SONNO DEL NEONATO

Nanna neonato: consigli per far abituare il bebè al ritmo notte-giorno

Di Zelia Pastore
24 Marzo 2016
Mamma e papà con gli occhi contornati da nere occhiaie e il piccino che si sveglia a tutte le ore, anche nel cuore della notte. Come cercare di ristabilire un adeguato ritmo sonno-veglia per tutta la famiglia? Vediamo insieme a Daniela Callegari, pediatra del Centro Medico Santagostino di Milano, come affrontare queste situazioni nella maniera più corretta.
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Perché il neonato non dorme? Perché in realtà ha un "ritmo diverso"
“Dire che 'il bambino non dorme' significa che il neonato non riposa negli orari in cui solitamente dormiamo noi adulti, ossia la notte. Si tratta con pazienza di far allineare il bimbo ai ritmi di mamma e papà”.
PERCHE' NON HA IL NOSTRO RITMO? Gli ormoni specifici
“Nei primi mesi il neonato non ha il ritmo del sonno e della veglia, che negli adulti viene regolato da cortisolo al mattino (l’ormone del giorno) e alla sera dalla melatonina (l’ormone della notte)”.
Come si formano
“Questi specifici ormoni si formano nel nostro corpo in seguito all’alternanza ciclica dell’esposizione alla luce e al buio: un bambino appena nato, venendo da una situazione di buio come l’utero materno, non li ha ancora sviluppati”.

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Attirare l’orologio biochimico del neonato è possibile
“L’esperienza che ogni giorno il neonato fa di vivere l’alternanza della luce con quella del buio attiverà il suo orologio biochimico, portandolo gradualmente verso abitudini più stabili. Una volta che si sarà instaurato l’orologio biologico veglia-sonno, il neonato riuscirà, con l’aiuto dei genitori, a fare brevi sonnellini di giorno e un riposo più lungo e profondo nel corso della notte. Anche per come si dorme, i genitori sono gli istruttori: quello che mamma e papà faranno, aiuterà la formazione dell’orologio biologico del neonato per avere tutti un riposo notturno soddisfacente”.

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Nei primi sei mesi di vita
“Nel primo semestre di vita del neonato, gradualmente si instaura il ritmo sonno-veglia, con la formazione delle sostanze che regolano tale ritmo. E’ importante che per facilitare questo processo i genitori abbiano comportamenti chiari e coerenti e diano al bambino il tempo necessario di assorbirli”.
Ecco quindi qualche consiglio per aiutare i piccolini a riconoscere il giorno dalla notte.

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AVERE PAZIENZA: E' un processo lento
“Questo processo ha bisogno di un tempo diverso per ogni bambino: bisogna tenere in conto le variabili del carattere e dei bisogni diversi da neonato a neonato”

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Come abituarlo a dormire di GIORNO
“I genitori con i loro comportamenti devono assecondare l’alternarsi del giorno e della notte: per esempio, di giorno il bambino va messo a dormire in ambienti non completamente bui e con una rumorosità bassa, ma presente, o comunque non in un silenzio assoluto. Per far capire al neonato che il riposo diurno deve essere più breve e soprattutto differente da quello notturno, si può attuare un comportamento 'pilotato': ad esempio farlo coricare in una stanza che abbia mezza tapparella sollevata, e che quindi non tenga il bimbo nel buio totale”.

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La quiete della NOTTE è importante
“La sera, di contro, è meglio far riposare il piccolo in una stanza il più buia possibile e con un silenzio quasi totale assoluto, cosicchè possa capire la differenza tra la notte e il giorno”.

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Comportamenti diversi a seconda del momento della giornata
“Il mantenere, da parte dei genitori, dei comportamenti differenziati a seconda delle varie ore della giornata, asseconda e favorisce la formazione di questo ciclo biologico. Il genitore, nell’affrontare la questione dei ritmi sonno - veglia del neonato, deve avere sempre presente che i comportamenti che assume con il bimbo danno a lui le indicazioni su come si vive in questa realtà. Il piccolo, di conseguenza, cercherà di adattarsi per trovare il suo equilibrio di benessere”.

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Attenzione però ai comportamenti fraintendibili
“Il genitore che vuole aiutare il piccolo a imparare a dormire la notte deve proporre comportamenti il più possibile semplici, chiari e coerenti.Se i genitori desiderano che il loro piccolo assuma buone abitudini riguardo al sonno, devono evitare che vi sia una differenza tra il luogo dove il bambino si addormenta (ad esempio in poltrona, nel lettone o in braccio) e dove il bambino dorme. Questa abitudine sbagliata genera un disorientamento nel neonato creando disturbi del sonno”.

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Viva le abitudini
“Noi adulti amiamo le abitudini negli atti-pilastro della giornata: perchè non dovrebbe essere così anche per i bambini? Bisogna abituare il neonato a dormire nella sua culla, o comunque definire un rituale e replicarlo sempre. I genitori devono sempre ricordarsi che i piccoli sono nuovi in questo mondo e che qualsiasi abitudine, anche la più semplice, va impressa con calma, tenerezza e pazienza”.

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Scegliere il luogo dove farlo dormire la notte
“Per ottenere che il neonato dorma per bene a lungo durante la notte, l’ideale è scegliere un luogo preciso (il suo lettino) e mantenere sempre questa regola”.

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Rituale della nanna
“Per aiutare il bambino a riposare per bene durante la notte e non avere frequenti risvegli, è molto importante creare un piccolo e personale rituale (a seconda dei gusti di ogni genitore): coccolare, abbracciare e cantare una ninna nanna aiutano il piccolo a capire che quello è il momento che lo condurrà al sonno”.

Perché il neonato non dorme? Perché in realtà ha un "ritmo diverso"
“Dire che 'il bambino non dorme' significa che il neonato non riposa negli orari in cui solitamente dormiamo noi adulti, ossia la notte. Si tratta con pazienza di far allineare il bimbo ai ritmi di mamma e papà”.
PERCHE' NON HA IL NOSTRO RITMO? Gli ormoni specifici
“Nei primi mesi il neonato non ha il ritmo del sonno e della veglia, che negli adulti viene regolato da cortisolo al mattino (l’ormone del giorno) e alla sera dalla melatonina (l’ormone della notte)”.
Come si formano
“Questi specifici ormoni si formano nel nostro corpo in seguito all’alternanza ciclica dell’esposizione alla luce e al buio: un bambino appena nato, venendo da una situazione di buio come l’utero materno, non li ha ancora sviluppati”.
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