Denti da latte

Dentino da latte rotto: che cosa fare

Di Valentina Murelli
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07 Maggio 2015 | Aggiornato il 01 Settembre 2017
Basta una caduta anche banale ed ecco che il dentino cade, si spezza, si sposta o si annerisce, con grande spavento di mamma e bambino. Che fare? Ecco i consigli di Laura Strohmenger, docente di odontoiatria all'Università di Milano e coordinatrice delle Linee guida sulla salute orale in età evolutiva del Ministero della salute.
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A volte basta poco: anche una piccola caduta e il dentino da latte finisce a terra. Oppure si sposta o se ne rompe un pezzetto o, ancora, anche se sembra integro dopo qualche giorno comincia ad annerire. Che cosa fare, in tutti questi casi? "La prima indicazione è quella di consultare un odontoiatra pediatrico, che valuterà il da farsi, anche in base all'età del bambino", dice Laura Strohmenger, docente di odontoiatria all'Università di Milano e coordinatrice delle Linee guida sulla salute orale in età evolutiva del Ministero della salute.

 

"Non solo: il dentista spiegherà alla mamma o al papà come comportarsi rispetto alla salute orale: anche i denti che hanno subito traumi, infatti, vanno mantenuti puliti, con apposite accortezze. Per esempio, usare un cotton fioc o una garza al posto dello spazzolino, e clorexidina". Vediamo che cosa può succedere, caso per caso.

 

1) Il dente da latte si è spostato


Se il trauma ha comportato una modesta dislocazione, è bene portare il bambino dal dentista. Ma attenzione, bisogna sceglierne uno pediatrico, specializzato nel lavoro con i bambini, che deciderà cosa fare, anche in base alla disponibilità del bimbo a collaborare: può bastare qualche piccola manovra per rimetterlo dritto.

 

2) Il dente da latte è intruso (è rientrato)


In caso di intrusione - cioè il dentino è rientrato in tutto o in parte nella gengiva - il dentista osserverà attentamente la situazione, per  cercare di capire se potrebbero esserci altre fratture. In genere si evita la radiografia (perché difficilmente il bimbo, soprattutto se piccolo, riesce a stare fermo e quindi l'esame risulterebbe inutile). Se non ci sono altre complicazioni, nella maggior parte dei casi, il dente tornerà giù da solo. Se questo non succede, occorre tornare dall’odontoiatra, che valuterà la possibilità di toglierlo (con anestesia o sedazione).

 

3) Il dente da latte è estruso


Anche in caso di estrusione - cioè se il trauma ha fatto scendere il dente dalla gengiva - il dentista per prima cosa valuterà attentamente la situazione per escludere fratture, in genere senza radiografia. In alcuni casi, potrebbe provare a spingerlo indietro, verso la gengiva, magari con una leggera sedazione del bambino.

 

4) Il dente da latte è caduto


Quando il dente viene perso totalmente ("avulso") non si fa nulla. Il dentino va buttato perché, a differenza di quanto accade con i denti permanenti, non si fa il reimpianto.

 

5) Il dente da latte si è spezzato

Anche in questo caso in genere non si fa nulla, ma è bene consultare l'odontoiatra che valuterà caso per caso, anche per escludere altre complicazioni.

 

E se dopo poche settimana, il dentino annerisce?


In caso di piccoli traumi, sul momento potrebbe sembrare che ai denti non sia successo nullo, ma nelle settimane successive potrebbe comparire un annerimento di un dente, che indica che c'è stata compromissione della radice.

 

In questo caso non occorre far nulla di particolare, ma se all'annerimento si accompagna la formazione di un ascesso (in genere si vede una pallina bianca alla base del dente) bisogna portare il bambino dall'odontoiatra pediatrico. L'ascesso segnala che è in corso un processo infiammatorio, che rende necessaria l'asportazione del dente.

 

Ci possono essere conseguenze per i denti permanenti


In caso di trauma ai denti da latte, viene spontaneo chiedersi se ci saranno conseguenze per quelli permanenti. Per esempio, c'è il rischio che nascano storti? "La posizione del dente permanente dipenderà dalla conformazione scheletrica del bambino" conclude Strohmenger. "Non ci sono correlazioni tra traumi ai denti da latte e posizionamento dei denti successivi".

 

Anche il timore che un dente traumatizzato possa cariarsi più facilmente va ridimensionato: "Il rischio di carie non aumenta, a meno che i genitori non smettano di pulire i denti al bambino". 

 

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