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Troppo rumore fa male ai bambini. 6 dritte per prevenire i danni dall'inquinamento acustico

Di Simona Regina
volumebambini

23 Ottobre 2015 | Aggiornato il 28 Agosto 2017
Traffico stradale, voci, schiamazzi, musica a tutto volume e il continuo squillare dei telefonini. Viviamo immersi in troppo rumore che, come evidenzia lo studio "Consensus Paper - Coping with noise”, rappresenta una minaccia per la nostra salute. Ecco alcuni consigli per prevenire i danni procurati dal volume troppo alto, dannoso per i più piccoli e non solo.

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Traffico stradale, voci, schiamazzi, musica a tutto volume e il continuo squillare dei telefonini. Viviamo immersi in troppo rumore che, come evidenzia lo studio "Consensus Paper - Coping with noise”: ciò può rappresentare una minaccia per la nostra salute. 

 

Ci espone infatti a un rischio quasi doppio di sviluppare disturbi dell’umore (irritabilità, nervosismo, ecc.), insonnia, difficoltà di concentrazione, mal di testa e può aumentare di circa il 30% la probabilità di avere un disturbo uditivo: deficit dell’udito, ma anche acufeni (percezione di fischi e ronzii in una o in entrambe le orecchie) e iperacusia (un’intolleranza ai suoni esterni anche lievi o moderati). Inoltre, il troppo rumore è un fattore di rischio cardiovascolare (ipertensione, coronaropatie e infarti). 

 

Il rumore è un problema per bambini e adulti

 

Nelle grandi città di tutto il mondo quasi un terzo della popolazione (il 28%) è costretto a convivere con un eccesso di decibel e l'Italia svetta nella classifica dei Paesi più rumorosi, seconda dopo gli Stati Uniti. 

 

“I giovani e gli adolescenti sono (oltre agli anziani) i soggetti più suscettibili e vulnerabili al rumore” spiega Giancarlo Cianfrone, professore di audiologia e direttore del Dipartimento Organi di senso della Sapienza di Roma. “Abituati come sono ad ascoltare musica ad alto volume”.

 

“Oggi il 90% dei ragazzi fra 12 e 19 anni, infatti, ascolta musica in cuffia e di questi la metà ammette di tenerla ad alto volume".

 

"E anche le discoteche – aggiunge Roberto Albera, professore di Otorinolaringoiatria all'Università di Torino – hanno raggiunto livelli di rumorosità tali da poter danneggiare l'udito di chi le frequenta abitualmente e per molto tempo”. 

 

80 decibel, infatti, è la soglia di rumore limite per non incorrere nel rischio di danni all’udito: ma i livelli di suono in cuffia possono arrivare a 120 decibel e in media in una discoteca oscillano intorno ai 100 decibel.

 

Anche i bambini più piccoli sono esposti all'inquinamento acustico

 

Ma anche i più piccoli sono esposti all'inquinamento acustico. E non solo al rumore ambientale, in particolare se vivono in zone particolarmente trafficate, o nelle aree aeroportuali o industriali. Spesso guardano la televisione a un volume troppo alto e anche i giocattoli (anche quelli per i lattanti) possono essere troppo rumorosi.

 

Sotto accusa, non c'è solo l'eccesso di decibel che “può compromettere lo stato di salute delle strutture sensoriali e neurali uditive, ma anche la continua esposizione a livelli di rumore non acusticamente dannosi, ma tali da comportare alterazioni sia a livello psicologico, sia a livello biologico e sociale” precisa Cianfrone.

 

A farne le spese, il benessere generale dei bambini che, per esempio, possono essere più irritabili e avere difficoltà di concentrazione quando devono fare i compiti, perché affaticati dal continuo rumore di fondo.

 

Come proteggere i bambini dall'inquinamento acustico?

 

1 tenere più basso il volume della tv e della musica, sia ascoltata con lo stereo in casa sia in cuffia. In questo caso, meglio se le cuffie sono di qualità tale da isolare dal rumore esterno, altrimenti ancora di più si tende ad alzare il volume;

 

2 evitare l’acquisto di giocattoli che emettono suoni molesti e vigilarne l'uso: è opportuno che i bambini non li avvicinino all'orecchio se dopo l'entusiasmo iniziale per i suoni emessi da giochi rumorosi, i bambini manifestano intolleranza a tali suoni o a voci troppo alte far fare una visita di controllo. Può essere un segnale di iperacusia;

 

3 quando si è a tavola, meglio non tenere accesa la tv o la radio, per evitare sovrapposizioni di suoni e voci;

 

4 non portare per pomeriggi interi i bambini nei centri commerciali: la musica di sottofondo e la sovrapposizione di centinaia di voci e di diversi rumori affatica l'orecchio;

 

5 doppie finestre per chi vive in aree densamente trafficate e quindi rumorose per migliorare l'isolamento acustico della propria casa. In caso di rumori di tipo condominiali, dovuti per esempio all'impianto di riscaldamento o di aerazione/condizionamento di locali pubblici sottostanti, farlo presente all'amministrazione dello stabile affinché si provveda a risolvere tecnicamente il problema attenendosi agli obblighi di legge in materia.

 

6 esame audiometrico ai figli adolescenti una volta all'anno;

 

Il Consensus Paper “Coping with noise” è il frutto di un lavoro multidisciplinare che ha valutato i dati di una recente indagine GfK (su 8.800 persone di 11 Paesi) integrandoli con una revisione della recente letteratura scientifica sull'argomento.

 

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