Baby box

Le Baby Box finlandesi sono sicure?

Di Niccolò De Rosa
maternitypackfinlandia
12 Giugno 2017
Secondo alcuni studi accademici, le Baby Box, approdate dalla Finlandia nel resto del mondo, starebbero aiutando i genitori americani ad adottare comportamenti sempre più sicuri per il sonno dei piccoli, ma qualcuno sta sollevando dubbi sulla loro idoneità, mai certificata dai rigidi controlli statunitensi per i prodotti per l'infanzia
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Nell'ultimo anno si è rivelata al mondo come un'innovativa idea per sostenere i neo-genitori e prevenire la mortalità infantile, ma ora la Baby Box comincia a trovare i primi detrattori negli Stati Uniti, dove pure è stata accolta con entusiasmo da moltissimi genitori.

 

 

Introdotta nel 2017 dalle politiche di Welfare di stati come New Jersey e Ohio, la versatile Baby Box è diventata infatti oggetto di alcuni dubbi riguardanti l'effettiva sicurezza della scatola di cartone una volta trasformatasi in culla. Contemporaneamente però, alcuni studi accademici sembrano certificare l'importante ruolo che questa può svolgere nel prevenire la SIDS, la sindrome della morte improvvisa del neonato.

 

Gli studi a favore

Nel corso del recente congresso delle Pediatric Academic Societies di San Francisco, i ricercatori della Temple Univeristy Hospital hanno presentato i risultati di uno studio mirato a valutare i risultati del SAFE-T (Sleep Awareness Family Education at Temple), un programma educazionale promosso dalla stessa THU per fornire consigli sul sonno sicuro dei neonati, connessi alla distribuzione delle baby box.

 

La Baby Box è nata in Finlandia negli anni '30. Si tratta di una scatola contenente un corredino basilare per i primi mesi del neonato (pannolini, creme, prodotti d'igiene, ecc...) che, una volta svuotata può essere usata come una culla (è dotata di un materassino). La Baby Box in Finlandia viene distribuita a tutti i neo-genitori

 

Tali risultati hanno mostrato un trend più che positivo nell'adozione di comportamenti volti a scongiurare la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome).

Secondo il sondaggio svolto a più di un anno di distanza dall'inizio del programma infatti, solo il 4,7% dei genitori ha continuato a far dormire i neonati nel loro lettone (il cosiddetto bed-sharing), mentre prima la percentuale si attestava intorno al 6,5%. Inoltre, oltre la metà delle madri coinvolte ha notato miglioramenti nella pratica dell'allattamento al seno e ben il 12% ha scelto la scatola di cartone come culla primaria per il bebè.

 

«Siamo soddisfatti dei risultati dello studio, il primo del suo genere – ha detto la dottoressa Megan Heere, responsabile di SAFE-T – sono necessari ulteriori studi per verificare se questo metodo può essere adottato anche fra i 6 e i 12 mesi di vita del bambino e se ciò aiuterà ridurre l'incidenza di morti legate al sonno su una larga fetta di popolazione».

 

I dubbi 

L'efficacia nella prevenzione della Sids non è però stata condivisa da tutti gli esperti di settore.

Qualcuno sostiene infatti che le scatole di cartone non siano un posto adatto al sonno del bebè, in quanto i materiali deteriorabili delle Baby Box potrebbero rappresentare un serio pericolo per l'incolumità del bimbo.

 

A ciò va aggiunto che le Baby Box non sono mai state certificate dai rigidi test di qualità cui normalmente sono sottoposti tutti i prodotti per l'infanzia presenti sul mercato americano.

 

«I prodotti per la cura del neonato vengono sottoposti a severi controlli – ha affermato Ann Marie Buerkle, membro della Consumer Product Safety Commission – occorrerà cautela fino a quando non avremo fatto accertamenti»