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Plagiocefalia: come prevenire la testa piatta nel neonato

di Sara De Giorgi - 12.07.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Può acccadere che il medico abbia un sospetto di plagiocefalia (testa piatta) del neonato. Ecco sei suggerimenti del medico francese Toubib per prevenirla e correggerla.

La plagiocefalia (o testa piatta) è quando il bambino ha la testa più piatta da una parte che dall'altra ed è provocata dalla posizione con cui il neonato viene messo a dormire. 

In sintesi, il suo cranio ha preso la forma della culla o del lettino. Come afferma Toubib, specializzato in pediatria d'urgenza e autore francese del libro Un pediatra per amico (Mondadori), in libreria dal 20 luglio 2021, il cranio del bambino è un po' come il pianeta Terra: ci sono diverse placche tettoniche e zone in cui non sono saldate, quindi si muovono. 

È la ragione delle cosiddette «fontanelle» e delle suture dove le diverse placche dell'osso si salderanno una volta che il cervello avrà smesso di crescere.

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Plagiocefalia e craniosinostosi, come distinguere

Prima tappa per affrontare questa paura: distinguere tra plagiocefalia e craniosinostosi.

Va da sé, anche se è molto raro, che in alcuni neonati possono esserci delle suture che si chiudono prima del tempo! 

Occorre dunque distinguere le plagiocefalie provocate dalla fusione precoce di una sutura (o craniosinostosi) e le plagiocefalie posizionali (perché il pargolo tiene la testa più da un lato che dall'altro oppure ha il torcicollo!).

  • Quando un neonato ha la testa deformata fin dalla nascita, è probabile che si tratti di una craniosinostosi.
  • D'altra parte, se il cranio si deforma a un mese dalla nascita, allora è una plagiocefalia posizionale, perché il bambino ha la tendenza a guardare troppo a destra o a sinistra.

Parleremo dunque della preoccupazione dei genitori: la plagiocefalia posizionale, chiamata anche PP. Le craniosinostosi sono di competenza dei neurochirurghi pediatrici.

Plagiocefalia, consigli per prevenirla

Secondo Toubib, se alcuni credono che la PP sia conseguenza delle regole moderne che impongono di far dormire il bambino sulla schiena per prevenire la «morte in culla», la sostanza del problema non sta qui. È inutile mettere in discussione quelle regole, perché se evitano il rischio di SIDS, ben vengano.

Il punto è che la PP è conseguenza del fatto che il bambino guarda troppo spesso a destra o troppo spesso a sinistra. Cosa fare dunque? Dovrete quindi stimolare il vostro bambino il più possibile. 

La prima cura per la PP (sia per prevenirne la comparsa nel caso in cui il vostro bambino tenga la testa troppo da una parte, sia per guarirla nel caso in cui si sia già instaurata) è il posizionamento. Quando il vostro bambino ha una PP (quale che sia la gravità), occorre adottare degli accorgimenti per farlo guardare dall'altra parte! Ecco sei suggerimenti del medico Toubib.

  1. Gli inglesi, per esempio, hanno inventato una cosa utilissima: il tummy time (letteralmente, il «tempo sulla pancia»). Consiste nel mettere il neonato a pancia in giù per 10-15 minuti 3 volte al giorno, non solo per stimolare la motricità, ma anche per fargli scoprire la libertà di movimento a livello cervicale. Sì, sì, lo si è detto: vietato metterlo a pancia in giù… ma solo quando dorme!
  2. Dato che di solito la culla o il lettino vengono messi contro una parete, si raccomanda di orientare la testa del bebè verso la testa o verso i piedi del letto a giorni alterni. Lunedì lo fate dormire con la testa dalla parte dei piedi del letto, martedì nell'altro senso e così via! Non gli verrà il mal di mare, state tranquilli, e mettete qualcosa di luminoso, colorato o sonoro dalla parte opposta rispetto al lato appiattito del cranio, in modo da attirare la sua attenzione.
  3. Quando ce l'avete nel marsupio, fategli appoggiare la testa sia da una parte sia dall'altra. Idem quando dorme: fategli girare la testa senza sforzarla dalla parte opposta fino a 2 mesi.
  4. Procuratevi il prima possibile una palestrina per neonati (fin dai primissimi mesi). La palestrina è il Bene. Così il bebè esplora la sua libertà di movimento e può, di nuovo, scoprire la propria motricità. Metteteci anche qualche giocattolo per indurlo a muoversi, e non posizionate l'arco multiattività direttamente sopra di lui, in modo da costringerlo a girare la testa!
  5. Alternate la posizione durante l'allattamento al seno o con il biberon, attirando il suo sguardo durante il passaggio dall'una all'altra. Insomma, fategli muovere la testa per non lasciarla sempre sullo stesso lato ogni volta che gli date da mangiare, cambiatela… a ogni occasione!
  6. Quando dorme come un ghiro, deve essere su un materasso duro, senza cuscino, senza nulla sotto la testa, con lenzuola o sacco nanna delle dimensioni appropriate.

Plagiocefalia, cosa NON fare

  1. Non usate un cuscino antitesta piatta, né un cuscino di posizionamento. Sono addirittura pericolosi. Può prescriverli solo uno specialista (neuropediatra o neonatologo).
  2. Evitate la sdraietta, il guscetto o altri dispositivi di posizionamento. In genere con i più grandi si usano un'ora e mezzo al giorno, ma per il neonato lasciateli perdere. Si dorme in un letto.
  3. Non mettete la giostrina direttamente sopra il bambino. Altrimenti lo costringerete a restare con la testa nella stessa posizione! Piuttosto, sistematela al limite del suo campo visivo e cambiate spesso la posizione della giostrina.

Plagiocefalia, due cose da sapere

  1. Non confondete il ruolo dell'osteopata e quello del fisioterapista.  In certi bambini a provocare la PP è anche il torcicollo, perché tendono a stare sempre su un lato anziché sull'altro. Per curarli, dopo averli fatti visitare da un medico, ci vuole la fisioterapia il più rapidamente possibile e almeno 3 volte a settimana. Per sapere cosa pensare degli osteopati, sappiate soltanto che le autorità sanitarie non hanno ancora specificato quale debba essere il profilo formativo e professionale ufficiale dell'osteopata perché possa operare presso il servizio sanitario nazionale. Per il momento, quindi, l'osteopatia non ha un ruolo nella ricerca di una soluzione al torcicollo del bambino, anche se non vi è un divieto formale… Sta a voi decidere, a vostro rischio e pericolo.
  2. Attenzione ai caschi o alle ortesi per il rimodellamento cranico: attualmente, il casco è costoso, non viene rimborsato dalla mutua né dalle assicurazioni sanitarie, non ha efficacia provata sul lungo termine (ossia 2 anni di vita), è costrittivo e ha effetti collaterali sulla cute. Gli unici studi seri sull'argomento indicano che non ci sono differenze tra i risultati ottenuti con la tecnica del posizionamento e quella che prevede l'uso del caschetto. Quindi, il casco non è necessario. I caschi vanno presi in considerazione solo per le plagiocefalie gravi, dopo aver chiesto il parere di un neurochirurgo a partire dai 6 mesi di vita.

Un pediatra per amico

Toubib, autore del libro Un pediatra per amico (Mondadori Electa), è un medico specializzato in pediatria d'urgenza. Nel 2019 ha creato la seguitissima pagina Facebook To be or not Toubib con l'obiettivo di offrire informazioni mediche chiare e concise ai genitori che vede arrivare troppo spesso spaventatissimi al pronto soccorso.

Il libro Un pediatra per amico, che sarà nelle librerie dal 20 luglio 2021, ha la stessa ambizione: permettere a mamme e papà di affrontare i malesseri quotidiani del loro bambino da 0 a 16 anni, restando lucidi ma sapendo quando preoccuparsi. 

Fonti per questo articolo: 

Msdmanuals.com

Toubib, Un pediatra per amico, Mondadori Electa

Toubib, "Un pediatra per amico" (Mondadori)

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