscoli del pavimento pelvico nel momento in cui vengono espulse le feci e, in generale, si risolvono spontaneamente. La stipsi, inoltre, solitamente non ha conseguenze gravi, ma alcuni bambini che ne sono affetti potrebbero lamentare dolore addominale, in particolare dopo i pasti.

Ad ogni modo, in caso di dubbi è fondamentale consultare sempre il pediatra, che potrà eventualmente prescrivervi il rimedio più indicato.

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