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“Fai la nanna tutta la notte”: come insegnare al bambino a dormire bene

di Giulia Foschi - 17.03.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
È possibile abituare il bambino a dormire per tutta la notte, seguendo un metodo scientifico messo a punto dalla ricercatrice americana Sofia Axelrod. I punti chiave sono pochi e semplici: regolarità, bilanciamento tra sonno diurno e notturno, oscurità e mai dimenticare la luce rossa.

“Fai la nanna tutta la notte”: il libro di Sofia Axelrod

Difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni, sonnellini irregolari. Per i neo genitori il sonno dei bambini è un argomento delicato, che può evocare lo spettro della spossatezza e della frustrazione. Sofia Axelrod, madre di due bambini e ricercatrice associata del laboratorio di Michael W. Young, biologo premiato con il Nobel per avere isolato i geni responsabili del sonno, ha sfruttato le sue conoscenze nell'ambito delle neuroscienze per mettere a punto un metodo, approfondito nel libro "Fai la nanna tutta la notte", edito da Sperling & Kupfer. Le abbiamo chiesto di spiegarci i punti salienti.

In questo articolo

Il metodo “Fai la nanna tutta la notte” in sintesi

In cosa consiste il suo metodo, in sintesi? "Questo metodo nasce dalle mie ricerche di laboratorio sul tema del sonno. Abbiamo riscontrato alcune evidenze, come l'utilità della luce rossa, che nessuno ancora conosce, ma che offrono ottimi risultati. L'esposizione alla luce è infatti un elemento in grado di modificare il funzionamento dei geni che regolano il sonno. A differenza di altri metodi, questo è basato sulla scienza. Ecco perché funziona. Il mio tentativo è stato quello trovare un equilibrio tra le esigenze, anche emotive, dei genitori, e l'impostazione regolare di quello che chiamo allenamento dolce al sonno".

Chi può seguire il metodo?

Chi sono i destinatari? "Come chiarisco all'inizio del libro, io non sono un medico e non intendo sostituirmi a pareri specialistici. Ciò premesso, in assenza di diverse indicazioni mediche o pediatriche, i destinatari sono tutti i genitori con un bambino piccolo.

Per quanto riguarda l'allestimento di un ambiente adatto a favorire il sonno, dalla luce rossa alle tende chiuse, non c'è assolutamente alcuna restrizione né limite di età. Si può mettere in pratica fin da subito.

L'allenamento al sonno, invece, lo consiglio a partire dai 2/3 mesi. Ho preferito indicare il peso come misura di riferimento: 5 kg.

Prima, il bambino è troppo piccolo perché questa sorta di allenamento risulti efficace. Un altro indicatore che suggerisco riguarda proprio il sonno: se il bambino ha dormito almeno una volta per 5 ore consecutive, allora è pronto per iniziare a seguire il programma. Basta una volta: se la notte successiva ne ha dormite solo 2 non preoccupatevi: andate avanti".

In base alla sua esperienza privata e professionale, si è dimostrato efficace?

"Assolutamente . Io sono riuscita a far dormire per tutta la notte i miei bambini, e ho ricevuto moltissimi feedback positivi da parte dei lettori e dei genitori che hanno applicato questo metodo. Naturalmente, perché dia risultati va applicato con disciplina e costanza".

Il metodo prevede tre passi: ce li può spiegare?

"Certo. Gli elementi che costituiscono il metodo sono i seguenti:

  1. Creare l'ambiente luminoso ideale per il sonno: come dicevo prima, piccole accortezze come la luce rossa, oltre all'oscurità, possono fare davvero la differenza.

  2. La programmazione ideale del sonno e dei sonnellini: i sonnellini diurni influenzano il sonno notturno. Si tratta quindi di trovare il giusto bilanciamento, senza timore di svegliare il bambino se di giorno dorme troppo. Non è vero che un bambino non va mai svegliato quando dorme.

  3. Insegnare al bambino a dormire tutta la notte: il terzo step è appunto l'allenamento dolce al sonno, che prevede alcune tempistiche da seguire affinché le interruzioni diminuiscano fino a non ripetersi più. Non temete, non si tratta di fare una violenza ai ritmi o alle esigenze del bambino. Ad esempio, una regola consiste nell'aspettare 90 secondi prima di intervenire quando il bambino si sveglia di notte: un tempo ragionevole, che non crea alcun danno".

L’ambiente luminoso ideale per il sonno: quali condizioni i genitori dovrebbero ricreare?

"Questa è la parte più facile. Le regole sono pochissime: oscurità e una luce rossa. Se non avete modo di chiudere bene le persiane procuratevi delle tende pesanti e scure, perché di notte deve esserci un buio completo. Poi acquistate una lampadina rossa: se ne trovano facilmente in commercio. Sceglietele a LED, che emettano l'equivalente di 60 watt. Sul mio sito kulalaland.com è possibile acquistarne una che emette anche rumore bianco, utile a conciliare ulteriormente il sonno. Esistono anche diverse app per ricrearlo. A questo proposito, oltre alla luce dovreste fare in modo di attutire i rumori, se possibile".

Qual è la programmazione ideale del sonno e dei sonnellini?

"Per i bambini è fondamentale la regolarità. Quindi, bisognerebbe cercare di rispettare gli stessi orari quotidianamente, weekend compresi.

Il sonno, la veglia e le poppate devono diventare una routine. In questo modo anche voi scoprirete quali sono le esigenze del bambino, e potrete adattare ad esse la routine stessa.

Stabilite quindi l'orario in cui andare a dormire e in cui svegliarsi, delle poppate e dei sonnellini durante la giornata: i bambini vanno aiutati ad organizzare il tempo. Si tratta di dare un ritmo regolare all'orologio biologico con il quale i bambini nascono. Nel mio libro, consiglio di calibrare il riposo notturno e il riposo diurno in base all'età poiché, col passare del tempo, le ore di sonno complessive necessarie diminuiscono. Per aiutare i genitori a organizzare e monitorare gli orari ho anche creato un'app, Kulala".

La tabella del sonno dei bambini

Fonte: "Fai la nanna tutta la notte" Sofia Axelrod

Nel libro si parla di un “allenamento dolce al sonno”: in che cosa consiste e che passaggi prevede?

"In sostanza, l'allenamento ripercorre gli elementi che abbiamo citato finora. Si tratta di regolare i pisolini e di impostare orari fissi per il sonno e la veglia, oltre che per le poppate. Ricordate poi di allestire un ambiente idoneo, con le tende scure e la luce rossa. Infine, seguite la regola dei 90 secondi: il tempo che dovrete attendere prima di alzarvi a consolare il bambino quando piange di notte. Non dovete sentirvi in colpa: in questo breve lasso di tempo non accadrà nulla. Come ogni allenamento, all'inizio vi richiederà un po' di pazienza, ma già dopo una settimana inizierete e vedere i primi risultati".

Come coinvolgere le altre figure di accudimento?

"Il coinvolgimento di nonni o baby sitter è fondamentale, perché l'interruzione della regolarità nelle abitudini e nei ritmi influisce sull'efficacia del metodo. Quindi spiegate alle altre figure coinvolte il percorso che avete intrapreso chiedendo di rispettarne le regole. Potete anche invitare altre persone a scaricare l'app in modo da avere tutti sotto controllo l'andamento".

L'intervistata

Sofia Axelrod è una ricercatrice. Si occupa di neuroscienze e dello studio del sonno presso il laboratorio di Michael W. Young, vincitore del Premio Nobel 2017 per la Medicina, alla Rockefeller University di New York. Ha studiato in Germania alla Eberhard-Karls-University di Tubinga e alla Humboldt University di Berlino, dove ha conseguito il dottorato in biologia nel 2012. "Fai la nanna tutta la notte" è edito da Sperling & Kupfer

 

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