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Febbre e bambini

Termometro per bambini: quale scegliere

Di Valentina D'Andrea Simona Regina
termometro

17 Dicembre 2012 | Aggiornato il 18 Dicembre 2017
Termometro a infrarossi, auricolare, digitale, a mercurio, a cristalli liquidi o al galinstano Qual è il termometro migliore per misurare la febbre nei bambini? E come si misura? E cosa sarebbe meglio evitare?

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Scotta? Ha la febbre? Qual è il modo migliore per misurare la temperatura corporea ai bambini?

"Prima precisiamo un paio di cose” dice Antonino Reale, responsabile di pediatria dell’emergenza all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

 

1 - La febbre è una reazione dell’organismo che favorisce le difese immunitarie, non deve quindi essere considerata il nemico numero uno da combattere. Ha senso misurare la temperatura corporea se il bambino manifesta malessere. Indicativamente, se supera i 38.5 si somministra un antipiretico. Ma questa non è una regola che vale sempre. Se nonostante la febbre piuttosto alta, il bimbo sta bene non è necessario dare il paracetamolo o l’ibuprofene. Abbassare la febbre serve ad alleviare lo stato di malessere, a far star meglio il bambino, e non a evitare le tanto temute convulsioni per le quali è stata dimostrata una predisposizione genetica.

 

2 – Per evitare di allarmarsi inutilmente, si consideri che la temperatura di 37.2 rilevata a livello ascellare non è febbre, così come non lo è 38 a livello rettale.

 

3 – Per misurare correttamente la temperatura, il bambino non deve essere sudato, accaldato e super coperto e l’ambiente non deve essere eccessivamente caldo. In pratica non ha senso farlo subito dopo che ha saltato come un forsennato sul letto o mentre sta attaccato al termosifone acceso a palla o indossa un maglione sopra l’altro. Altrimenti la misurazione non è attendibile. Si tenga presente, inoltre, che di norma la temperatura corporea tende a essere più alta di sera.

 

“In pratica bisogna misurare la febbre quando serve, in un ambiente corretto e con il sistema migliore. Detto questo, però, nessun sistema per rilevare la temperatura corporea è perfetto, hanno tutti delle criticità, ma per praticità e attendibilità consiglierei ai genitori l’uso del termometro digitale da usare sotto le ascelle”, precisa Reale.

Termometro a raggi infrarossi

 

Il termometro migliore in quanto a facilità di utilizzo è il termometro a infrarossi da porre a contatto con la pelle oppure dotato di un puntatore che ne permette un uso a distanza. Bastano davvero pochi secondi per misurare la temperatura. Ma in mani non esperte non sono sempre affidabili.

 

I termometri a infrarossi hanno poi lo svantaggio di avere un costo molto più alto dei digitali: un termometro digitale di norma non supera i dieci euro (ma si possono trovare modelli a meno di cinque euro) mentre per un termometro a infrarossi è necessario un investimento che va dai circa 60 euro dei modelli più semplici fino ai circa 80-100 euro dei modelli più sofisticati.

 

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Raggi infrarossi "auricolari": meglio di no

Misurare la temperatura con i termometri a raggi infrarossi “auricolari”, cioè con i modelli che rilevano la febbre dopo essere stati inseriti nell’orecchio, è un sistema rapido ma può risultare non del tutto attendibile: la membrana timpanica può infatti essere calda anche in assenza di febbre e questo influisce sull’attendibilità della rilevazione, oppure la presenza di cerume nel condotto può far captare una temperatura più bassa. “In ambiente ospedaliero sono ampiamente utilizzati perché estremamente veloci, ma in caso di dubbi preferiamo comunque accertare la situazione con la misurazione ascellare” precisa Reale.

 

Termometro digitale (detto anche elettronico)

 

 

Via libera all’uso del termometro digitale per la rilevazione della febbre a casa perché oltre che rapido dà un margine di errore poco significativo dal punto di vista strettamente clinico, cioè ininfluente per la diagnosi. In altre parole è possibile che il termometro digitale segnali un valore di 38.2 gradi e la temperatura reale sia invece, per esempio, di 38.4: i due decimi di grado in più, che potrebbero essere importanti in seno, per esempio a una ricerca scientifica sulla febbre, non hanno grande rilevanza nel caso del singolo bambino. Di fatto, non è da questa differenza minima che dipendono il successivo modo di gestire la febbre e le ipotesi che il pediatra può formulare sulla sua origine.

Strisce a cristalli liquidi

 

 

Non sono consigliabili le “strisce a cristalli liquidi”, che rilevano la febbre dopo essere state appoggiate sulla fronte del bambino. Si tratta di presidi che forniscono risultati estremamente imprecisi, tant’è che gli specialisti ritengono che la mano della mamma individui l’eventuale presenza di febbre con più accuratezza delle strisce.

Termometri a mercurio

 

I termometri a mercurio sono andati in pensione:  sono stati ritirati dal commercio in base a una disposizione europea che ne ha decretato la tossicità. In qualche casa però se ne trovano ancora. Per il bambino non va utilizzato perché il rischio di rottura è alto e il loro contenuto di mercurio è tossico. Non sono tossici invece i termometri al galinstano che sono anche economici e affidabili: più accurati di quelli digitali, ma richiedono tempi un po' più lunghi per rilevare la temperatura. Sono del tutto simili nell'aspetto ai comuni termometri a mercurio, ma contengono all'interno del capillare una lega di gallio, indio e stagno chiamata "Galinstan".

 

Come misurare la febbre

Il termometro digitale va posto sotto l’ascella del bambino. È di facilissima lettura, fornisce il suo risultato in 1-3 minuti ed è dotato di un allarme acustico che segnala l’avvenuta rilevazione.

 

Non va usato per via rettale: questa modalità è considerata troppo invasiva. Anche se può essere pratica con i bambini piccolissimi, perché più complicato tenere il tempo necessario il termometro sotto l’ascella. Ma c'è il rischio di procurare delle lesioni e bisogna tenere a mente che la temperatura può essere alterata se sono presenti irritazioni nel sederino o se ha appena fatto cacca.

Da evitare anche la misurazione orale (sotto la lingua) perché richiede una collaborazione da parte del bambino quasi impossibile da ottenere.

Il termometro a raggi infrarossi “a contatto” si deve appoggiare sulla fronte, mentre quello a distanza va puntato nella direzione del bambino, alla distanza suggerita dal foglietto di accompagnamento. In entrambi i casi per la rilevazione occorrono solo pochissimi secondi.

 

Riassumendo
  • Per misurare a casa la febbre ai bambini, si consiglia l’uso del termometro elettronico in sede ascellare. 
  • La misurazione rettale non dovrebbe essere impiegata di routine a causa della sua invasività e del disagio che comporta.
  • La misurazione orale è sconsigliata perché può comportare il rischio di rottura del termometro.
  • Il termometri a mercurio, oltre che sconsigliato per il rischio di rottura e di contatto col metallo (che è tossico), è stato messo al bando da aprile 2009 con un decreto ministeriale che ha recepito una direttiva europea, perché ritenuto tossico per l’ambiente e difficile da smaltire.
  • Misurare la febbre in altre sedi (auricolare, frontale, inguinale) non offre la stessa attendibilità.

 

 

Con la consulenza scientifica del professor Maurizio de Martino, pediatra e professore ordinario dell’Università di Firenze e di Antonino Reale, responsabile di pediatria dell’emergenza all’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

 

 

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