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Viaggio nella mente dei neonati per scoprire se sognano (e se sì, che cosa)

di Elena Cioppi - 15.01.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ma i neonati sognano? A che punto sono le teorie e le ricerche scientifiche e psicologiche sul tema? Facciamo il punto su questo tema affascinante.

Uno dei viaggi più affascinanti che si possono fare nella mente del bambino che è appena venuto al mondo comincia dalla domanda: "Il neonato quando dorme si muove e fa delle smorfie: sogna?". Capire l'attività onirica sin dai primi mesi di vita (e addirittura quando sono nell'utero materno!) e se i neonati sognano è un modo per scoprire punti di vista interessanti sull'evoluzione dei bambini nei primi anni ma non solo: le ricerche e le teorie sul tema sono anche interessanti per capire se esiste una memoria fetale, ovvero una memoria che si forma già nell'utero materno. Un viaggio affiscinante in una delle competenze più misteriose di tutte, quella che arriva dalla capacità di fare sogni.

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Ma i neonati sognano?

Il sonno del neonato è un elemento fondante della sua crescita, del rafforzamento della sua memoria e ovviamente delle sue energie fisiche. Secondo molte ricerche le competenze linguistiche del bambino sono il frutto del lavoro del suo cervello nei suoi primi anni di vita come si spiega nella ricerca "Early gray-matter and white-matter concentration in infancy predict later language skills: A whole brain voxel-based morphometry study" dei ricercatori dell'Università di Washington. E in questo "lavoro" rientra anche la capacità onirica, ovvero la capacità di sognare. Ma i neonati ce l'hanno o no? I ricercatori non sono concordi nel dare una risposta e questo perché il cervello del neonato è un organo in continuo divenire, ancora in formazione dopo i mesi vissuti in gestazione.

Nel libro dello psicologo David Foulkes che si intitola "Children's Dreaming and the Development of Consciousness" si conferma, almeno dal suo punto di vista, che i bambini non sognano nei primi anni della loro vita. Secondo questo studioso questo non succede perché la percezione della realtà che hanno i bambini appena nati non implica che possano anche sognarne una. Nel libro lo psicologo spiega che non iniziano a sognare prima dei 2 anni di vita, immaginando ciò che percepiscono a livello spaziale e visuale nella vita non onirica. Una sorta di rappresentazione  e rielaborazione formato sogno, rigorosamente monodimensionale, di ciò di cui fanno esperienza da svegli. Secondo Foulkes i bambini cominciano a sognare come gli adulti dai 7 anni, con una struttura ben definita e a tratti cinematografica. Cominciano a farlo in un periodo in cui i bambini si auto-affermano, scoprono l'autonomia, cercando di definire la loro identità.

Ma questa teoria sui neonati che non sognano è stata superata da studi più recenti. Nel bellissimo paper How Babies Think di Alison Gopnik, psicologa infantile a Berkeley, si parla di come la fase REM, riconosciuta dagli esperti che negli anni hanno approfondito i contorni di questo stato di coscienza, sia collegate al sogno. E questo perché, come spiega tutta la teoria del sogno che è stata approfondita dagli esperti sin dagli anni CInquanta in poi, proprio nella fase REM si concentra la maggior parte dei sogni. I primi scienziati avevano studiato il tutto attraverso i rapidi movimenti oculari delle persone che vi si trovavano immerse e queste ricerche si sono moltiplicate negli anni soprattutto rispetto ai bambini, che proprio nella fase REM (che dura un quantitativo di tempo maggiore rispetto a quella degli adulti, avendo i bambini piccoli più bisogno di dormire di loro) consolidano memoria e competenze acquisite durante il giorno.

Ma non solo: nella ricerca "The reinterpretation of dreams: An evolutionary hypothesis of the function of dreaming" pubblicata sulla rivista Behavioral and Brain Sciences sognare ha anche uno scopo adattivo, nel senso che elaboriamo inconsciamente ciò che ci fa paura o ci spaventa di giorno in un modo che ci serve per combattere quelle stesse paure. Sebbene le esperienze dei bambini e dei neonati siano per forza di cose inferiori a quelle degli adulti e non abbiano capacità linguistiche per esprimerli, sarebbe riduttivo affermare che non hanno emozioni, sensazioni o paure. Sognare come capacità adattiva ai pericoli esterni è in questo senso quasi un istinto primordiale che quindi, secondo gli ultimi teorici del sogno, esiste anche nei neonati seppur in una forma molto complessa.

Cosa sognano i neonati

Secondo The American Academy of Pediatrics i neonati trascorrono il 50% del loro tempo in fase REM, la fase in cui il corpo è abbandonato ma il cervello è ancora attivo. Questo vuol dire che, se sognano come dicono oggi i neuroscienziati rispetto ai colleghi degli anni Sessanta e Settanta, sognano davvero parecchio. La vera difficoltà per gli esperti di capire cosa sognano i neonati sta nel fatto che non sanno parlare. L'incapacità linguistica legata alla loro giovanissima età anche cerebrale fa sì che gli studi in questo senso siano molto nebulosi: per sognare i neuroscienziati affermano che i bambini debbano acquisire la capacità tipicamente umana (e che ci distingue dagli animali) di immaginare le cose. Devono essere capaci di costruire visivamente ciò di cui hanno esperienza per sognare così come intendiamo il sogno noi adulti.

Cosa sognano i neonati quando ridono?

I neonati che sorridono sono senz'altro un bellissimo spettacolo per chi li guarda. Ma perché lo fanno? Forse stanno sognando qualcosa che li ha portati a muovere le labbra? Nella ricerca "Sleep physiology and sleep disorders in childhood" pubblicata sulla rivista Nature and Science of Sleep si lascia intendere che spesso, quando i neonati ridono durante il sonno, si tratta di movimenti muscolari involontari. Non c'è, la maggior parte della volte, correlazione con un qualche stato mentale che porta i neonati a sorridere in risposta ad esempio a un sogno.

Esistono anche diverse patologie legate al sonno dei bambini che partono dai 10 mesi in poi e che spesso si cristallizzano in questi movimenti involontari dei muscoli del viso. Una delle più temute è senz'altro l'epilessia, che può causare anche crisi notturne. Per questo è sempre bene tenere sotto controllo i neonati mentre dormono, non solo per rimanere affascinati dalla loro intensa attività cognitiva ma anche per fare caso ai segnali più importanti.

I neonati hanno gli incubi?

Gli incubi notturni sono un universo a sé stante, che mette in gioco, oltre all'attività onirica nella fase REM, anche le paure nei bambini cristallizzate in una dimensione che spesso non sanno distinguere dal sogno. Perché dunque i neonati piangono nel sonno? I neuropsichiatri sono concordi nel dire che la fase di terrore e panico notturno nei bambini comincia in un'epoca più matura, intorno ai 18 mesi. Sono episodi che fanno risvegliare il bambino anche più volte a notte in preda a un panico inspiegabile e si acuisce intorno ai 4 anni e fino ai 10. A volte ricorda cosa ha provocato la sua paura, altre volte no. In ogni caso sono i genitori che devono aiutarlo a dormire bene, accompagnandolo nella fase più profonda del sonno nel modo più sereno possibile ed escludendo problemi respiratori oppure gastroesofagei che possono acuire questa fase.

Nel caso dei neonati, per l'incubo vale lo stesso discorso del sogno: sebbene la tecnologia delle neuroscienze sia ormai avanzata e si possano fare delle analisi precise sul cervello del neonato mentre dorme per capirne i contorni e fino a dove può spingersi, senza la corrispondenza del linguaggio è molto difficile capire cosa sognano e se questi sogni si tramutano in incubi. Il pianto nei bambini così piccoli rimane una forma di comunicazione efficace sia a livello cosciente sia nel sonno: se questo diventa insistente è necessario contattare il pediatra per capire se il pianto è legato a una condizione fisica, più che psicologica. Se invece rimane un episodio circoscritto può trattarsi di uno dei tanti segnali che i bambini così piccoli mandano, a modo loro, nel mondo esterno. Per farsi capire e per permettere agli adulti di entrare nel loro affascinante mondo interiore.

Fonti per l'articolo: Brain and Language, "Early gray-matter and white-matter concentration in infancy predict later language skills: A whole brain voxel-based morphometry study"; David Foulkes 2002, "Children's Dreaming and the Development of Consciousness"; Alison Gopnik, "How babies think"; Behavioral and Brain Sciences, "The reinterpretation of dreams: An evolutionary hypothesis of the function of dreaming"; American Academy of Pediatrics, "Stages of Newborn Sleep"; Nature and Science of Sleep, "Sleep physiology and sleep disorders in childhood"

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