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10 idee per abituare il neonato alla nanna da 0 a 4 mesi

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28 Luglio 2014 | Aggiornato il 02 Luglio 2018
Non ascoltare suggerimenti strampalati sul sonno, come aiutare il neonato a percepire la differenza tra giorno e notte, come abituare il bebè a non addormentarsi sempre mentre succhia il latte: sono alcune delle 10 idee per abituare un neonato fino ai 4 mesi a fare la nanna.

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La consulente familiare Elizabeth Pantley autrice del libro, successo internazionale, Fai la nanna senza lacrime (Piemme), suggerisce una serie di idee per abituare i neonati al sonno raccomandando di scegliere quelle che sembrano più idonee al bimbo e alla famiglia.

 

Ogni bambino è unico, ogni madre è diversa dalle altre, e ogni famiglia è un caso a sé”, dice la consulente americana. Dal suo punto di vista, solo il genitore è in grado di decidere davvero quale sia la risposta giusta per la situazione.

 

Una volta scelti una rosa di suggerimenti preferiti tra quelli proposti nel libro, occorre organizzare un programma (e magari appenderlo allo specchio del bagno o sul frigorifero) e seguirlo alla lettera per almeno 2-3 settimane prima di vedere qualche cambiamento.

 

Inoltre, è essenziale mettere il sonno del bambino al primo posto tra le priorità familiari per un mese o due affinché i nuovi ritmi si consolidino. Dopo 10 giorni, (soprattutto con i bimbi che hanno più di 4 mesi) è importante analizzare i risultati aggiustando il tiro con eventuali modifiche, se occorre.

 

“L'obiettivo non è un percorso rettilineo e semplice neanche se il programma viene attuato alla perfezione. Al contrario, assomiglia piuttosto a un balletto: due passi avanti, uno indietro e perfino, di tanto in tanto, qualche passo laterale”, spiega Elizabeth Pantley.

 

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Ecco i 10 consigli della consulente familiare Elizabeh Pantley per aiutare un neonato fino ai 4 mesi a fare la nanna.

 

1. Attenzione ai cattivi consigli sui neonati! E’ fisiologico che il bimbo dorma quando è stanco

 

Secondo la consulente familiare, quando arriva a casa un bebè (che spesso piange per motivi imperscrutabili), i neo-genitori dovrebbero cercare di informarsi il più possibile, e velocemente, da fonti autorevoli (tipo pediatra).

 

“I consigli campati in aria, pur quanto elargiti con le migliori intenzioni, possono realmente esercitare un'influenza negativa sui comportamenti dei genitori e di riflesso sullo sviluppo dei bambini”, dice Elizabeth Pantley.

 

Proprio sul tema del tema del sonno, per l'esperta americana, i suggerimenti strampalati e, soprattutto senza nessuna base scientifica, non si contano.

 

“I neonati non hanno problemi di sonno, ma i loro genitori sì. I piccolini dormono quando sono stanchi e si svegliano appena si sentono pronti”, spiega l'autrice.

 

In altre parole, è 'normale' e fisiologico che nei primi mesi di vita, un neonato dorma quando è stanco, in modo abbastanza imprevedibile per l'adulto (la frase-mantra, ancora oggi tanto diffusa, 'scambia il giorno per la notte', non ha senso... come se il bebè facesse un dispetto ai genitori a svegliarsi anche di notte ogni 1-2 ore!).

 

2. L'alternanza sonno-veglia per i neonati dipende dalla fame che ha

 

In questa fase, l'alternanza sonno-veglia dipende principalmente dalla 'pancia': il neonato si sveglia quando ha fame e dorme se è sazio. In più, il frugoletto ha uno stomaco minuscolo e digerisce in fretta perché ha una dieta solo liquida, quindi ha bisogno di mangiare molto spesso.

 

L'intervallo tra un pasto e l'altro, in genere, varia tra le 2 e le 4 ore, per questo i risvegli notturni del bebè sono fisiologici (non è possibile che dorma tutta notte come un adulto).

 

Tuttavia, a volte, il bimbo dorme 4-5 ore di fila: in questo casi, secondo la consulente, è bene che il genitore si rivolga al pediatra per sapere se svegliarlo per nutrirlo o no (e non c'è una risposta univoca perché dipende dalle condizioni di salute generali di ogni neonato).

 

Un altro concetto fondamentale, che i genitori devono avere ben chiaro in mente, secondo l'autrice è il fatto che “per un neonato un intervallo di sonno di 5 ore di fila è da considerare una 'notte intera'.

 

 

 

 

3. Abituare il bebè a NON addormentarsi sempre mentre prende il latte...

 

Per un neonato è assolutamente naturale addormentarsi mentre prende il latte al seno o al biberon (oppure con il ciuccio per chi lo usa).

 

Se capita sempre così, col il tempo assocerà l'atto di succhiare con quello di dormire e sarà molto difficile per lui addormentarsi in modo diverso.

 

Dal punto di vista dell'autrice, per evitare che quando sarà più grandicello, il pargolo si addormenti solo durante le poppate, è importante ogni tanto lasciarlo “succhiare fino a quando sta per addormentarsi ma non è ancora del tutto addormentato”.

 

La consulente suggerisce di provare - quando la mamma se la sente - a staccare il neonato e farlo dormire senza nulla in bocca. Se il bimbo protesta, va benissimo ridargli seno o biberon e poi allontanarlo ancora dopo qualche minuto. Occorre ripetere questa sequenza abbastanza spesso. Così, imparerà ad addormentarsi, ogni tanto, anche senza succhiare.

 

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4. E' importante riconoscere i segnali della fame dai 'rumori del sonno' del neonato

 

Durante la notte, quasi tutti i bimbi si svegliano da soli quando hanno fame (in genere molto prima delle 3-4 ore di fila quando, secondo molti pediatri, è necessario interrompere il loro sonno per nutrirli).

 

Secondo Elizabeth Pantley è indispensabile imparare a riconoscere i segnali del neonato, ascoltandolo e osservandolo con attenzione. Di fatto, ogni piccolo fa moltissimi rumori durante il sonno (grugniti, piagnucolii e anche urla) ma non sempre vuol dire che si sia svegliato. In questo caso, quello dei 'rumori del sonno', come li definisce l'esperta, è meglio non intervenire e aspettare.

 

Quando, invece, il neonato è sveglio e affamato, è essenziale rispondere con sollecitudine al suo richiamo della fame: in questo modo, sarà più facile che si riaddormenti in fretta. Al contrario, lasciare che il pianto diventi forti e intenso, significa che il bebè si sveglierà del tutto e avrà bisogno di molto più tempo per riprendere sonno.

 

5. Quattro consigli per aiutare il piccolo a percepire la differenza tra giorno e notte

 

In genere, un neonato dorme circa 16-18 ore al giorno ripartite tra 6-7 'blocchi' di sonno. Secondo la consulente, è possibile aiutare il piccolo a percepire, in modo graduale, la differenza tra giorno e notte, incoraggiandolo a dormire periodi più lunghi durante le ore notturne.

 

– Durante la giornata, per esempio, i pisolini può farli in una stanza illuminata, magari nella culla in salotto o in camera, dove può sentire i normali suoni e rumori della casa.

 

– Per la notte, invece, l'ambiente dove essere buio, senza luci forti, e silenzioso senza voci di conversazioni (e tanto meno tv a tutto volume!).

 

– Un'idea per 'segnare' la differenza tra pisolini del giorno e nanna è quella di fare, ogni sera, un bel bagnetto rilassante (o un massaggio dolce) e infilando al pargolo il pigiamino.

 

– Le poppate notturne devono essere dolci e silenziose, non c'è bisogno di cantare o parlare a un neonato nel cuore della notte: tutto ciò lo sveglierebbe completamente.

 

 

6. No ai pisolini troppo lunghi di giorno

 

Se il bimbo tra le 3-5 ore di fila nel corso del giorno, per la consulente, è uno dei rari casi, in cui conviene infrangere la regola del “mai svegliare un bimbo che dorme”. Dopo 2-3 ore, è possibile svegliarlo con dolcezza e 'incuriosirlo' giocando e interagendo con lui.

 

Ecco qualche consiglio per svegliare il bebè, per esempio, quando è il momento di mangiare:

 

– E' bene cercare di svegliarlo durante la fase di sonno leggero: se gambe e braccia si muovono, bene è il momento di provare. Altrimenti, se penzolano tipo bambolotto, meglio lasciare perdere.

 

– Si può provare a togliere i calzini e massaggiargli i piedi oppure a muovere le dita dei piedi.

 

– Un'altra idea è muovergli braccia e gambe delicatamente come se eseguisse un esercizio di ginnastica.

 

– E' utile anche tenerlo in braccio in posizione verticale e cantare una canzoncina.

 

– Fargli un massaggio sulla schiena.

 

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7. Interpreta i segnali di stanchezza del neonato

 

Dal punto di vista dell'autrice americana, è davvero importante “cogliere quel momento magico in cui il bimbo è stanco ma non troppo”. Se la stanchezza supera una certa soglia, il bimbo è sovrastimolato e fatica ad addormentarsi e a dormire per lungo tempo.

 

Il bebè non capisce ancora quando si sente stanco e dovrebbe dormire, e tende a diventare irrequieto e piagnucoloso. Per questo, è bene che il genitore riconosca e interpreti i sintomi di stanchezza e lo aiuti a trovare la situazione ideale per riposare. 

 

Ecco i segnali che aiutano a capire quando il pargolo è stanco: 

– Rallenta i movimenti e le attività.

– Diventa silenzioso.

– Guarda altrove e non mostra interesse per le persone intorno a lui o giocattoli.

– Pare imbambolato o infastidito. 

 

8. Tenetelo comodo e usate suoni e profumi che lo rassicurano

 

Sembra banale, ma il bimbo deve stare comodo per dormire tranquillo e, come ogni adulto, anche i più piccoli sono diversi e hanno i loro gusti.

 

La culla, per esempio, dovrebbe essere 'avvolgente' (va bene anche una cesta): a molti piccoli non piace la sensazione di essere in uno spazio troppo grande come un lettino, così diverso dal grembo materno.

 

Suoni e rumori rassicuranti aiutano il piccolo ad addormentarsi sereno, esistono anche cd che riproducono il battito del cuore che il neonato ha ascoltato 9 mesi e, quindi, si sente protetto. Anche un profumo delicato, ancora meglio se quello della mamma, che il neonato riconosce appena nato, ha una funzione calmante. La consulente consiglia di avvolgere una maglietta intorno a un peluche adatto (quelli senza pelo per i bebè, per esempio) e poi metterlo vicino al piccolo.

 

Infine, attenzione a non appoggiare il bimbo addormentato sulle lenzuola fredde che potrebbero svegliarlo perché è molto sensibile. Una soluzione è scaldare prima la culla o il lettino con una borsa dell'acqua calda (che va poi tolta) oppure è possibile usare lenzuolini di flanella al posto di quelli di cotone.

 

9. Riposati quando il neonato dorme

 

Durante i primi mesi di vita del neonato, l'autrice raccomanda di ridimensionare le aspettative rispetto a tanti aspetti della vita quotidiana (tipo pulizie di casa, ordine, impegni).

 

Per vivere con maggiore serenità anche la fatica di qualche notte in bianco è bene cercare di sfruttare ogni momento per rilassarsi un pochino o riposare quando il pupo dorme. Durante le poppate di giorno, per esempio, si può anche chiudere gli occhi, abbassare e alzare le spalle per rilassarle o leggere.

 

10. Non pretendete troppo

 

Anche se una serie di accorgimenti possono semplificare molto la vita al genitore, la consulente invita a essere realisti. Perché nessun neonato dorme tutta la notte. “Non esistono formule magiche o scorciatoie per raggiungere la maturità nei ritmi del sonno”, dice l'esperta. E pensare alle 'dormite' di prima (magari fino a tardi!) crea solo un senso di frustrazione.

 

Per questo, secondo l'autrice, che di figli ne ha 4, la cosa migliore è rendersi conto che questi mesi passano in fretta e, dopo, ogni mamma, prova nostalgia per il piccolino addormentato tra le sue braccia.

 

 

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Foto buffe di bambini che dormono in strane posizioni
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