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Nanna: 9 consigli per superare la regressione dei 4 mesi

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24 Ottobre 2014 | Aggiornato il 09 Novembre 2017
Dopo i 4 mesi i ritmi della nanna del bambino cambiano improvvisamente: ha il sonno più leggero e si sveglia più spesso durante la notte. È la regressione dei 4 mesi, un periodo difficile per i genitori, da superare seguendo i 9 consigli dei siti pregnantchicken.com e babysleepsite.com
 

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Fino a poco tempo fa il bebè dormiva come un angioletto durante la notte e si concedeva anche lunghi pisolini durante il giorno, e invece ora che ha 4 mesi, si è trasformato in un lagnoso piccolo insonne? Per non parlare della facilità di farlo addormentare, che si è trasformata in un incubo? Tranquilli: non è colpa né delle coliche né dei dentini che iniziano a farsi strada attraverso le gengive, e nemmeno dell’influenza di stagione o di una subdola otite. È semplicemente la “regressione dei 4 mesi”, durante la quale i ritmi del bambino cambiano improvvisamente... e permanentemente. (Leggi anche 10 idee per abituare al sonno bambini da 4 mesi a 2 anni)

 

Prima dei 4 mesi, infatti, il bebè dorme… come un bambino: non avendo ancora ritmi differenziati, il piccolo non passa (come invece fanno gli adulti) dalla sonnolenza al dormiveglia al sonno leggero al sonno profondo, ma cade direttamente nel sonno profondo.

 

Al raggiungimento dei 4 mesi di età, però, il cervello matura e cambiano anche gli schemi del sonno: d’ora in poi il bambino, prima di addormentarsi profondamente, avrà anche una fase di sonno leggero. E, tendenzialmente, si sveglierà molto più spesso durante la notte e farà sonnellini molto più brevi durante il giorno. E lo stesso, malauguratamente, succederà ai genitori, perché il piccolo insonne avrà bisogno di essere cullato e coccolato per riaddormentarsi. (Leggi anche Disturbi del sonno dei bambini, 20 domande e risposte)

 

Sicuramente quello della regressione dei 4 mesi è un periodo molto duro… ma ce la si può fare. Anche con l’aiuto dei consigli elaborati da pregnantchicken.com e babysleepsite.com.

 

1. Aiutate il bambino ad addormentarsi come avete sempre fatto

Se lo cullavate, continuate a farlo; se poppava un po’ di latte, va benissimo. (Fai il quiz: sai tutto sulla nanna del neonato?)

 

2. Cullatelo, oppure offritegli il ciuccio, oppure entrambe le cose

Se prima non facevate così per farlo addormentare, può essere una buona idea provare. (Scopri i 4 programmi per la nanna)

 

3. Offritegli la “poppata della buonanotte”

Viene chiamata così quella che si dà al bambino tra le 22.30 e le 23 (o comunque poco prima che i genitori vadano a dormire): se anche sta dormendo, il piccolo va svegliato e poi fatto riaddormentare con il latte. I bebè, infatti, fanno un solo lungo sonno durante le 24 ore, e quindi è bene che sia quello tra le 23 e le 7 del mattino. (leggi anche: poppate e nanna come sopravvivere a un neonato)

 

4. Se avete un’amaca, un ovetto o qualunque altro giaciglio accogliente e dondolante, usatelo

A volte, il dondolìo è il modo migliore per addormentare il piccolo, e nel lettino è decisamente più difficile farlo. Ricordate però che non è il caso di farlo dormire sull’amaca o nell’ovetto per tutta la notte, semplicemente perché (a differenza del lettino) dovrebbe starci solo sotto sorveglianza. (Potrebbe interessarti Lettone sì o no?)

 

5. Seguite l’orologio biologico del piccolo

Se gli adulti si sentono più assonnati in certi momenti della giornata (tipicamente dopo pranzo e dopo le 21), lo stesso è per i bimbi: sono i ritmi circadiani, il nostro orologio biologico regolato dalla luce. Cercare di farlo addormentare per un pisolino nel momento in cui il corpo chiede riposo è più facile: al mattino, dopo pranzo e nel tardo pomeriggio. (Leggi anche: Nanna, 57 pensieri che passano per la testa di tutti i genitori)

 

6. Stabilite una routine e usate la camera da letto

A 4 mesi il bebè è in grado di riconoscere il proprio lettino o la propria cameretta come luogo del sonno. Per cui facendolo addormentare sul divano, sul seggiolino della macchina, sul carrello della spesa, non si può sperare in un buon sonno ristoratore. È importante anche stabilire una routine: a nanna sempre alla stessa ora. (Leggi anche: 10 consigli per la nanna del neonato)

 

7. A letto presto

Ogni sonno ha la sua funzione: il pisolino del mattino ristora la mente del bambino, mentre quello pomeridiano gli dà benefici a livello fisico. Ma è solo durante il sonno notturno, generalmente nella prima metà della notte (approssimativamente fino a mezzanotte) che il piccolo riceve i benefici dell’ormone della crescita. Dunque è più importante che dormano il più possibile la notte (a quattro mesi la maggior parte dei bambini, se riposa bene, riesce a dormire almeno fino alle 6 o alle 7 del mattino dopo) e che non vengano messi a letto troppo tardi. (Leggi anche: quanto devono dormire i bambini)

 

8. Chi lo mette a nanna?

I bambini che vengono fatti addormentare si svegliano più spesso di quelli che si addormentano spontaneamente. Ciò accade perché, quando si dorme, si attraversano vari cicli di sonno ognuno dei quali dura tra 45 minuti e un’ora. Ogni ciclo è composto da quattro fasi seguite dalla fase REM, dopo la quale chiunque ha una fase di veglia. Se si hanno buone capacità di sonno, la veglia è impercettibile; altrimenti in questa fase ci si può svegliare. E per riaddormentarsi è necessario ricreare la situazione che ha portato al sonno in precedenza. Quindi se il bebè si è addormentato in braccio succhiando il ciuccio, bisogna rifare lo stesso.

 

9. Chiedete aiuto a parenti, vicini, amici, a chiunque possa dare una mano

Anche solo per tenervi il piccolo per un’oretta in modo che voi possiate fare un pisolino ristoratore. (Guarda anche 10 segnali (semiseri) che ti dicono che un bebè non dorme e la sua mamma è stremata)