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Morte bianca, la sindrome che colpisce i bambini molto piccoli

di Viola Stellati - 26.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In Italia circa un bambino su duemila viene colpito da morte bianca: che cos'è esattamente e come è possibile prevenire questa drammatica sindrome

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Morte bianca

La morte bianca, anche chiamata Sudden Infant Death Syndrome (SIDS), morte in culla e morte improvvisa del lattante, è una drammatica sindrome che purtroppo, anche a seguito di indagini accurate, non trova spiegazioni. Da cosa può dipendere? Si può prevenire in qualche maniera?

Con i termini morte bianca ci si riferisce alla morte improvvisa dei bambini di età inferiore a un anno. Come si può leggere sul sito dell'Ospedale Bambino Gesù, risulta inspiegabile ed è purtroppo una delle cause principali di morte nel primo anno di vita. Più frequente tra le creature che vanno da uno e cinque mesi di vita, nel nostro Paese si stima che accada ad un nato su duemila.

La morte bianca nella maggior parte dei casi riguarda bambini all'apparenza sani che vengono a mancare durante il sonno, per questo motivo viene chiamata anche 'morte in culla'.

Le cause

Al momento attuale le cause della morte bianca non sono ancora note. Come sottolineato però dall'Istituto Superiore di Sanità, questa sindrome ha una maggiore probabilità di verificarsi quando sussistono alcune condizioni e comportamenti da parte delle madri, dei padri e delle persone che curano i neonati. Parliamo di:

  • far dormire il piccolo in posizione prona, ossia sulla pancia;
  • mettere a dormire il bambino su materassi, cuscini e piumini soffici e avvolgenti;
  • esposizione del feto e del neonato al fumo;
  • giovanissima età della madre e assenza di un percorso di assistenza adeguata nel periodo pre e post natale;
  • nascita prematura o basso peso alla nascita;
  • presenza di infezioni respiratorie.

Prevenzione

Il Manuale MSD versione per pazienti specifica che nonostante siano ormai noti i fattori di rischio, ancora non esiste una strategia valida e sicura per prevenire la morte bianca.

La buona notizia è che ci sono degli accorgimenti da mettere in atto per far sì che questo non succeda come, per esempio, far dormire i neonati supini su una superficie piana e rigida.

Particolarmente utili possono rivelarsi anche un'assistenza prenatale regolare durante la gravidanza, l'allattamento al seno e la non esposizione al fumo passivo.

Sonno sicuro: come ridurre il rischio di morte bianca

Per ridurre il rischio di morte bianca è quindi fondamentale assicurarsi che i bambini possano dormire sonni sicuri. A spiegare come fare ci ha pensato l'Accademia Americana di Pediatria:

  • dormire in posizione supina (a pancia in su);
  • dormire nella stanza dei genitori;
  • nessuna esposizione al fumo;
  • evitare temperature superiori a 20° C dove dorme e il piccolo e l'eccesso di vestiti e di coperte;
  • tenere la testa scoperta durante il sonno;
  • usare un materasso piuttosto rigido e della misura esatta della culla;
  • non mettere cuscini e oggetti morbidi nei dintorni della testa;
  • non far dormire il bambino su divani, cuscini imbottiti, trapunte e letti ad acqua;
  • allattarlo al seno;
  • mettere il bambino a dormire su una superficie piana, quindi non inclinata;
  • utilizzare solo prodotti per il sonno dei bambini che rispondano agli standard di sicurezza federali approvati nel giugno 2021 dalla Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo (CPSC);
  • proseguire fino a 1 anno o più con l'allattamento, fin quando mamma e bambino lo vorranno;
  • l'uso di monitor cardiopatici domiciliare non si è dimostrato utile per prevenire o ridurre il rischio SIDS;
  • informare i futuri genitori in modo rispettoso e non giudicante, sin dalla gravidanza, sulle raccomandazioni per il sonno sicuro;
  • non è mai stato dimostrato che lo swaddling possa ridurre il rischio di questa sindrome.

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