Latte artificiale

Latte artificiale, come sceglierlo e le risposte ai dubbi delle mamme

12 Novembre 2015
La scelta migliore è il latte della mamma. Ma se per varie ragioni non si allatta al seno, bisogna affidarsi al latte artificiale. Quale scegliere? Quali sono le dosi giuste? Come regolarsi se si è in giro? Ai dubbi delle mamme hanno risposto Angela Spadafranca, biologa nutrizionista e Lidia Lewandowski, dietista del team Nutrimamma di Icans, centro per la nutrizione umana dell'Università di Milano
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COME SCEGLIERE IL LATTE ARTIFICIALE? Esistono ormai molti prodotti sostitutivi del latte materno: come regolarsi? Ovviamente i primi consigli verranno dal pediatra (o dal neonatologo, alla dimissione dall'ospedale), con l'indicazione fondamentale di attenersi al tipo di formula adatto all'età del proprio bambino.

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QUAL E' IL TIPO GIUSTO? Per i bimbi da zero a tre mesi, quello da utilizzare è il latte formulato di tipo 1, mentre tra i sei mesi e un anno si può passare al tipo 2, detto "di proseguimento". Sempre su suggerimento del pediatra, si possono eventualmente scegliere formule speciali per bambini con esigenze particolari, come il tipo 0, più adatto ai bimbi prematuri.

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CI SONO DIFFERENZE TRA LATTE E LATTE? Il problema è che anche all'interno della stessa categoria ci sono differenze: il Ministero della salute indica dei limiti di composizione, entro i quali ciascun produttore propone la propria ricetta, magari aggiungendo sostanze che la ricerca indica via via come componenti fondamentali del latte materno. Di recente, per esempio, si trovano prodotti arricchiti con acidi grassi a catena lunga, oligosaccaridi, prebiotici o probiotici, nucletidi. “Per un genitore può essere complicato orientarsi, ma va precisato che non ci sono ancora prove scientifiche del fatto che una composizione più ricca, che sulla carta potrebbe sembrare migliore, sia effettivamente associata a effetti positivi per la salute dei bambini" tranquillizza Riccardo Davanzo, presidente del Tavolo tecnico sull'allattamento al seno del Ministero della salute.

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QUALE LATTE DOPO L'ANNO DI ETA'? Qui i pediatri si dividono: alcuni ritengono che il bambino possa bere tranquillamente il latte vaccino, anche se è molto più grasso e proteico di quello materno. Altri consigliano il cosiddetto "latte di crescita", meno grasso e proteico e arricchito con micronutrienti come ferro e zinco. Ma forse è un "non problema": posto che, anche dopo l'anno, la scelta migliore sarebbe il latte materno, non ci sono dati scientifici definitivi che dicano che, in sua assenza, sia meglio l'una o l'altra opzione, anche considerando che a questo punto il bambino beve meno latte.

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LE DOMANDE DELLE MAMME: QUANTO LATTE? "Vorrei sapere quanto e ogni quanto deve prendere il latte un neonato di due mesi? Purtroppo e dico PURTROPPO non lo allatto più, Da circa una settimana sono passata da 100-110 a 130ml. Va bene?". Cara mamma, il bambino non prende mai la stessa quantità di latte ad ogni pasto perché le sue richieste cambiano in funzione del momento della giornata e quindi numero e quantità non possono essere rigidamente predeterminati. Anche nell'allattamento artificiale è fondamentale instaurare una forma di comunicazione con il bambino che ben sa come manifestare i suoi bisogni: pertanto se il bambino è tranquillo

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NON VUOLE IL LATTE DAL BIBERON. CHE FACCIO? Ho una bimba di 4 mesi e 15 giorni che ho allattato al seno, ora il latte scarseggia. il pediatra ha prescritto il latte artificiale ma ne ha bevuto solo 30 g la prima volta ora lo butta dalla bocca. Cosa posso fare?". Cara mamma, per una bimba allattata al seno per quattro mesi può non essere immediatamente gradito il passaggio al biberon sia per una diversa modalità di attacco e di suzione, sia per un odore differente, sia perché il latte artificiale ha un sapore diverso. Per quanto possibile continua ad attaccarla al seno soprattutto quando la vedi irrequieta, in questo modo oltre a ricevere consolazione la suzione stimolerà la produzione di prolattina e quindi la produzione di latte materno. >>>> CONTINUA>>>>

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>>> CONTINUA>>> Nei momenti in cui è tranquilla prova a proporle il latte artificiale testando biberon di diverso tipo che meglio si adattano alla sua modalità di attacco. Considera inoltre che la tua bimba ha già più di quattro mesi e che pertanto qualora dovessero permanere problemi di crescita e di accetta

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COME ORGANIZZARSI QUANDO SI ESCE? "Ho una bimba di 4 mesi che prende il latte artificiale, come vi organizzate quando uscite?" Cara mamma, diverse possono essere le soluzioni della gestione del latte artificiale fuori casa in funzione dei diversi contesti. In caso di accessibilità a locali pubblici quali bar o ristoranti sciogliere il latte in polvere in acqua scaldata al momento è la soluzione più semplice. Se in giro in automobile, esistono scaldabiberon da auto. In alternativa ci sono in commercio thermos con una buona tenuta del calore per circa cinque ore in cui poter trasportare acqua calda e sciogliervi il latte in polvere oppure thermos scaldabiberon con un dispositivo che garantisce il riscaldamento rapido e sicuro ovunque in pochi minuti.

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A RICHIESTA O A TABELLE? "Aumentare la quantità del latte artificiale aumenta le coliche? Perché mio figlio ne soffre già tanto e ho paura di aumentargliele. Inoltre secondo voi è giusto assecondare un neonato con le poppate di latte artificiale oppure è meglio seguire le tabelle sulla scatola?". Cara mamma, le quantità delle tabelle rappresentano dosi medie indicative che un bambino non necessariamente deve rispettare alla lettera. Tra bambini della stessa età e dello stesso peso vi sono molte differenze individuali che vanno rispettate. Chieda consiglio al suo pediatra probabilmente in funzione dell’età del suo bambino e della sua curva di crescita può dargli più di 150 g. L’insorgenza delle coliche gassose non dipende dalla quantità di latte, ma è un fenomeno fisiologico nei primi tre mesi di vita del bambino associato all'immaturità dell'intestino e dei sistemi enzimatici. >>>> CONTINUA >>>

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>>>CONTINUA>>> Importante è poi stabilire un buon livello di sintonia con il suo bambino per cui capire se davvero la sua richiesta di ulteriore latte è legata alla fame o più a un desiderio di coccole che in tal caso sarebbe bene non compensare con il cibo.

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QUANTO LATTE DARE A 7 MESI?

Cara mamma, come lei ha già avuto modo di notare, le merende già pronte per bambini sono costituite in gran parte da zuccheri aggiunti (e altri ingredienti) che non sono nutrizionalmente adeguati ai piccoli consumatori; per questo motivo non è indicato il loro consumo nei primi anni di vita. E’ difficile indicare una quantità standard di latte per un bambino di sette mesi; in linea generale, a questa età i bambini sono soliti consumare due pasti lattei da circa 200-250 ml l’uno. Se l’idea di sostituire la merenda lattea con una merenda con frutta le può interessare, le consiglio di prepararla direttamente da sé, scegliendo in prima persona gli ingredienti migliori e più appetibili per il suo bimbo.

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ACQUA, DA QUANDO? "Tante persone dicono di dare acqua al bambino già dal terzo-quarto mese di vita ma il pediatra dice di no. Chi ha ragione?" Il latte materno è costituito per l’85% da acqua, pertanto l’allattamento al seno garantisce un’ottimale idratazione dei tessuti del neonato. Durante la fase di allattamento esclusivo si sconsiglia di dare acqua al bambino in quanto questo potrebbe interferire con il meccanismo ciclico che sussiste tra richiesta di latte, suzione e produzione di latte. La somministrazione di acqua potrebbe infatti interferire con questo equilibrio e causare una minore produzione di latte poiché il bimbo apparentemente saziato dall’acqua non richiederebbe a quel punto di attaccarsi al seno. Se il bambino ha sete, soprattutto accade in estate, richiederà di attaccarsi al seno più frequentemente e per tempi più brevi: è bene che la mamma assecondi il bambino in questa richiesta. Dallo svezzamento l'acqua può essere introdotta durante i pasti.

COME SCEGLIERE IL LATTE ARTIFICIALE? Esistono ormai molti prodotti sostitutivi del latte materno: come regolarsi? Ovviamente i primi consigli verranno dal pediatra (o dal neonatologo, alla dimissione dall'ospedale), con l'indicazione fondamentale di attenersi al tipo di formula adatto all'età del proprio bambino.
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