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Il neonato deve bere?

di Valentina Murelli - 14.04.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Da quando bisogna dare acqua a un bambino? Cosa cambia se è allattato al seno o con il latte artificiale?

Un nutriente essenziale

L'acqua è un vero e proprio nutriente essenziale. Parola della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (SIPPS), che si è espressa in merito con un decalogo della buona idratazione. Ma come bisogna regolarsi con i neonati? Anche loro devono bere acqua, oppure no?

Da quando i bambini devono bere acqua?

Una risposta semplice e chiara a questa domanda la si trova nel libro Come nutrire mio figlio, del pediatra ligure Alberto Ferrando (LSWR Edizioni, 2017). Scrive Ferrando:

"Nei primi mesi di vita il lattante non ha bisogno di introdurre altri liquidi oltre al latte che è composto - sia quello materno sia quello artificiale - per circa il 90% di acqua" afferma il pediatra. "In genere non c'è bisogno di alcun supplemento fino a quando inizia lo svezzamento, il che avviene quando il bambino è pronto a introdurre qualche altro alimento nella sua dieta, cioè in genere intorno ai sei mesi, ma in alcuni casi un po' prima o un po' dopo".

CI sono differenze tra i bambini allattati al seno e quelli che prendono latte artificiale?

Durante la fase dello svezzamento potrebbe esserci effettivamente qualche differenza tra il bimbo allattato al seno e quello nutrito con formula. Il primo potrebbe inizialmente rifiutare l'acqua, regolando il suo approvogionamento con variazioni delle poppate. "Siccome all'inizio della poppata il latte materno è più liquido e acquoso, il bimbo che ha sete, per esempio perché ha mangiato qualcosa di solido come un biscotto o un pezzo di pane, o perché fa molto caldo, chiederà di attaccarsi più spesso" spiega Ferrando.

Tra l'altro, Ferrando consiglia di non offrire acqua con il biberon al bambino allattato al seno, ma con il bicchiere, normale o a becco d'oca, o eventualmente con il cucchiaino. "Questo perché alcuni bimbi rifiutano il biberon, oppure lo accettano ma poi si abituano a usarlo, mentre intorno ai 18/24 mesi andrebbe tolto".

Nel caso dei bimbo nutrito con formula, la modulazione sul numero di poppate è meno fine, per cui è probabile che accetterà di buon grado l'offerta dell'acqua, proposta in piccole quantità sia durante i pasti sia nel resto della giornata.

A proposito: come acqua da utilizzare per la preparazione del latte artificiale, molti pediatri consigliano di utilizzare quella oligominerale, in bottiglia. Secondo altri, tuttavia, si può tranquillamente usare anche l'acqua del rubinetto.

Quanta acqua dare ai bambini, dallo svezzamento in poi

"I bambino non è una macchina con un serbatoio da riempire, per cui è difficile dare indicazioni precise su quantità valide sempre e per tutti" afferma Ferrando, sottolinea che ci sono vari parametri da tenere in considerazione, tra i quali variazioni individuali, clima, tipo di alimentazione in generale e così via. In gni caso, secondo la Società italiana di nutrizione umana tra i 6 e i 12 mesi sarebbero indicati 800 ml d'acqua al giorno. 

"Ma attenzione: queste quantità comprendono l'acqua presente negli alimenti" specifica Ferrando. Quindi non significa che il bambino di dieci mesi che poppa ancora molto, o beve ancora molto latte formulato, debba essere "forzato" a bere anche 800 ml d'acqua, perché il grosso dell'acqua lo prenderà ancora dal latte.

Quale acqua dare ai bambini?

"L'acqua per bambini deve essere oligominerale, cioè avere un residuo secco inferiore ai 500 milligrammi per litro, e un contenuto di nitrati inferiore a 10 milligrami per litro" spiega Ferrando nel suo libro.

Si possono scegliere acque in bottiglia con queste caratteristiche, ma in genere va benissimo anche l'acqua del rubinetto (o delle casette dell'acqua, sempre più diffuse almeno in alcune zone d'Italia), che costa meno e ha un minore impatto ambientale.

"Se l'acqua "sa" un po' di cloro non ci sono problemi: alle dosi impiegate non è dannoso per la salute. Per evitare l'odore basta lasciare l'acqua a riposo in una caraffa per un'oretta" consiglia il pediatra. In ogni casi, chi sceglie l'acqua di casa dovrebbe considerare l'età degli impianti. Se le tubature (o eventuali cisterne) non sono recenti, meglio far controllare l'acqua che esce dal rubinetto (ci si può rivolgere per informazioni al servizio di igiene dell'Asl), perché i vecchi impianti potrebbero rilasciare qualche inquinante. 

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