Malattie infantili

Vaccinare: si deve proprio?

08 Luglio 2008
Sono ancora molti i genitori che, nonostante le raccomandazioni della commissione sulle vaccinazioni, non sanno se far vaccinare o meno il loro bambino. Ecco cosa rispondono i medici alle domande più frequenti.
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Il sistema immunitario di un piccolino non viene sovraffaticato se nel suo corpo vengono iniettati germi patogeni?

I piccoli entrano in contatto ogni giorno con nuovi germi, batteri e virus. Gli antigeni contenuti nei vaccini sono solo una piccola parte di questi incontri. Non danneggiano il sistema immunitario, al contrario lo stimolano: infatti costruiscono anticorpi contro le malattie.

Sei vaccini in una volta sola: non è troppo?

La commissione permanente dell’istituto Robert Koch (STIKO) afferma di no. Per il sistema immunitario non cambia nulla se deve confrontarsi con uno o più antigeni. Grazie al nuovo vaccino esavalente per l’immunizzazione di base sono necessarie solamente sette ulteriori iniezioni, e non trentadue. Un risparmio in termini di bua anche per il bimbo. Le vaccinazioni singole sono ancora possibili.

Ma non sarebbe meglio che i piccoli fossero vaccinati solo quando il loro organismo è più stabile?

Sarebbe possibile. Ma: alcune malattie, come ad esempio la pertosse, sono particolarmente pericolose se compaiono nei primi mesi di vita. Inoltre nei primi mesi di vita con la vaccinazione si verificano più raramente reazioni a livello locale o febbre. In più, costruire la protezione del vaccino richiede tempo. Ad esempio il piccolo, per sviluppare le difese immunitarie contro il tetano, ha bisogno di almeno tre vaccinazioni. Questo ciclo di vaccinazioni dovrebbe terminare quando il bimbo ha imparato a camminare.

 

Da noi la difterite o la poliomelite non esistono più. A cosa serve vaccinarsi ancora?

Bisogna ringraziare i vaccini se queste malattie da noi sono diventate una rarità. Non sono però sparite. Il patogeno del tetano si trova nel terreno in tutto il mondo. I patogeni della difterite possono essere introdotti da vacanzieri, da chi viaggia per lavoro o dagli immigrati. Diversi casi di poliomielite sono stati registrati nella zona turistica della Repubblica Dominicana, in Anatolia e in Bulgaria.

Ci sono sempre più allergie. Sono i vaccini i responsabili del loro aumento?

Nel caso di alcuni vaccini sembra possibile un effetto a favore dell’allergia (pertosse, difterite, tetano). La compresenza di una malattia allergica, ad esempio di un eczema, non significa ancora che il vaccino sia la causa della malattia. In Germania Est, dove i bambini venivano vaccinati molto sistematicamente, prima della Riunificazione c’erano però meno allergie che all’Ovest. Le malattie si possono curare con i medicinali.

 

E perché allora vaccinare?

La medicina è ancor oggi totalmente impotente contro le malattie virali. Non ci sono medicinali che funzionino contro un’encefalite morbillosa o una meningite da orecchioni, come nel caso del tetano. Di circa 30.000 malattie che la medicina conosce ad oggi, i medici ne possono curare solo un terzo.

Contrarre una malattia è qualcosa di naturale. Perché impedire questo processo vaccinandosi?

Non tutto quello che è naturale è anche sano. 300 anni fa la metà dei bambini moriva durante il primo anno di vita, e la “naturale” aspettativa di vita si attestava sui 35 anni. Per avere esperienza di una malattia ci sono, oggi come allora, dozzine di infezioni virali che il bambino contrae durante il proprio sviluppo.

Le vaccinazioni nascondono conseguenze secondarie sconosciute?

È possibile. Da quando esistono i vaccini moderni – ed è così da diversi decenni – non abbiamo mai trovato testimonianza che agli individui non vaccinati andasse meglio rispetto ai vaccinati. Ciò vale anche per la vaccinazione antivaiolosa degli anni precedenti, che era indubbiamente mal sopportata: si deve a lei se dal 1977 il mondo è libero dal vaiolo.

Le vaccinazioni possono portare all’autismo, alla dislessia o alla sindrome ipercinetica?

Da quando esistono le vaccinazioni si fanno sempre più supposizioni in cui i singoli vaccini sono posti in questo contesto. Passa poco tempo e ricerche più estese danno il cessato allarme. Così oggi si sa che la vaccinazione contro la pertosse non porta alla morte infantile improvvisa né provoca danni cerebrali. E che la vaccinazione contro l’epatite B non è la causa della sclerosi multipla, o che il vaccino contro il morbillo non provoca l'autismo, mentre quello per gli orecchioni non porta al diabete.