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Ricoveri Covid bambini e neonati

di Elena Berti - 28.09.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Stanno salendo i ricoveri Covid bambini e neonati, come mai? Quali sono i sintomi del Coronavirus nei bambini e quali rischi corrono?

Ricoveri Covid bambini e neonati

I dati sul Covid migliorano notevolmente in tutta Italia: sia i contagi che i ricoveri e i decessi restano stabili, probabilmente grazie alle vaccinazioni su adulti e ragazzi con più di 12 anni. Eppure c'è un dato che preoccupa i genitori: i ricoveri Covid bambini e neonati, nonché le infezioni, sembrano aumentare. Ma come mai?

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Ricoveri in aumento per i più piccoli

A quanto dicono i dati, i ricoveri tra i bambini al di sotto dei tre anni sono aumentati del 4% rispetto ai primi sei mesi del 2021. Un dato che allarma i genitori, anche se sappiamo che in generale l'infezione da Covid ha molto raramente conseguenze gravi sui piccoli. Come mai questo aumento? Gli esperti spiegano che è dovuto in gran parte alla mancanza di una copertura vaccinale per la fascia d'età 0-11, per questo è importante che le donne in gravidanza si vaccinino contro il Covid.

Il vaccino in gravidanza è sicuro

La raccomandazione dell'Istituto Superiore di Sanità c'era già, ma è stata ribadita dopo le notizie preoccupanti sui dati dei neonati infettati dal Coronavirus. L'unico modo per proteggere i lattanti è infatti che la futura mamma si vaccini, proprio come già raccomandato per altri tipi di infezioni (per esempio quella da pertosse): esistono quindi linee guida per le donne in gravidanza, che dovrebbero effettuare la vaccinazione contro il Covid durante il secondo o terzo trimestre, in modo da passare gli anticorpi al feto.  

Come prende il Covid un neonato?

Inizialmente si era esclusa la trasmissione del Covid direttamente all'interno dell'utero, cioè la cosiddetta trasmissione "verticale", che riguarda solo alcuni tipi di infezioni. Gli ultimi studi hanno dimostrato che, pur essendo un evento raro, le donne incinte se positive possono passare l'infezione al feto. Per capire se è successo, bisogna analizzare placenta, residui amniotici e cordone ombelicale. Più probabile è invece che il neonato, a causa delle basse difese immunitarie, contragga il Covid dalla madre dopo il parto o da familiari che vanno a trovarlo: per questo è importante vaccinarsi e mettere in pratica le misure anti-contagio che ben conosciamo.

La raccomandazione di pediatri e ginecologi è, comunque, di favorire il contatto madre-figlio dopo la nascita, per questo è ancora più importante che le donne in gravidanza (e in allattamento) si vaccinino.  

Quali sono i sintomi del Covid nei bambini piccoli

Un'altra questione che preoccupa i genitori è come riconoscere i sintomi del Covid nei bambini più piccoli. Il problema principale è rappresentato dal fatto che i sintomi sono molto simili a quelli della semplice influenza: disturbi gastrointestinali, mal di testa, naso chiuso, raffreddore e mal di gola. Più frequenti però in caso di Covid sono la febbre alta, i dolori muscolari, la tosse secca e una forte astenia, cioè affaticamento. Anche la perdita del gusto e dell'olfatto e problemi respiratori dovrebbero mettere in allarme. Se vostro figlio presenta uno o più di questi sintomi, è sempre bene rivolgersi subito al pediatra, che giudicherà il da farsi e semmai richiederà un tampone. Se poi è stato in contatto con un positivo, l'attenzione deve essere ancora maggiore.  

Il rischio di malattia infiammatoria multi-sistemica

Il Covid colpisce i bambini, anche molto piccoli, ma solitamente con esito positivo: il rischio di complicanze è davvero raro. Eppure dall'inizio della pandemia sono stati ben 350 i giovanissimi che hanno dovuto ricorrere alla rianimazione a causa di una malattia infiammatoria multi-sistemica provocata dal Covid, per questo è bene non sottovalutare i sintomi nei bambini e, dove possibile, vaccinare tutta la famiglia per limitare l'esposizione e la possibilità che genitori, nonni o altri parenti adulti contagino i piccoli che ancora non possono vaccinarsi.  

Mentre in un primo momento la risposta immunitaria "innata" dei bambini li aiutava a proteggersi dal Covid, oggi con le diverse varianti le cose sembrano cambiare. Per questo, mentre si aspetta l'approvazione del vaccino per la fascia 5-11 anni, è fondamentale rispettare le norme di prevenzione del contagio e, in caso di gravidanza, vaccinarsi per proteggere i neonati, che a differenza dei bambini più grandi non hanno ancora sviluppato risorse adatte a proteggersi dall'attacco dei virus.

 

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