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Il bimbo NON dorme la notte? Il metodo in tre mosse per farlo addormentare

neonatoaddormentato
17 Maggio 2019
Smetterà mai di piangere? Riuscirà (e riuscirò) a dormire? Secondo Etsuko Shimizu c'è una speranza. L'autrice, specializzata in cura dei neonati, ha messo a punto un metodo per ritrovare il sonno e la serenità. Il metodo è diventato un libro, che ha già venduto 300.000 copie e reso serene tante notti...
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Notti interminabili, pianti notturni e continui risvegli. Magari accompagnati da levatacce per colpa del lavoro. E se i più dicono che è una fase, che il bambino "deve crescere" e che "passerà", c'è chi non si è dato per vinto e ha deciso che qualcosa si poteva pur tentare.

 

Etsuko Shimizu è una fisioterapista di Yokohama, in Giappone. Stremata dalle notti insonni con la sua bambina, ha cominciato a informarsi tra studi e ricerche e ha messo a punto un metodo per far addormentare la notte i bambini. Dalle sue ricerche ne è nato un libro, un longseller nipponico arrivato il 30 aprile anche in Italia: "Sogni d'oro per bambini e mamme", edizione Piemme.

Tutto è iniziato quando la figlia della scrittrice aveva sei mesi: ha iniziato a svegliarsi più spesso del solito. Dopo una settimana, i risvegli avevano cadenza oraria, fino a quando l'autrice non si è trovata dopo altri sei mesi a essere stremata. Ha provato in vari modi a uscire dall'emergenza-sonno che aveva e ha scoperto che:

  • è importante andare a letto presto (ma anche alzarsi presto)
  • le buoni abitudini aiutano a instaurare un buon legame mamma-bambino
  • alcuni rituali della buonanotte possono causare risvegli
  • c'è un rapporto tra allattamento e sonno

L'autrice ha poi realizzato e riportato nel suo libro varie tabelle orarie relative alla nanna in base all'età.

 

Migliorare il sonno del tuo bambino in tre mosse

Le tre mosse che l'autrice consiglia a tutti i genitori in debito di sonno sono semplicissime e andrebbero provate per alcuni giorni, senza farsi abbattere troppo nel caso non dovessero funzionare. Per tanti motivi potrebbero non funzionare e per molti di questi la scrittrice trova una soluzione.

 

Estuko Shimizu ha escogitato questi tre step su tre elementi che lei reputa fondamentali affinché un bambino impari a dormire:

  1. mantenere ritmi quotidiani costanti;
  2. modificare se necessario le abitudini che precedono la nanna;
  3. accertarsi che la nuova routine sia gradita a mamma e figlio.

STEP 1: svegliate vostro figlio alle 7 del mattino

Di sicuro una sfida se non siete mattinieri. Considerate però che è fondamentale svegliarsi presto per stabilire un ritmo quotidiano sano (a patto che la sera il bimbo vada a letto presto!).

Se il vostro bimbo ha già preso questa abitudine, potete passare agli step successivi. Altrimenti, quello che potete fare per aiutarvi è: 

  • aprire le tende o, se non entra abbastanza luce, accendere una lampadina. Se il bambino non si sveglia, provate a scuoterlo delicatamente;
  • non svegliatelo mai bruscamente prendendolo in braccio o tirandolo fuori dalla culla;
  • dopo che avrà aperto gli occhi e si sarà guardato intorno, parlategli in modo che sappia quello che state facendo. Si passa poi al cambio pannolino e ai vestiti.

STEP 2: regolate i sonnellini e rendete eccitante la sua giornata

A partire dai due mesi circa potete cercare di prolungare i sonnellini del bambino in modo che ne faccia tre al giorno:

  • il mattino, verso le 9 (1 ora fino ai 6 mesi, 30 minuti fino all'anno)
  • in giornata, verso le 12 (2 ore e mezza fino agli 8 mesi, 2 ore fino ai tre anni)
  • la sera, prima delle 17 (da 30 minuti a un'ora fino ai 4 mesi e da togliere gradualmente fino ai 6 mesi)

Per i primi tre mesi potete lasciar dormire il bimbo quando sembra assonnato, per poi cercare di stabilire un orario fisso.

Sarebbe meglio trascorrere le ore del mattino all'aperto, perché la luce stimola la melatonina, un ormone che regola il sonno. Anche i movimenti sono importanti perché regolano la serotonina, che calma il bambino e rende più facile l'addormentamento.

 

STEP 3: godetevi mezz'ora di coccole prima della nanna

L'obiettivo è mettere a nanna il bimbo per le 20. Quindi vuol dire avergli dato latte, fatto bagnetto e cambiato prima delle 19.30. Dopo... mezz'ora di coccole per voi. "Spegnete la luce, abbracciate vostro figlio, accarezzatelo e parlategli a voce bassa" spiega l'autrice del libro. " Se è più grandicello, potete leggergli una favola oppure raccontargli quello che avete fatto durante la giornata". 

Ricordatevi in questi momenti di abbassare la voce e parlare più lentamente del solito. E anche i bimbi più grandi hanno bisogno di vicinanza e contatto fisico!

 

Secondo l'autrice queste sono proprio le mosse base e non è detto che funzionino. E se il bimbo ancora non dorme, non abbattetevi.

 

Ore 20: non è troppo presto per mettere a nanna un bimbo?

Come spiega Etsuko Shimizu:

"Naturalmente ogni famiglia ha ritmi diversi, spesso per via degli orari lavorativi dei genitori. In certa misura è accettabile: i bambini piccoli sono perfettamente adattabili. Tuttavia non mi stancherà mai di ripetere che emettere a letto un bambino piccolo alle 22 è decisamente troppo tardi".

Secondo la Shimizu, restare svegli fino a tardi non aiuta i bambini a dormire meglio (o di più...).

E' anche vero che ogni bimbo è diverso ma nella maggior parte dei casi "tenerli svegli fino a tardi riduce sia la quantità che la qualità del sonno". Per questo il suo consiglio è di provare ad anticipare l'ora della nanna del bambino. 

 

"Provate a capire quanto a lungo ha bisogno di dormire, in questo modo potrete stabilire un programma giornaliero che vada bene sia voi che a lui".

Leggi anche: nanna, breve guida per gestire il sonno del neonato

Guarda il video sulla nanna del bambino