Salute

Neonato con testicolo ritenuto

bambino_medico
31 Agosto 2010
Il criptorchidismo è un’anomalia per cui il bambino nasce con uno o tutti e due i testicoli non visibili nel sacco scrotale ma nascosti poco sopra lo scroto o nella parete addominale. Ecco come affrontare il problema
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In termini medici si chiama criptorchidismo (dal greco cripto: nascosto, e orchis: testicolo), ed è un’anomalia per cui il bambino nasce con uno o tutti e due i testicoli non visibili nella propria sede - il sacco scrotale - ma nascosti poco sopra lo scroto o nella parete addominale.

E’ una delle più frequenti anomalie congenite dell’apparato urogenitale dei maschietti, che colpisce il 3-5% dei nati a termine ed il 9-30% dei pretermine, come risulta da una ricerca condotta dal “Gruppo di Studio Italiano sul testicolo ritenuto”, con il sostegno dell'Associazione Culturale Pediatri, dell’Istituto per l’Infanzia Burlo Garofolo di Trieste, e della Clinica pediatrica dell'Università i Chieti. Ecco come affrontare il problema.

Prima dei 5-6 mesi non è necessario fare nulla. In alcuni casi entro i 5-6 mesi di vita i testicoli scendono da sé; prima di questa epoca quindi non è necesario alcun trattamento.

Inutile la terapia ormonale. Trascorsi i 6 mesi, alcuni pediatri, prima di indirizzare verso l’intervento chirurgico, preferiscono tentare con una terapia ormonale a base di gonadotropine. “Tale terapia funziona però solo una volta su quattro e tra l’altro non è esente da effetti indesiderati, come possibili effetti avversi a lungo termine sulla spermatogenesi” si sottolinea nella ricerca.

Basta un piccolo intervento. Il trattamento più sicuro ed efficace per risolvere definitivamente il criptorchidismo è la chirurgia precoce (orchidopessi), un intervento miniinvasivo, che prevede un piccolo taglietto a livello scroto-inguinale che riporta il testicolo nella sede appropriata. L’operazione viene eseguita in anestesia locoregionale con piccola sedazione e si effettua in day-hospital (o al massimo si resta in ospedale 48 ore).

Meglio non rimandare l’intervento. Le linee guida internazionali consigliano di effettuare l’intervento tra i 6 e i 12 mesi, esclusivamente in Centri dotati di una Chirurgia pediatrica o Urologia pediatrica che dispongano di anestesisti pediatri. “Meglio in ogni caso non rimandare l’intervento a dopo i due anni” evidenzia la ricerca: “un intervento tempestivo non solo consente uno sviluppo completo dei testicoli, ma evita conseguenze in età adulta quali la riduzione della fertilità, l'insufficiente produzione di ormoni fino alla degenerazione tumorale del testicolo”. Si tenga presente che i testicoli sono stati posti in natura nella sacca scrotale, dove la temperatura si mantiene di qualche grado inferiore alla temperatura corporea proprio per preservare la vitalità di tali organi.

Il beneficio dell’intervento precoce è anche psicologico: a questa età il bambino non si rende conto di quel che succede e non conserverà nessun ricordo dell’accaduto.

Da non confondere col testicolo in ascensore Il criptorchidismo non va confuso con il fenomeno, del tutto fisiologico, del testicolo retrattile o in ascensore: in tal caso i testicoli tendono a salire temporaneamente in una sede più alta di quella propria, ma si riesce a riportarli manualmente nello scroto. Il fenomeno tende a risolversi da sé con la crescita del bambino.

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