libri per neonati

La prima biblioteca, i primi libri da regalare a un neonato

Di Alessia Calzolari
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21 Giugno 2017 | Aggiornato il 18 Ottobre 2018
Come devono essere fatti i libri per avvicinarsi al meraviglioso mondo della lettura sin da piccolissimi? Lo spiega Giovanna Malgaroli, membro della Segreteria Nazionale Nati per Leggere, con una serie di consigli e titoli adatti alla prima biblioteca di ogni bimbo
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Quando regalare il primo libro? Subito, ce ne sono di adatti ai bimbi di qualsiasi età. Anzi, si può iniziare a far appassionare i bambini al mondo della lettura quando addirittura sono ancora ben rintanati nel pancione. Giovanna Malgaroli, membro della Segreteria Nazionale di Nati per Leggere, il progetto promosso dall’alleanza tra pediatri e bilbiotecari per promuovere la lettura in età precoce, ci spiega quali caratteristiche devono avere i libri adatti ai pulcini, quelli che saranno fondamentali per creare la loro prima biblioteca.

 

 

La “lettura” dai 0 ai 6 mesi

«Prima dei sei mesi il bimbo in realtà non ha ancora l’autonomia necessaria per interagire con un libro: non sta seduto, non tiene la testa sollevata. Può, però, iniziare a scoprire la lettura e il libro tramite l’intermediazione dell’adulto – racconta Giovanna Malgaroli -. La prima cosa che si fa quando si legge un libro a un bimbo, anche quando è ancora nella pancia, è dare voce e contenuto al testo o alle immagini».


Il suono della voce è il primo ponte, intimo e significativo al tempo stesso, che collega il bambino con la sua famiglia e poi con il mondo, che ritroverà sia prima di nascere, ancora nel pancione, che una volta venuto al mondo. «Fino ai sei mesi, quindi, il miglior modo per avvicinare alla lettura è proprio attraverso l’ascolto, sin dalla gravidanza. In questo primo periodo di vita i bimbi iniziano ad apprezzare le rime, le filastrocche, la musica, le ninne nanne, il ritmo, la prosodia: lo abituano a ciò che si trova nei libri e lo portano alla parola scritta, che è l’estensione di quella ascoltata. In questa fase, inoltre, l’ascolto è anche contatto attraverso i primi giochi sul fasciatoio o in braccio, che coinvolgono il bimbo anche dal punto di vista fisico. I libri, quindi, devono essere ripetitivi: i bimbi così piccoli amano i rituali, la reiterazione accresce il loro senso di sicurezza».

 

«Sempre in questa fase sono più attratti dalle forme, che non dal colore: dei libretti molto interessanti sono quelli in bianco e nero di Tana Hoban, fotografa americana che visse a Parigi negli anni ’80. Sono sia cartonati di poche pagine con immagini grafiche, quasi come de fossero immagini fotografiche proiettate, che poi, albi con foto straordinariamente leggibili».

 

La scoperta dell’oggetto-libro dopo i 6 mesi

«Dopo i sei mesi il bimbo inizia a interagire col libro, come interagisce con qualsiasi altro oggetto – prosegue l'esperta –. È con l’intervento dell’adulto che scopre che ogni pagina è nuova, diversa e magica. Dando voce a quanto si vede nei libretti, spesso, vengono introdotte anche parole nuove, che non fanno parte magari del vocabolario comunemente usato. Ad attirare il piccolo di sono le fotografie e le immagini, le espressioni che il bimbo inizia a riconoscere».

 

Come devono essere fatti i primissimi libri?

  1. Almeno fino all’anno di età è opportuno scegliere libri sicuri: angoli arrotondati, resistenti, atossici, con pagine grosse.
  2. Devono essere colorati, avere una forte presa visiva e con figure quanto più verosimili possibili: in questo modo il bimbo ritrova la realtà nel libro e la riconosce.
  3. Oggetti, figure e “storie” devono essere familiari e quotidiani, sempre perché è opportuno che il bimbo riconosca quanto vede. Il libro per un bimbo così piccolo è l’interfaccia e l’interpretazione di emozioni e sentimenti, che, in generale, è una delle valenze della lettura.
  4. Non devono essere troppo ingombranti: soprattutto dai nove mesi in poi, il bimbo inizierà a maneggiare il libro e a indicare il libro per vocalizzare ciò che l’adulto sta nominando in quel momento.
  5. I testi devono funzionare, devono essere ritmici e musicali, con filastrocche e rime che tanto piacciono nel primo anno di vita.
  6. Dovrebbero stimolare a rapportarsi con diverse esperienze, perché non è mai troppo presto per apprezzare la diversità.
     

 

8 titoli da cui partire per formare la prima libreria

 

1. “Ve lo spiego io. I primi dodici mesi insieme” di Federica Grittini e Simona Brunetti, La memoria del Mondo Libreria Editrice.

 

«Questo libro, in realtà, è più che altro per la mamma e il papà. Le autrici, che sono pedagogista e sociologa del Consultorio milanese CEMP, hanno fatto un lavoro molto mirato sul primo anno di vita del bimbo. All’interno vengono proposte delle attività, diverse mese per mese, che si possono fare con il bimbo con libri, letture e oggetti che fanno musica. È un po’ come se il piccolo desse delle istruzioni all’adulto».

 

2. “Coccole e filastrocche. Rime, giochi e tenerezze insieme ai nostri piccoli” di Celia Carpi Germani e Giulia Baronchelli, da Giunti Kids.

 

«Questo libro, che è sempre per i genitori, contiene alcune indicazioni e una raccolta di conte, rime e filastrocche che si prestano a favorire i primi giochi di contatto sul fasciatoio e poi quelli con le varie parti del corpo. Lo riterrei indispensabile» dice Giovanna Malgaroli.

 

3. “Cikibom” di Antonella Chiuchiolo, Paolo De Gaspari, Marina Ielmini, Costantino Panza, illustrato da Francesca Assirelli, da Sinnos; “Musica da cameretta” del Collettivo QB Quanto Basta di Bologna; “Papparappa” del Collettivo QB Quanto Basta di Bologna, Sinnos.

 

«Questi sono libri da ascoltare con i bambini prima dei sei mesi. Sono inviti all’all'ascolto musicale e alla produzione vocale da parte dei bimbi con i loro genitori».

 

4. “Guarda che faccia!” di Stefania Manetti, Pasquale Causa e la redazione di Quaderni ACP, da Giunti Kids.

 

«È un libro piccolo e quadrato (12,5 cm x 12,5 cm). Il contenuto è fatto da foto di volti di bambini che hanno più o meno la stessa età del piccolo lettore. Con le espressioni del viso il bambino impara a riconoscere le emozioni. Nella sua semplicità è straordinario: a destra c’è la foto, a sinistra ci sono i suoni, legati a quell’espressione, in diverse lingue. Il libro, ha quindi anche una valenza multiculturale e multi linguistica. Questo libro riesce a instaurare una forte connessione col bimbo, perché vi si può riconoscere».

 

5. “Gnam!” di Leen Van Durme, Clavis.

 

Come spiega Giovanna Malgaroli, questo è un libro molto particolare: è tradotto in simboli e icone. «La neuropsichiatria infantile ha dimostrato che il bambino si appropria dei simboli molto prima, rendendo l’approccio alla lettura molto più autonomo e diretto». La storia “racconta” di un’anatra che va alla ricerca del cibo giusto per lei ed impara a conoscere i gusti dei suoi amici, è un primo modo per scoprire il mondo.

 

6. “Arrivo” di Hervé Tullet, Panini.

 

«Questo libro cartonato ha un formato particolare: le pagine aumentano di dimensione man mano, la prima è la più piccola, l’ultima la più grande. È la prima piccola narrazione per un bimbo piccolo un ottimo esempio di libro della cui lettura il bambino si impadronirà. Come tutti i libri di Tullet viene stimolata l’interazione». Il lettore accompagna una macchinina in un viaggio, che è anche tattile, accompagnato da onomatopee, tornando al forte legame tra lettura e suoni.

 

7. “Buongiorno sole” e “Buonanotte luna” di Paloma Canonica, Bohem Press Italia.

 

«Questi libri sono molto felici nella loro semplicità». Il tema, quello del tempo, viene raccontato in maniera lineare e le immagini – che si trovano sempre a destra, mentre le parole a sinistra – rappresentano il mondo del bimbo: i giochi, la casa, i piedini, il corpo…

 

8. “L’uccelino fa” di S. Bravi, Babalibri.

 

Un piccolo libro cartonato e con gli angoli arrotondati, che stimola al gioco e alla verbalizzazione. «La particolarità di questo libro è il segno grafico, che offre un'interpretazione stilisticamente diversa dei più consueti libri di immagini per i più piccoli». Le doppie pagine sono organizzate con l’immagine a destra e il testo a sinistra, che non riporta solo il nome dell’oggetto raffigurato, ma esprime anche il suono o il verso.