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L'importanza della vitamina D e K nei neonati

di Penelope Greco - 08.04.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'importanza della vitamina d e k nei neonati. Hanno funzioni fondamentali per lo sviluppo e devono essere somministrate fin dalla nascita.

La carenza di vitamina D interessa tra il 50 e il 70 per cento dei bambini in Italia. L'integrazione quindi risulta necessaria per tutti almeno fino al primo anno di età. Le raccomandazioni per prevenire l'ipovitaminosi D  stilate nel 2015 dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale e dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri prevedono la profilassi con vitamina D per tutti i neonati per tutto il primo anno di vita, indipendentemente dall'allattamento.

I principali fattori di rischio sono:

  • insufficiente esposizione solare
  • stili di vita errati
  • allattamento esclusivo prolungato al seno
  • obesità
  • colore della pelle 

I neonati nei primi mesi di vita possono avere anche bassi livelli di vitamina K per varie ragioni:

  • ridotto trasferimento di vitamina K dalla madre al feto durante la gravidanza
  • basso contenuto di vitamina K nel latte materno
  • ridotta sintesi di vitamina K da parte della flora intestinale del neonato nei primi giorni di vita

Vediamo quindi a cosa servono queste due importanti vitamine.

In questo articolo

L'importanza della vitamina D e K nei neonati

La vitamina D

La vitamina D è fondamentale per la crescita e lo sviluppo della massa ossea. Le fonti alimentari di vitamina D sono piuttosto limitate. Gli alimenti che ne sono più ricchi sono:

  • pesce azzurro
  • salmone
  • olio di pesce
  • latticini (soprattutto burro, yogurt e formaggi)
  • tuorlo d'uovo 
  • fegato

Sia a livello nazionale sia a livello internazionale, si raccomanda la somministrazione di 400 UI di vitamina D al giorno per tutti i neonati a termine allattati al seno. Dopo l'anno di età, l'integrazione con vitamina D è indicata solo in alcune categorie a rischio (in particolare, bambini con patologie croniche che comportano un ridotto assorbimento intestinale della vitamina).

Per i bambini prematuri la raccomandazione è di 200-400 UI al giorno per un peso alla nascita al di sotto dei 1500 grammi e di 400-800 UI al giorno per un peso superiore ai 1500 grammi. Visto che, come indicato dall'Accademia Americana di Dermatologia (AAD), i bambini di età inferiore a 6 mesi non dovrebbero mai essere esposti direttamente alla luce solare, ecco quindi che si ricorre alle gocce.

Perché i livelli di vitamina D siano adeguati, è comunque consigliabile che i bambini e gli adolescenti seguano una dieta varia ed equilibrata e svolgano frequenti attività all'aria aperta. Nei primi due anni di vita la carenza di vitamina D si manifesta con il rachitismo, espressione di inadeguata mineralizzazione dell'osso in crescita con deformazioni dello scheletro. Oggi, per fortuna, il rachitismo nel nostro Paese è molto raro. 

La vitamina K

La vitamina K

La vitamina K è fondamentale per un corretto funzionamento della coagulazione del sangue. Ha un ruolo anche nella salute delle ossa. Subito dopo la nascita, direttamente in ospedale viene pratica ai neonati una iniezione intramuscolare di vitamina K. 

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la somministrazione a tutti i bambini di 1 mg di vitamina K subito dopo la nascita, tramite iniezione intramuscolare. "E poiché il latte materno è una sorgente povera di vitamina K – prosegue Bollani - nei bambini allattati al seno in genere si raccomanda anche la supplementazione per bocca fino al compimento del terzo mese di vita", come recentemente consigliato anche dalla Società Italiana di Neonatologia. 

Livelli estremamente bassi di vitamina K possono causare emorragie e sanguinamenti di diversa importanza: sangue dal naso, sanguinamento dalle gengive, lividi, fino a gravi emorragie cerebrali.
Una mancanza di vitamina K provoca anche un indebolimento delle ossa con osteoporosi e aumento del rischio di fratture. 

Un eccesso di vitamina K non è dannoso, se non nel caso in cui si assuma una terapia anticoagulante con warfarin. In questo caso, è bene monitorare l'assunzione quotidiana di vitamina K con il proprio medico.

Fonti articolo: Ospedale Bambin Gesu, Fondazione Veronesi, Salute Gov

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