Sacco nanna

Il sacco nanna: 7 cose da sapere prima di comprarlo

sacconanna
23 Giugno 2015 | Aggiornato il 29 Gennaio 2019
Il sacco nanna ha la forma di un sacco, chiuso sul fondo e ai lati e dotato di comode bretelle sulle spalle, che si usa al posto di lenzuolino e copertina. Può essere utile soprattutto per i bambini più piccoli, perché li fa sentire avvolti e protetti.
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Sacco nanna sì o sacco nanna no? Nostrofiglio.it lo ha chiesto a Gaetano Chirico, Responsabile di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale presso gli Spedali Civili di Brescia.

 

E’ utile usare il sacco nanna? 

Il sacco nanna può rappresentare una comoda alternativa a lenzuoline e copertine, che, con i movimenti del bambino, possono aggrovigliarsi, coprirgli il viso o farlo scoprire, facendolo svegliare. Più il bambino è piccolo, inoltre, più il sacco nanna gli dà quella sensazione di avvolgimento e contenimento provata nella vita intrauterina. Una sensazione ancor più utile per i prematuri. (Leggi anche: Disturbi del sonno, 20 domande e risposte

 

Perché proprio i neonati prematuri

Perché il neonato prematuro, nascendo prima del tempo, viene a perdere il contatto con l’ambiente ristretto costituito dall’utero. Il sacco nanna gli consente di mantenere dei confini ben precisi, di toccare sempre contro qualcosa, di sentirsi circondato, quasi come se stesse ancora nella pancia della mamma. Proprio per questo, dopo aver sperimentato vari presidi, abbiamo deciso di adottarlo nel nostro reparto di Terapia Intensiva. Ovviamente si tratta di sacchi nanna specifici per bambini così piccoli, senza bretelle ma con la forma di un sacco vero e proprio, per favorire un maggiore contenimento in un’epoca in cui il bambino non si muove molto e non rischia di scivolare verso il basso con la testolina. (Leggi anche: Neonati prematuri, 10 cose da sapere)

 

E’ vero che il sacco nanna può servire per prevenire il rischio Sids (cioè morte in culla)?

 

Non ci sono ad oggi studi scientifici che attestino che il sacco nanna previene la Sids, cioè la sindrome della morte in culla, però è vero che il sacco nanna, grazie alle bretelle, può evitare che il bambino scivoli sotto le copertine con la testa, con il rischio di soffocamento. Inoltre il sacco, scelto in base alla temperatura dell’ambiente, favorisce il mantenimento della giusta temperatura corporea, evitando il surriscaldamento, altro fattore di rischio Sids. (Leggi anche: Le posizioni della nanna e i consigli per prevenire la Sids

 

Quale modello di sacco nanna è da preferire?

 

Il modello più comune di sacco nanna è quello con le bretelle, che mantiene le braccine libere. Alcuni modelli per l’inverno hanno le maniche lunghe, spesso rimovibili, così si può decidere di applicarle ad esempio quando si va fuori casa e toglierle negli ambienti chiusi. In genere sono suddivisi in varie misure, da scegliere in base all’età e/o alla lunghezza del bambino. (Leggi anche: Nanna, come far dormire il bambino

 

Come scegliere lo spessore adatto per il sacco nanna?

 

Vi sono modelli estivi, in jersey di cotone, e modelli invernali, con un’imbottitura interna simile a quella dei piumini. Per un’indicazione più precisa, molte case produttrici specificano il Tog, che è l’unità di misura che definisce la resistenza termica di un tessuto. I Tog dei sacchi nanna variano da 0,5, per i modelli più leggeri, a 2,5 per quelli più pesanti. C’è anche il Tog 3, ma per le temperature delle nostre abitazioni è eccessivo, considerato che nella stanza del bambino non si dovrebbero mai superare di notte i 18-20°. Se in estate la temperatura supera i 27°-28°, è meglio evitare del tutto di usare il sacco nanna e lasciare il bambino scoperto.

 

Come vestire il bambino quando si usa il sacco nanna?

 

Sotto il sacco nanna vanno bene le normalissime tutine che si metterebbero sotto lenzuolino e copertine, dal body senza maniche alla tutina in cotone leggero o ciniglia, a seconda della stagione e della temperatura della stanza. La regola da tenere a mente è che il bambino non deve sudare e le estremità devono restare fresche.

 

Fino a che età si può usare il sacco nanna?

 

Ci sono modelli che arrivano fino ai 36 mesi, ma i principali vantaggi del sacco nanna, cioè sicurezza nel sonno e sensazione di contenimento, sono concentrati nei primi tre-sei mesi di vita. Dopo questa epoca l’uso del sacco nanna dipende perlopiù dalle preferenze della mamma e soprattutto del bambino, che può vederlo come una delle abitudini e dei rituali di accompagnamento al sonno e favorire così la nanna.

 

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