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Scopri i 10 motivi per i quali avere un figlio vale più di un master da manager

22 Ottobre 2014
Multitasking, problem solving, darsi delle priorità, imparare a negoziare e lasciare perdere il perfezionismo. Sono alcune delle doti che mamme (e anche papà) acquisiscono accudendo un figlio. Ecco quali sono secondo secondo Riccarda Zezza, autrice con Andrea Vitullo di "Maam. La maternità è un master" (appena uscito da Bur), un libro sulle incredibili potenzialità delle genitorialità applicate al mondo del lavoro. 
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1. Multitasking: un genitore è abile a fare tante cose insieme

Il multitasking con un neonato è legge. Con un bambino piccolo per casa, non si ha il lusso di poter fare le cose con calma, una alla volta. E quindi ci si ritrova con il piccolo in braccio, una spalla che regge il telefono e una mano che gira la pasta che sta cuocendo.

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2. Problem solving: risolvere i problemi senza neanche pensarci

Il problem solving, l'arte di risolvere i piccoli disguidi, è quotidiano. La creatività è la vera alleata delle mamme per la gestione dei piccoli imprevisti di ogni giorno. Dote ricercatissima, se lavorate in un settore organizzativo o amministrativo.

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3. Improvvisazione: un'arte da genitore

Dopo aver imparato a pulire a menadito il cordone ombelicale di un frugolotto di tre chili (e a gestire più bambini urlanti per casa), non c’è scadenza in agenda che spaventi la neomamma in ufficio.

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4. Negoziare: un aspetto che si impara il prima possibile

La negoziazione è un'arte da imparare in fretta quando si è mamme. Solo chi è genitore sa che cosa comporti – in termini di sforzo psicologico, self-control e astuzia – la gestione di un capriccio di un 3enne: è un training migliore di qualsiasi master aziendale o teorico sulla gestione dei negoziati, peraltro ora molto in voga nelle università.

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5. Non c'è tempo per il perfezionismo

La cura e l’attenzione sono doti, ma il perfezionismo sul lavoro non serve. Anzi, è d’intralcio. Una neomamma sa che si deve badare solo all'essenziale, non c’è tempo per altro.

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6. Darsi delle priorità

La priorità è saper scegliere le priorità. Se la tua giornata lavorativa è scandita dai ritmi del nido e hai i tempi sempre contingentati, impari a lavorare su ciò per cui vale davvero la pena.

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7. Imparare a delegare

La delega di qualcosa non equivale alla "lesa maesta". E una neomamma impara presto, e a proprie spese, che non può fare tutto. Sa che chiedere aiuto a casa e, sul lavoro, ai propri colleghi significa fare meglio, non fare meno.

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8. Sprecare meno tempo



Il boss non è un dio. Una neomamma ha molti pensieri e poco tempo: se volete catturare la sua dedizione sul lavoro, dovete sudarvela. Una neomamma è selettiva e spietata: darà il meglio di sé solo se ne vale veramente la pena. Capo avvisato...

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9. Ossitocina e serotonina aumentano le capacità cerebrali (tra cui pazienza e velocità decisionale)

Scettici? Sappiate che il nostro elenco semi-serio ha una base scientifica. Le evidenze sulle ricadute positive della maternità sulla vita lavorativa arrivano dai neuroscienziati di mezzo mondo: è stato ormai dimostrato che la produzione di ossitocina e serotonina derivante dalla maternità comporta l’aumento di alcune capacità cerebrali che permangono nel tempo, tra cu

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10. Più apertura al dialogo

Postilla per i papà in rete: solo cinque mesi fa, negli Usa hanno completato uno studio su uomini primary- caregiver (ovvero su quegli uomini che si occupano dei figli a tempo pieno, perché sono in congedo parentale o monogenitori). Ebbene, sono state osservate modificazioni del loro solco temporale simili a quelle riscontrate nelle neo-madri. La zona del cervello indagata è quella che regola le relazioni con gli altri, che rende più apert

1. Multitasking: un genitore è abile a fare tante cose insieme

Il multitasking con un neonato è legge. Con un bambino piccolo per casa, non si ha il lusso di poter fare le cose con calma, una alla volta. E quindi ci si ritrova con il piccolo in braccio, una spalla che regge il telefono e una mano che gira la pasta che sta cuocendo.
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