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Salute bebè: un occhietto è rosso o “sporco”

di Valentina Murelli - 18.01.2013 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Può capitare che il bimbo abbia uno o entrambi gli occhietti rossi oppure sporchi, come impastati. Ecco cosa fare e cosa non fare, con i consigli del pediatra

Può capitare che neonati e bambini di pochi mesi abbiano uno o entrambi gli occhietti arrossati oppure sporchi, con secrezioni biancastre, come impastati. Da cosa dipende e come comportarsi? Lo abbiamo chiesto a Piercarlo Salari, pediatra libero professionista e responsabile del gruppo di lavoro di sostegno alla genitorialità della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS).

L'occhietto rosso

Quali sono le cause

"Partiamo dal presupposto che gli occhietti dei piccoli sono molto delicati e si arrossano per qualsiasi fattore irritativo, compresi quelli che potrebbero sembrare innocui negli adulti" afferma Salari, chiamando in causa fattori come:

  • polvere, pollini e qualunque piccolo corpuscolo che può entrare nell'occhio
  • agenti atmosferici (vento e ed eccessiva luce solare)
  • piccoli graffi procurati dal bambino stesso, che spesso ha unghiette affilate
  • piccoli sfregamenti per esempio sul lenzuolino

"I tessuti degli occhietti dei bambini sono molto reattivi, l'occhio può arrossarsi velocemente anche in modo sproporzionato rispetto alla reale entità del piccolo trauma subito" sottolinea il medico. Che invita anche a tenere conto del fatto che "alla nascita e nelle prime settimane di vita le lacrime non sono ancora prodotte, per cui viene a mancare un importante fattore difensivo, in grado di allontanare corpuscoli e di contrastare batteri".

Che cosa fare

"Anzitutto non spaventarsi" rassicura Salari. "L'occhietto arrossato è un evento molto comune ed è molto probabile che dipenda da un fattore irritativo locale, soprattutto se l'occhio interessato è uno soltanto. Quindi non è il caso di precipitarsi dal pediatra o in farmaci appena un occhietto si arrossa, né tantomeno utilizzare prodotti magari fai da te".

Quello che invece bisogna fare è cercare, nei limiti del possibile, di ricostruire quanto può aver provocato l'arrossamento, anche in un'ottica di prevenzione. Il bimbo ha le unghie lunghe? Potrebbe essere stato un graffio, e comunque vale la pena tenerle sempre corte e pulite. Sembra che ci sia una particolare reattività alla luce del sole? Allora occorre prestare particolare attenzione ai passaggi da zone più scure a zone più illuminate e magari acquistare un paio di occhiali da sole per piccolissimi

Quando preoccuparsi

Ci sono situazioni nelle quali è opportuno consultare il pediatra, perché potrebbero essere espressione di infezione in corso, e cioè quando l'occhietto rosso si accompagna a:

  • arrossamento veramente importante, "acceso"
  • secrezioni di colore giallo intenso e consistenza cremosa
  • gonfiore delle palpebre
  • lacrimazione incessante (per bimbi che hanno già cominciato a lacrimare)
  • forte fotofobia (fastidio per la luce)
  • irritabilità
  • contatti noti con altri bambini affetti da una congiuntivite infettiva

La terapia antibiotica in caso di congiuntivite

Esistono vari tipi di congiuntivite infettive, alcune di origine virale e altre di origine batterica. Sarà il pediatra a valutare la situazione e a stabilire come procedere: in alcuni casi l'indicazione sarà quella di proteggere entrambi gli occhi (anche se quello è interessato è uno solo) con un collirio o una pomata oftalmica a base di antibiotico. A seconda dei prodotti, serviranno due/tre applicazioni al giorno oppure una soltanto.

"Attenzione – avverte Salari – anche se si osserva un rapido miglioramento e i sintomi regrediscono in fretta, la terapia a base di antibiotico va proseguita per almeno cinque-sette giorni (anche per dieci in caso di congiuntiviti più impegnative), per ottenere la massima eradicazione dei microrganismi responsabili".

Bisogna inoltre ricordare che pomate e colliri antibiotici scadono dopo 30 giorni dall'apertura. Se dopo un paio di mesi da un episodio se ne dovesse verificare un altro, va dunque usato un prodotto nuovo, non ancora aperto

L'occhietto sporco

Un altro evento che capita di frequente agli occhi di neonati e lattanti è la presenza di secrezioni biancastre o giallo chiaro, anche leggermente crostificate, specialmente al mattino al risveglio. In pratica le palpebre sembrano come incollate da una sottile pellicola, che poi si frammenta in piccole crosticine.

Da cosa dipende

Anche in questo caso niente paura: questo "impastamento" dipende da una precisa condizione anatomica e cioè il fatto che non è ancora necessariamente aperto il dotto naso-lacrimale, un piccolo condotto che permette il drenaggio delle lacrime connettendo la cavità dell'orbita con quella nasale.

Che cosa fare

"Niente di particolare, se non tenere puliti gli occhietti con soluzioni apposite, che riproducono la natura ipertonica delle lacrime" spiega Salari. Nel giro di qualche giorno o settimana in genere il dotto si apre da solo. Se questo non accade, con il passare dei mesi (anche intorno al quinto-sesto mese) ci si accorge che  l'occhietto risulta sempre umido o le lacrime colano spesso da sole. "Se questo accade, entro i 7-8 mesi di vita del bambino il pediatra prescrive una visita oftamologica pediatrica con esplicita richiesta di sondaggio del dotto naso-lacrimale. Lo specialista individua l'apertura del condotto e con una piccola manovra indolore, che consiste nell'inserimento di un sondino sottilissimo, fa in modo che il condotto stesso si apra. Nella maggior parte dei casi basta un solo 'intervento' per ottenere il risultato".

Come lavare gli occhietti

"Gli occhi dei bambini sono molto delicati e hanno una superficie estremamente assorbente. Per questo bisognerebbe prestare particolare attenzione a quello che vi si mette sopra, evitando il fai da te in caso di farmaci e scegliendo prodotti specifici per il lavaggio" avverte Salari. No dunque ai rimedi della nonna tipo impacchi con camomilla o acido borico, ma no anche all'uso di detergenti non specifici per l'occhio e per i bambini (il sapone o il bagnoschiuma degli adulti, preparati di erboristeria che non siano di fitoterapia certificata).

Cosa usare, dunque? "Poiché le lacrime sono ipertoniche, la soluzione ideale per il lavaggio degli occhi dovrebbe rispettare questa loro concentrazione salina più elevata. In farmacia esistono prodotti specifici in questo senso. In mancanza di altro, limitarsi alla soluzione fisiologica" consiglia il pediatra. Che suggerisce di prendere l'abitudine di un lavaggio quotidiano: basta instillare la soluzione detergente specifica e asciugare tamponando molto delicatamente con un asciugamano morbido.

Aggiornato il 18.08.2020

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