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Forfora nei bambini e neonati: cos'è e come trattarla

di Niccolò De Rosa - 13.01.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I bambini piccoli possono avere la forfora? Ecco come riconoscerla e non confonderla con pidocchi, eczemi o dermatiti, quali sono le cause e come trattarla

Un disturbo molto comune e non nocivo per la salute che riguarda tantissimi adulti, quasi sempre maschi. Ma anche i bambini più piccoli possono presentare casi di forfora? In realtà la maggior parte delle volte si tratta di tutt'altro, anche se gli effetti (crosticine, squame, prurito ecc. . . ) possono essere facilmente confusi.

In questo articolo

Cos'è la forfora

La forfora è una condizione che si manifesta con la presenza di tante piccole squame secche e di colore biancastro tra i capelli. Tali scaglie altro non sono che cellule morte derivate del rinnovamento del cuoio capelluto il quale, verificandosi con velocità maggiore del normale, causa l'accumulo di simili residui sulla chioma del soggetto. Altri sintomi distintivo possono essere prurito e/o lievi irritazioni della cute.

La forfora, benché antiestetica e fastidiosa, non rappresenta alcuna minaccia per la salute e può essere trattata senza troppi problemi.

Possibili cause

Normalmente la forfora si manifesta dopo la pubertà, soprattutto tra i soggetti di sesso maschile, e può essere scatenata (o acuita) da diversi fattori):

  • Eccessivo Stress.
  • Secchezza della pelle o pelle grassa.
  • Dermatiti.
  • Psoriasi.
  • Squilibri ormonali.

Neonati: Forfora o crosta lattea?

Come già accennato, sono quasi sempre gli adulti ad avere problemi di forfora. Tuttavia non è raro per un genitore accorgersi che sulla testolina del proprio bimbo o della propra bimba sono compare crosticine biancastre accompagnate da una desquamazione del cuoio capelluto. È forfora?

L'effetto è pressoché identico ma si tratta della cosiddetta crosta lattea, che può manifestarsi già nei primi mesi di vita del piccolo può accompagnarlo anche per qualche anno. Si tratta di una particolare forma di dermatite seborroica che interessa la pelle del neonato (o lattante, da cui il nome, che in realtànon c'entra nulla con il latte). Questa infiammazione della pelle è causata dall'eccessiva produzione di sebo (cioè grasso) da parte delle ghiandole pilosebacee, particolarmente abbondanti in alcune aree del corpo.

La crosta lattea passa da sola - mai togliere le crosticine! - e si possono solo alleviare i sintomi evitando che il bebè si gratti, lavandogli la testa e i capelli con detergenti dotati di sostanze emollienti e spalmando oli (es:mandorla) per ammorbidire le squame.

Forfora nei bambini: occhio a confondersi

Per quanto riguarda i bambini in età pre-puberale la forfora rimane una condizione molto rara, ma anche qui esistono delle situazioni particolari in cui i sintomi (prurito, squame tra i capelli e infiammazioni) potrebbero essere scambiati per forfora: dermatiti, eczemi. . . E pidocchi!

Se infatti il bambino presenta degli ospiti non graditi tra i capelli, i primi segnali potrebbero essere proprio quelle manifestazioni del tutto simili alla forfora. Coma fare dunque a non prendere fischi per fiaschi?

  • Accertarsi che le squame siano distribuite uniformemente sul capo. Qualora fossero concentrate prevalentemente sulle tempie o dietro le orecchie e lnuca, allora potrebbe scattare l'allarme pidocchi.
  • Pettinare i capelli e controllare da vicino i residui biancastri: anche a occhio nudo si dovrebbe distinguere la semplice forfora dalle uova di pidocchio, le quali sono molto difficili da staccare dal capello.

Come si tratta la forfora?

I rimedi per la forfora sono diversi: si va da quelli naturali fino agli shampoo sviluppati appositamente per risolvere questo tipo di problemi.

In ogni caso il trattamento più comune è la detersione del cuoio capelluto con prodotti adatti allo scopo - ideali quelli a base oleosa che puliscono senza seccare la pelle - e il frequente spazzolamento dei capelli (con pettini o spazzole) per rimuovere le squame. Importante non grattarsi (dunque anche non strofinare con troppa energia durante il lavaggio) e mantenere ottime condizioni igieniche.

Fonti: WebMD; Healthline

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