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12 idee per accompagnare il neonato alla nanna da 0 a 4 mesi

di Valentina Murelli - 29.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Di KieferPix / Shutterstock
È molto diffusa l'idea che con il trucchetto giusto il neonato possa "imparare" in fretta a dormire a lungo. Non è proprio così, ma varie strategie possono sicuramente dare una mano concreta verso l'obiettivo

Lo sappiamo: il sonno "particolare" dei neonati, con i loro frequenti risvegli, può essere una spina nel fianco nei neogenitori. Sappiamo anche che non esistono ricette magiche in grado di risolvere la situazione una volta per tutte: i risvegli dei bambini sono fisiologici. Per fortuna, prima o poi anche questa difficoltà passa. Nel frattempo, però, alcune strategie possono aiutare ad affrontarla meglio e dare una mano concreta nell'accompagnare i piccoli al sonno.

In questo articolo

1 Non createvi false aspettative

È molto diffusa l'idea che con il trucchetto giusto il neonato possa "imparare" in fretta a dormirea lungo. In realtà non è così, perché se è vero che ci sono bambini dormiglioni, che fin dalle prime settimane di vita dormono per molte ore di seguito, è altrettanto vero che è assolutamente fisiologico che i neonati si sveglino spesso.

Non spaventatevi: può sembrare una brutta notizia (ok, in parte lo è...) ma il fatto è che sapere esattamente a cosa si va incontro, senza crearsi illusioni, aiuta molto ad affrontare le difficoltà come la mancanza di sonno più serenamente.

2 Valutate il sonno del bambino nelle 24 ore

"Ai genitori che vengono svegliati durante la notte può sembrare che il neonato dorma poco, ma nei primi tre anni di vita – a volte anche più a lungo - i risvegli notturni sono assolutamente fisiologici" afferma Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale autrice del libro I cuccioli non dormono da soli. In realtà in genere i piccoli dormono più a lungo di quanto pensiamo, se si sommano anche tutti i sonnellini più o meno lunghi che fanno durante la giornata.

Se e quando possibile, meglio approfittare di questi pisolini sparsi, riposando con loro!

3 Non guardate l'orologio, ma osservate i segnali di sonno del vostro bambino

Anche qui: sarebbe bello se tutti i bimbi andassero a letto alle 20, lasciando la sera libera a mamma e papà. "Ma non tutti i bimbi sono uguali: anche tra i piccoli, come tra i grandi, ci sono temperamenti differenti e ci sono "cronotipi" differenti: alcuni sono più allodole e tendono ad addormentarsi (e svegliarsi) presto, altri più gufi e tendono ad addormentarsi (e svegliarsi) tardi" sottolinea Bortolotti.

Anziché intestardirsi a metterli a nanna all'ora X, meglio cercare di essere pronti a farlo quando compaiono i primi segnali di stanchezza ed è più probabile che scivolino più rapidamente nel sonno. Tra l'altro, tutti i genitori hanno esperienza del fatto che se "passa il momento", arrivare a un nuovo momento buono per la nanna non è semplice...

Tra i principali segnali di sonno dei neonati:

  • il bambino sbadiglia;
  • si stropiccia gli occhi;
  • comincia a guardare in un punto fisso.

4 Non abbiate paura di “viziarli”

"Se il bambino si addormenta in braccio o, nel caso di allattamento al seno, attaccato alla tetta, non sentitevi obbligati a cercare modi alternativi" consiglia Bortolotti. "Non li state viziando, ma state semplicemente rispondendo a uno dei bisogno fondamentali del neonato, che è quello di contatto fisico".

5 Dormite vicini

Con la culla nella stessa stanza da letto dei genitori, accanto al lettone, addirittura next-to-me o nel letto di mamma e papà (ricordando tutte le cautele del caso): i neonati apprezzano la vicinanza, e dormire nella stessa stanza nei primi 6-12 mesi di vita dei bambini è anche una misura di sicurezza contro la SIDS.

6 Condividete le informazioni sulla fisiologia del sonno dei bambini con tutti i vostri familiari

Può capitare che le difficoltà principali nella gestione del sonno dei bambini non vengano dai bambini in sé, ma da conflitti che si creano con i familiari. Informarsi per bene e gli aspetti fondamentali della fisiologia del sonno dei neonati con chi vi sta accanto è un passo importante per prendere decisioni condivise, che sono sempre le più efficaci.

7 Allattate a richiesta

"Che sia al seno o con il biberon, l'allattamento dovrebbe essere a richiesta" afferma Bortolotti. Anche in questo modo si soddisfano i bisogni dei bambini.

8 Ricordate: la nanna sempre a pancia in su

Questo è più un consiglio di sicurezza: dormire in posizione supina è la prima strategia fondamentale per ridurre il rischio di SIDS o morte in culla.

9 Preparate l'ambiente

La stanza dove dorme il bimbo non deve essere né troppo fredda né troppo calda (il rischio in effetti è che sia più calda del necessaria). Per lo stesso motivo, il bebè non deve essere coperto né troppo né troppo poco.

"Inoltre, di notte è importante che l'ambiente sia buio (o con un minimo di luce tenue) e tranquillo" spiega Bortolotti. "Al contrario, durante i pisolini pomeridiani è opportuno che non ci siano buio e silenzio completi, per aiutare i piccoli alla normale alternanza giorno-notte (che per forza di cose non ha potuto apprendere nell'utero materno)".

10 Favorite il rilassamento

Un bel bagnetto tranquillo, un massaggio, una ninna nanna: nel caso di alcuni bambini possono effettivamente aiutare l'addormentamento. Ma attenzione: non tutti reagiscono allo stesso modo. Se al vostro piccolo queste "coccole" non piacciono, lasciate perdere. "In ogni caso, è sempre buona norma evitare stimoli eccessivi" consiglia la psicologa.

11 Provate un rituale

I rituali – come la classica sequenza bagnetto, pigiamino, libro – possono dare una mano nell'accompagnare il bambino alla nanna, ma anche in questo caso non è detto che funzionino per ogni bambino.

12 Ricordate che non esistono metodi e ricette validi per tutti

Non abbiate timore di avere più fiducia nelle vostre competenze di genitori. Se proprio desiderate affidarvi a un metodo, fatelo non perché lo ha detto un'amica o perchè è di moda, ma perché in famiglia si è valutato che, date le caratteristiche di bambino e genitori, potrebbe rappresentare un buon tentativo per migliorare la qualità del sonno di tutti.

Come sottolineava* Franco Panizon, maestro della pediatria italiana, "ho sempre detto alle mamme che me lo chiedano che non ci sono prove né a favore né a sfavore di un metodo rispetto a un altro. Ciascuno è quantomeno autorizzato ad andare dove lo porta il cuore: a chiedere a sé stesso (e non a una scienza del comportamento) come comportarsi, senza pentimenti e senza timore di condanne. (* dal Libro della nanna di A. Ferrando, Edizioni LSWR 2019)

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