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Il contatto con il genitore fa bene al bambino: riduce la sua sensazione di dolore

di Sara Sirtori - 25.09.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Uno studio della UCL e della York University in Canada rivela che il contatto con i genitori riduce nel neonato la percezione del dolore.

Il contatto con il genitore fa bene al bambino

Essere tenuto in braccio da un genitore con un contatto "pelle a pelle" riduce nel cervello di un neonato la risposta alla percezione di dolore. E' quanto emerge da un nuovo studio condotto da ricercatori della UCL e della York University, in Canada.

Lo studio pubblicato sullo European Journal of Pain ha constatato una maggiore reazione al dolore nel cervello dei neonati quando un genitore li tiene in braccio.

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Lo studio

Lo studio ha coinvolto 27 bambini, di età compresa tra 0 e 96 giorni e nati prematuri o a termine, presso gli University College London Hospitals. I ricercatori hanno misurato la loro risposta al dolore durante un prelievo del sangue. L'attività cerebrale è stata registrata con elettrodi EEG (elettroencefalografia) posizionati sul cuoio capelluto.

I bambini erano tenuti in braccio dalla madre con un contatto "pelle a pelle" (indossando un pannolino, contro il petto della madre), altri tenuti dalla madre con i vestiti, e altri ancori sdraiati in una culla o in incubatrice.

I ricercatori hanno scoperto che la risposta iniziale al dolore da parte del cervello era la stessa: l'ago ha suscitato una serie di 4 o 5 onde di attività cerebrale, mentre le successive ondate di attività cerebrale sono state influenzate dal fatto che il bambino fosse tenuto in braccio dalla madre con contatto pelle a pelle.

Le diverse risposte al dolore dei neonati

Anche il cervello dei bambini rimasti nella culla o nell'incubatrice ha reagito al dolore, ma in modo meno forte rispetto a quelli tenuti in braccio vestiti.
Il comportamento dei bambini non era significativamente diverso tra i gruppi, sebbene il gruppo "pelle a pelle" abbia mostrato risposte leggermente ridotte in termini di espressione facciale e frequenza cardiaca. Altri studi hanno scoperto che il contatto "pelle a pelle" con un genitore influisce sul comportamento del bambino e può ridurre la forza con cui reagiscono al dolore.

L'importanza del contatto "pelle a pelle"

Il primo autore, la Dott.ssa Laura Jones (UCL Neuroscience, Physiology & Pharmacology) ha dichiarato: "Il cervello dei neonati ha un alto grado di plasticità, in particolare quelli nati pretermine, e il loro sviluppo dipende fortemente dalle interazioni con i loro genitori. Le nostre scoperte possono fornire nuove approfondimenti su come i bambini imparano a elaborare i pericoli, poiché sono particolarmente sensibili ai segnali materni".

La coautrice Dott.ssa Judith Meek (University College London Hospitals) ha dichiarato: "I genitori e i medici sanno da molti anni quanto sia importante il contatto pelle a pelle per i bambini in terapia intensiva neonatale. Ora siamo stati in grado di dimostrare che questo ha una solida base neurofisiologica: èuna scoperta entusiasmante".

Fonte di questo articolo

Medical Research Council (UK) and the International Association for the Study of Pain - Parental touch reduces pain responses in babies' brains

Domande e risposte

Quali sono i benefici del contatto "pelle a pelle"?

Il contatto "skin to skin" aiuta il bambino a riprendersi dal travaglio e dal parto, a calmare la respirazione e la frequenza cardiaca, e a ridurre al minimo lo stress e l’ansia da separazione

E' importante anche il contatto fisico col papà?

Il piccolo trarrà un grande giovamento dal contatto fisico col padre, perché con questa leggera pressione si sentirà al sicuro come lo era all’interno dell’utero.

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