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Pointing, quando il bambino inizia a indicare e perché lo fa

di Francesca Demirgian - 08.09.2023 - Scrivici

pointing
Fonte: Shutterstock
C'è una fase specifica della crescita in cui il bambino inizia ad indicare ciò che vede e ciò che vuole. Scopriamo tutto sul pointing

In questo articolo

Che cos'è il pointing?

Mai sentito parlare di pointing? E' il gesto spontaneo dell'indicare con il dito, tipico dei bambini. Un'azione spesso banalizzata ma che, in realtà, rappresenta una fase di crescita fondamentale.

Ma a che età il bambino dovrebbe iniziare ad indicare e perché il pointing è tanto importante in età prescolare? Scopriamo tutto sull'argomento.

Quando il bambino inizia ad indicare

Il pointing ha un ruolo cruciale nell'acquisizione del linguaggio. Il bambino indica con il dito indice qualcosa, con l'intenzione di farla vedere ad un adulto o addirittura di volerla prendere. Solitamente si sviluppa entro i 2 anni di vita, più tardi in casi particolari (bambini affetti da autismo o ipoacusici).

Rappresenta un gesto di curiosità, di stupore da parte dei bambini o anche un voler indicare con l'intenzione di scegliere. Il pointing, solitamente, anticipa o accompagna il linguaggio. Un po' come la lallazione è una fase fondamentale attraverso cui il bimbo deve passare. 

Cosa comunica il bambino con il pointing

Soprattutto le prime volte, il genitore può non comprendere la richiesta del bambino attraverso il "puntamento". Cosa può voler dire il piccolo attraverso il pointing? Vediamolo.

Gli obiettivi dell'indicare nel bambino sono i seguenti:

  • il bambino vuole un oggetto, che sia la palla, il ciuccio, un gioco, o altro. Attraverso il pointing il bambino vuole dire "lo voglio". 
  • il bambino nota qualcosa di suo interesse e vuole attirare l'attenzione su di esso: un animale, un aereo, il mare, etc. etc.
  • il bambino riconosce qualcosa a lui noto: vede il papà, la mamma, la macchina di famiglia, la propria casa, etc.

Quando preoccuparsi se il bambino non indica

Come anticipato, il pointing, dovrebbe sempre svilupparsi entro i 2 anni di età, se questo non avviene è importante segnalarlo ad uno specialista. Prima al pediatra, il quale valuterà attentamente la situazione e - se necessario - consiglierà una consulenza dal neuropsicomotricista o dal logopedista per comprendere le ragioni di questo ritardo.

Allo stesso tempo, anche il pointing rimane l'unica forma di comunicazione del bambino, con il passare dei mesi, è bene non sottovalutare la situazione e chiedere consiglio al pediatra. 

Fonti: www.ospedalebambinogesu.it; www.therapiesforkids.com.au; www.healthline.com
         

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