COME CRESCERE UN FIGLIO

"Mamma in tre ore": il libro per affrontare serenamente la maternità

Di Alice Dutto
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18 Agosto 2017
Non abbiate paura del pianto del vostro bimbo e non sottovalutate la sua forza e la sua intelligenza. Ecco come affrontare la maternità secondo Giuseppe Ferrari, primario emerito della divisione di Pediatria e neonatologia dell'Ospedale Umberto I di Torino
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Al giorno d'oggi spesso accade che il primo bambino che una donna si trova a gestire sia suo figlio. Ed è sempre più raro che venga aiutata in questo compito. La situazione classica che si viene a creare è dunque quella di una neomamma che si trova quasi di punto in bianco a dover prendersi cura di una nuova creatura senza sapere come fare. L'ansia di sbagliare può allora prendere il sopravvento e rendere meno sereno il rapporto madre-figlio.
 

 

«Ecco perché ho voluto scrivere questo libro, “Mamma in tre ore” (che corrisponde al tempo di lettura per concludere l'intero volume), in cui ho condensato tutti i consigli essenziali per sopravvivere ai primi due anni di vita del bambino, che spesso sono anche quelli più difficili da affrontare per le mamme» spiega l'autore Giuseppe Ferrari, primario emerito della divisione di Pediatria e neonatologia dell'Ospedale Umberto I di Torino.

 

«Con questo libro volevo lanciare anche dei messaggi positivi, perché in genere la letteratura sul tema è poco rassicurante: il più delle volte vengono infatti sottolineati gli aspetti negativi della maternità, mentre nel 90% dei casi i bambini sono sani e crescono serenamente, senza troppi problemi».
 


I CONSIGLI PER LE MAMME


 

1. Il bambino è il miglior pediatra di se stesso
«Fateci caso, fin dal suo primo giorno di vita, il piccolo vi farà capire tutto ciò di cui ha bisogno per crescere bene. Lo farà attraverso un suo linguaggio, fatto di comportamenti e atteggiamenti, che potrete comprendere osservando il vostro bambino e imparando a conoscerlo».

2. Non abbiate paura del suo pianto
«Il modo che i bambini utilizzano per segnalare i loro bisogni insoddisfatti è proprio il pianto. È attraverso la conoscenza e comprensione del tipo di pianto che si può capire che cosa sta cercando di comunicare. Non bisogna pensare che se il bimbo piange stia male: nel caso di una malattia o di un disturbo fisico, infatti, il neonato non piange, ma si lamenta. Al contrario, se piange con vigore vuol dire che sta bene dal punto di vista fisico, perché significa che ha la forza per farlo: sta solo segnalando che ha bisogno di qualcosa».

3. Non sottovalutate l'intelligenza del bambino e la sua forza fisica nel suo primo anno di vita
«Il piccolo è in grado di farvi capire praticamente tutto: basta che impariate a conoscerlo. Un aiuto per capire meglio vostro figlio è quello di rivolgervi al pediatra e farvi seguire da lui. Anche un colloquio prima della nascita del bambino con il medico potrebbe essere molto utile per tranquillizzare e rasserenare i futuri genitori».


FRASI SUI BAMBINI


«Alla fine del libro ho inserito una serie di aforismi personali su cui vorrei che mamme e papà meditassero». Eccone alcuni:

  • Crescere un bambino è una favola meravigliosa se a raccontarla è il bambino; può trasformarsi in una triste storia se a raccontarla sono gli adulti.

  • I bambini nella quasi totalità dei casi nascono sani, puri, fisicamente e psichicamente, con enormi potenzialità evolutive. La vita, l'ambiente, il trascorrere del tempo corrompono inevitabilmente la loro naturale purezza. I genitori, e il modo degli adulti in genere, hanno il dovere di proteggerli e difenderli.

  • Il bambino mangia per vivere e non vive per mangiare.

  • Vaccinare un bambino è un dovere che i genitori hanno verso il proprio figlio e verso la comunità di tutti gli altri bambini.

  • La serenità (la felicità) di un neonato e di un bambino è data da tre cose: essere rispettato, vedere soddisfatti i propri bisogni, essere accettato. Tutto questo vuol dire: amarlo.