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Rituali per bambini della nanna, i consigli per un sonno sereno di bimbi e genitori

di Luisa Perego - 28.05.2024 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
"Quando fai la nanna?" I consigli del pediatra Alberto Ferrando su quali strategie – rituali della buonanotte adottare per garantire a bambini (e relativi genitori) un riposo di qualità

In questo articolo

Figlio mio, quando ti addormenti? Perché ci metti così tanto? Perché ti risvegli sempre? Il momento dell'addormentamento può essere per le mamme e i papà un momento davvero delicato e, talvolta, potrebbe essere necessario mettere in campo vere e proprie "strategie" per abituare il bambino ad addormentarsi.

Quando iniziare la routine della nanna?

Quali sono le migliori strategie?

Cosa, invece, non occorre fare?

Come comportarsi con i risvegli notturni?

In occasione della Giornata mondiale dei genitori (1 giugno) le risposte date dal pediatra Alberto Ferrando e contenute in parte nel volume "Il libro della nanna" (Edizioni Lswr) e in parte dato in esclusiva solo per i lettori e le lettrici di nostrofiglio.it. Perché prima di tutto, è importante sapere come funziona il sonno del bambino, sui rituali dei bambini della nanna, quali sono le peculiarità del sonno e cosa occorre fare per garantirgli un riposo di qualità in ogni fase della sua crescita.

Quando iniziare la routine della nanna?

La particolarità del sonno dei bambini

Una premessa: per avviare una routine del sonno efficace, è essenziale comprendere alcune caratteristiche del sonno dei bambini. Risvegli brevi durante la notte sono del tutto normali e non necessariamente indicano che il bambino ha bisogno di qualcosa come cibo o acqua. Spesso, il bambino ha solo bisogno di riaddormentarsi e non è affamato o assetato. Tuttavia, è importante escludere questi bisogni per essere certi che il pianto non sia dovuto a una necessità reale.

Un aspetto fondamentale per un sonno regolare è evitare che il bambino associ il dormire al succhiare.

Dopo i primi mesi di vita. Se il bambino si addormenta sempre con il biberon, il ciuccio o al seno, può sviluppare questa associazione che diventa, nel tempo, una abitudine. È consigliabile quindi che il bambino ciucci fino a quando sta per addormentarsi ma non è ancora completamente addormentato.

Se il bambino protesta, ridategli il ciuccio o il biberon per qualche minuto, poi allontanatelo nuovamente. Il bambino deve imparare ad addormentarsi "con i suoi mezzi" senza nulla in bocca.

Un'altra pratica importante è mettere, sempre dopo i primi mesi di vita,  il bambino nel suo lettino quando è assonnato ma non completamente addormentato. Questo aiuta il bambino ad abituarsi al proprio letto come luogo di sonno. Se protesta, cullatelo, accarezzatelo o riprendete la routine iniziale di offrirgli il seno, il biberon o il ciuccio, ripetendo il processo dopo qualche minuto se necessario.

Routine prima della nanna

Creare una routine pre-nanna è essenziale per segnalare al bambino che è arrivato il momento di dormire. Questa routine dovrebbe iniziare almeno 30 minuti prima del momento della nanna e dovrebbe includere una serie di attività rilassanti che si ripetono ogni sera, anche nei giorni prefestivi e festivi. Esempi di routine includono:

  1. Bagnetto – Un bagnetto caldo può rilassare il bambino e segnala che è quasi ora di dormire.
  2. Cambio del pannolino, pigiama
  3. Lavaggio dei denti fin dalla eruzione dei primi dentini
  4. Massaggio con olio per bambini (infant massage) – Un massaggio dolce può aiutare a calmare il bambino.
  5. Lettura e/o canto di una ninna nanna – Dal sesto mese (e anche prima), leggere un libro ad alta voce 
  6. Spegnere la luce – Creare un ambiente buio aiuta il bambino a capire che è il momento di dormire. Quando il bambino è più grande e sviluppa una paura per il buio è concessa una piccola luce per la nanna.
  7. Dopo i primi mesi di vita offrire al bimbo un gioco o un pupazzo della nanna che lo accompagni nel passaggio dal giorno alla notte. Il pupazzo aiuta i piccoli a staccarsi dal giorno ed entrare nel mondo della notte. I bambini possono cambiarlo ogni sera o tenere sempre lo stesso.

Distinguere subito il giorno dalla notte

Un neonato dorme circa 16-18 ore al giorno, distribuite in sei o sette intervalli.

Per aiutarlo a distinguere il giorno dalla notte:

  • Durante il giorno farlo dormire in una stanza illuminata con i normali rumori della casa. Non farlo dormire nel lettino in camera.
  • Durante la notte metterlo in un ambiente buio e silenzioso senza luci forti o persone che parlano
  • Allattamento notturno:  mantenere il silenzio e  cercare di evitare ninne nanne durante la notte. Non è necessario parlare o cantare nel cuore della notte.

Pisolini diurni

Evitare pisolini troppo lunghi durante il giorno, poiché possono interferire con il sonno notturno. Se il bambino dorme più di tre ore di seguito di giorno, è più probabile che si svegli durante la notte.

Imparare a riconoscere i segnali di sonno

Riconoscere i segnali di sonno del bambino è fondamentale. Questi segnali variano da bambino a bambino, ma possono includere:

  • Rallentamento dei movimenti
  • Diventare più silenzioso o irritabile
  • Strofinarsi gli occhi
  • Sbadigliare

Comfort per il sonno: curare l'ambiente

Assicurati che il bambino sia comodo nel suo ambiente di sonno. Ecco alcuni consigli:

  1. Alcuni bambini dormono meglio se avvolti in una fascia.
  2. Una culla più piccola o una cesta può essere più confortevole rispetto a un grande lettino.
  3. Utilizzare CD con rumori bianchi o il battito cardiaco materno.
  4. Posizionare oggetti che hanno l'odore dei genitori vicino al bambino.
  5. Assicurarsi che il lettino sia caldo.

Consigli per mamma e papà

  1. Accettare i risvegli notturni come normali nei primi mesi. Anche 4-5 ore di sonno continuo sono già un successo.
  2. Rendere piacevole l'area di allattamento notturno. Sedersi comode con le gambe appoggiate e un tavolino vicino.
  3. Tenere tutto l'occorrente a portata di mano se si allatta con il biberon.
  4. Nei primi mesi, organizzare le giornate in base alle esigenze del bambino.

Quante ore di sonno deve dormire un bambino?

La quantità di sonno necessaria varia con l'età del bambino.

Ecco una tabella con pisolini e sonno notturno.

Età N° pisolini diurni Ore pisolini diurni Ore sonno notturno Ore totali di sonno
1 mese 3 6-7 8-10 15-16
3 mesi 3 5-6 10-11 15
6 mesi 2 3-4 10-11 14-15
9 mesi 2 2½-4 11-12 14
12 mesi 1-2 2-3 11½-12 13-14
2 anni 1 1-2 11-12 13
3 anni 1 1-1½ 11 12
4 anni 0 0 11½ 11½               
5 anni 0 0 11 11

Consigli per bambini da 4 mesi a 2 anni

  1. Evitare che il bambino si addormenti mangiando. Allattare solo se si è certi che abbia fame.
  2. Controllare la temperatura della stanza e l'abbigliamento del bambino.
  3. Far dormire il bambino sempre alla stessa ora, sia di giorno che di notte.
  4. Valutare ogni sera se è il caso di fare il bagnetto o leggere un libro.
  5. Non far addormentare il bambino con il biberon in bocca.

Consigli finali in sintesi

  1. Adottare una routine e riconoscere i segni di stanchezza.
  2. Non farlo addormentare mangiando.
  3. Farlo addormentare nel lettino con i propri mezzi.
  4. Distinguere tra i rumori del sonno e della veglia.
  5. Se si risveglia, consolarlo senza prenderlo in braccio.
  6. Interpretare la causa del pianto e rispondere con carezze e presenza.
  7. Queste fasi non sono rigide; osservate le reazioni del bambino e seguite il vostro istinto.

Quando iniziare la routine del sonno?

Per un bambino nato a termine, si può iniziare ad introdurre una routine del sonno intorno ai 2 mesi di vita, quando l'allattamento è ben avviato e il bambino inizia a rispondere con il sorriso sociale.

L'importanza della lettura di un libro fin dai primi mesi

La lettura ad alta voce fin dai primi mesi di vita è un rituale che porta numerosi benefici. È dimostrato che leggere ai bambini sviluppa l'immaginazione e migliora le capacità espressive. La lettura deve essere parte della routine serale, creando un momento speciale tra genitore e bambino. Ecco alcuni consigli per la lettura:

  •  Dalla nascita ai 3-4 mesi: i bambini sono più attratti dai suoni della voce umana, quindi scegli libri con ninne nanne e filastrocche.
  • Dai 6 ai 12 mesi: proporre libri piccoli, robusti e maneggevoli. Devono essere adatti all'esplorazione tattile e orale.
  • Dai 12 ai 24 mesi: libri con grandi illustrazioni colorate e storie semplici che ripropongono i momenti cruciali della giornata.

La lettura deve essere piacevole anche per i genitori, poiché trasmettere il piacere della lettura è fondamentale.

La bibliografia di "Nati per Leggere" offre una vasta gamma di libri adatti all'età dei bambini.

Perché il rituale della nanna è importante?

Sin da piccoli i bambini si abituano alle routine, anzi ne hanno bisogno, per cui la ripetizione quotidiana di gesti e azioni costituisce per loro una necessità primaria che infonde sicurezza e tranquillità.

Quindi, per abituarlo al "distacco" e ad apprezzare il momento del sonno, è fondamentale che con il loro atteggiamento i genitori trasmettano sicurezza, tranquillità e ripetitività dei gesti.

Il rituale della buonanotte deve rappresentare per il bambino un momento rilassante e confortevole.
Il rituale 
può consistere in piccole attività preparatorie al sonno che mamma e/o papà fanno insieme al loro bambino, quali un bagnetto rilassante se il bimbo lo gradisce, un massaggio, far indossare il pigiamino, oppure la lettura di un libro o l'ascolto della musica che il bambino possa associare alla nanna.

Quali errori non commettere?

Un errore abbastanza frequente fra i genitori è di modificare le routine quando non ottengono risultati in breve tempo. Ogni bambino è diverso. C'è chi si abitua subito a un rituale e chi ha bisogno di più tempo. Cambiare abitudini può generare, in alcuni bambini, insicurezza e può alterare il loro rapporto con il sonno.

Esempi di rituali della nanna

Rituale 1 - Lettura di un libro

È uno dei rituali del sonno più utili e validi. La lettura ad alta voce va inserita nell'ambito del rituale della buonanotte, scegliendo quando e dove farlo in modo abbastanza regolare (seppure senza rigidità): per esempio, prima o

dopo il bagnetto, la pappa o altre attività inserite nella routine pre-nanna. In questo modo il bambino saprà quando aspettarsi questo momento e proverà piacere nel vedere confermate le proprie aspettative e si potrà preparare alla nanna in modo più sereno.

È bene che la lettura diventi un appuntamento fisso, un rituale anche di pochi minuti, che il bambino aspetta e desidera. Quando sarà diventata un'abitudine, sarà di conforto anche in momenti critici come in caso di malattia.

Rituale 2 - Ascolto della musica

Musica e canto favoriscono il relax e quindi anche il sonno. Una melodia calma e gradita contribuisce ad abbassare i livelli di cortisolo (detto anche ormone dello stress) e alza quelli delle endorfine, gli oppiacei naturali del cervello. Lo stesso accade quando la mamma, o il papà, cantano al loro bambino.

Rituale 3 – Bagnetto

Il bagno ha un effetto rilassante, quindi si consiglia di fare il bagnetto alla sera perché si tratta di un momento di relax che offre al bambino la possibilità di scrollarsi di dosso il peso della giornata, di sentirsi coccolato, riscaldato, amato e di prepararsi per la nanna. Alcuni bambini, però, con il bagnetto si esaltano e invece di addormentarsi si ricaricano. In questo caso il bagnetto andrà fatto durante la giornata.

Per i neonati il bagnetto dovrebbe durare pochi minuti all'inizio e, gradualmente, più a lungo, senza superare i 10-15 minuti (per quanto gli piaccia l'acqua, non è un pesciolino); l'importante è mantenere sempre costante la temperatura dell'acqua del bagnetto, sui 37 °C.

Rituale 4 - Oggetti transizionali

A partire dai 4-5 mesi circa, per superare l'angoscia del distacco molti bambini scelgono un oggetto da cui trarre conforto, rassicurazione, protezione. Può essere un orsacchiotto, una coperta, un indumento della mamma, un succhiotto ecc.

L'oggetto transizionale è una qualunque cosa dalla cui presenza il bambino trae contenimento e affetto, aiutandolo a gestire i momenti di separazione/solitudine.

L'oggetto esterno che il bambino adotta è il suo primo possesso, il bambino lo ha scelto e gli appartiene.

Non bisogna forzare

il bambino ad abbandonare il suo oggetto preferito, né provare a sceglierglielo o cambiarglielo. Proprio per il fatto di essere "transizionale", la sua presenza avrà senso solo durante una fase della vita del bambino, terminata la quale perderà il suo significato così forte e profondo.

Come comportarsi con i risvegli notturni? E cosa sono le “sleep regression”?

I risvegli notturni dei bambini rappresentano uno degli aspetti più impegnativi della vita da neogenitori.

Se parliamo di neonati i risvegli notturni sono assolutamente la norma e sono dovuti alla fisiologia stessa del loro sonno: i piccolini entrano ed escono rapidamente dalla fase REM (quella dei sogni), passano spesso dal sonno leggero a quello pesante, e in questi passaggi il sonno può essere disturbato, inframmezzato da pianti e lamenti. Può capitare che in una sola notte il neonato, sino a 4 mesi di vita, si svegli  più volte a notte.

Questi risvegli non sono dovuti a cattive abitudini che possono dare i genitori ai loro figli, né a particolari difficoltà del bambino ma sono fisiologici in alcuni, ahimè, sino ai 3 anni di età. Infatti, circa il 30% dei bambini ha risvegli notturni e questa percentuale sembra essere aumentata negli ultimi decenni.

La prevalenza dei disturbi di inizio e mantenimento del sonno è molto elevata nei primi anni di vita e tende a diminuire con l'età. Nei primi anni, infatti, il cervello dei bambini è ancora in formazione e lo è quindi anche il ciclo del sonno: non si tratta quindi di veri disturbi del sonno, ma è il tempo fisiologico che i bambini richiedono affinché la maturazione neurologica e l'alternanza sonno-veglia consenta loro di raggiungere una struttura del sonno più stabile, come per l'adulto. Può succedere che un bimbo, senza particolari problemi di sonno fino a una certa età, diventi noioso e insonne e si risvegli più frequentemente di notte per ricercare la presenza dell'adulto di riferimento.

Si hanno quindi delle regressioni del sonno perché "si torna indietro" a uno stato più vicino a quello neonatale. A noi adulti capita di svegliarci durante la notte tra un ciclo di sonno e l'altro, spesso non ce ne accorgiamo e non ne abbiamo ricordo al risveglio. Ai bambini accade la stessa cosa, ma con maggiore frequenza (i loro cicli sono più brevi, dunque si parla di "micro-risvegli"); talvolta non riescono a riaddormentarsi da soli e quindi hanno necessità di mamma o papà per essere aiutati e, per richiedere il loro aiuto, piangono.

 Ci sono tipi di bambini che sembrano più inclini ai risvegli notturni:

  • ​il bambino molto attivo e pieno di interessi che, preso dall'eccitamento di apprendere sempre cose nuove, non riesce a fermarsi e i suoi risvegli altro non sono che la conseguenza di un intenso impegno richiesto da una nuova conquista che riesce a fare;
  • ​il bambino con scarso consumo motorio che durante il giorno non consuma molte energie e quindi non si stanca a sufficienza da dormire profondamente la notte. Si tratta di bambini tranquilli, svegli, attenti ma non particolarmente attivi;
  • ​il bambino sensibile che si innervosisce con facilità.

Quando si presentano nuove situazioni potrebbe manifestare delle regressioni nel comportamento sia di giorno sia di notte.

Tra gli stimoli che possono provocare i risvegli nelle fasi di vulnerabilità ci sono anche le paure, ansie o altre fatiche emotive che il bambino può aver vissuto nell'arco della giornata e che si riattivano di notte.

Cosa fare? È estremamente difficile adottare delle tecniche perché ogni bambino e ogni genitore hanno un diverso modo di comportarsi al momento dell'addormentamento e dei risvegli notturni. Che cosa rivela il sondaggio Dai dati del sondaggio (ottenuti da un'indagine personale su genitori di 1815 bambini sul tema del sonno) emerge che la percentuale di bambini che si risvegliano meno aumenta notevolmente dalla nascita al 1° anno di vita.

Infatti, sotto ai 3 mesi, riposa 4 ore o più il 26% dei bambini.

Tale percentuale sale al 58% tra i 3 e i 6 mesi e al 74% tra i 6 e i 12 mesi.

La percentuale di bambini che si sveglia ogni ora diminuisce dal 13% nei primi 3 mesi, al 6% tra i 3 e i 6 mesi e al 4% tra i 6 e i 12 mesi. In genere la durata del sonno è più prolungata nei bambini alimentati artificialmente rispetto ai bambini alimentati con latte materno, soprattutto nei primi mesi di vita.

La sleep regression

Nel caso in cui l'incidenza dei risvegli tra un ciclo di sonno e l'altro aumenti  o compaiono risvegli in un bambino che precedentemente dormiva si parla di "sleep regression", un fenomeno che si verifica più frequentemente in alcuni bambini più soggetti a risvegliarsi di notte, in quanto più reattivi agli stimoli interni ed esterni, a seguito di:

  • ​aumento dell'autonomia (quando, per esempio, il bambino inizia a gattonare o a camminare, e in generale progredisce nello sviluppo psicomotorio);
  • ​piccoli disturbi legati a coliche, dentini, otite o a un'alimentazione non adeguata, o abbondante, o poco digeribile, oppure insufficiente;
  • ​eventi stressanti come:
    - la separazione dalla madre dovuta alla ripresa dell'attività lavorativa (se il piccolo non ha frequentato altre figure familiari potrebbe fare fatica a distaccarsi e ha necessità di elaborare l'assenza della mamma, senza sentirsi respinto o trascurato);
    - la nascita di fratelli o sorelle (il bimbo potrebbe essere geloso per la diminuzione di attenzioni);
    – l'inizio del nido senza un graduale ambientamento;
  • ​situazioni ambientali: talvolta l'elevata temperatura della stanza, i rumori o la luminosità possono incidere sul sonno del bambino, oppure la paura del buio quando è più grandicello;
  • ​situazioni emotive: il trasferimento in un'altra casa oppure in un'altra città, per cui il bambino deve ricostruire nuovamente una stabilità emotiva.

Intorno ai 4 mesi il cervello del bambino matura e i suoi schemi di sonno cambiano, diventando più simili a quelli dell'adulto.

Per questo la regressione del sonno a partire dall'età dei 4 mesi è frequente e naturale e fa parte dello sviluppo fisiologico del bambino, proprio come imparare a camminare. Non è da considerarsi una fase regressiva, bensì un passo avanti che il bimbo fa crescendo e andando incontro a momenti di cambiamento. Durante questi periodi, il bambino inizia a dormire di meno, sia di notte sia di giorno, è più agitato, si sveglia molte volte e fatica a riaddormentarsi: insomma, modifica le abitudini che sembravano consolidate.

Abbiamo delle regressioni del sonno a 4 mesi e in altre età: 9, 12, 18 mesi e 2 anni.

Tutte queste altre regressioni del sonno passano, generalmente, in poche settimane e il sonno del bimbo ritorna normale.

Età di comparsa

  • ​4 mesi: quando i cicli del sonno del bambino iniziano ad assimilarsi a quelli degli adulti. La regressione dura tipicamente 2-3 settimane;
  • ​9 mesi: quando il bambino impara a rotolare e gattonare. La regressione può durare 4-6 settimane, con molti risvegli notturni in cui il bimbo piange. Per molti genitori questa è la regressione più lunga e più dura;
  • ​12/13 mesi: regressione caratterizzata dal rifiuto del riposino e difficoltà di addormentamento. Può variare da pochi giorni a settimane. I bimbi a volte rifiutano il riposino pomeridiano e sono nervosi alla sera;
  • ​18 mesi: i bambini iniziano a padroneggiare il linguaggio e ad acquisire nuove abilità motorie e il sonno potrebbe essere ancora disturbato. Di nuovo potrebbero rifiutare il riposino pomeridiano ed essere molto esigenti durante il giorno;
  • ​24 mesi: i piccoli di questa età cercano di combattere contro il sonno e possono provare molte tattiche per evitare di andare a dormire. Questo potrebbe voler dire stare svegli di notte e impiegare ore per riaddormentarsi.

Cosa fare? Innanzitutto si deve conoscere l'esistenza delle sleep regression ed essere consapevoli che si possono presentare.

Il comportamento da adottare è quello di:

  • ​accettare che nei primi mesi di vita il bambino possa svegliare i genitori. Non si tratta di un capriccio, né di un errore da parte di mamma e papà: il sonno del bambino richiede tempo per autoregolarsi;
  • ​continuare ad aiutare il bambino ad addormentarsi nel modo in cui si è addormentato fino a quel momento, cercando di rimanere fedeli alle abitudini e ai riti, per quanto possibile, specialmente intorno all'ora della nanna;
  • ​aumentare i riposini diurni del bambino, sia di frequenza sia di durata, per cercare di farlo riposare il più possibile, quando di notte non riposa bene, ma evitare i sonnellini nella seconda parte del pomeriggio.

Se si addormentasse svegliatelo dopo 30-60 minuti per evitare che il troppo sonno diurno possa avere effetti negativi sul sonno notturno;

  • ​trascorrere del tempo con il bimbo se possibile nella quotidianità: più il bimbo passerà del tempo con mamma e papà durante il giorno, più sarà appagato sotto questo punto di vista e meno soffrirà il "distacco" dovuto all'addormentamento.

È necessario avere molta pazienza nei giorni in cui il piccolo è nervoso ed esigente; per i genitori potrebbe essere auspicabile farsi aiutare dai nonni o da una tata.

Quando si sveglia di notte piangendo, come ci si deve comportare?

Non bisogna accorrere subito ma, a meno che il pianto non sia proprio disperato, aspettare qualche minuto poiché, spesso, il bambino si riaddormenta da solo.

A volte piange o fa rumori nel sonno, ma non è sveglio.

Se il pianto prosegue è necessario capirne la causa: fame, fastidio da pannolino sporco, da caldo o freddo o altro. Se tutto va bene e si può ipotizzare che il risveglio non dipenda da nulla di particolare, consiglio di accarezzarlo un po', per fargli sentire che non è solo, senza prenderlo in braccio e senza offrirgli automaticamente il latte (a meno che non abbia pochi mesi e sia trascorso un giusto intervallo dall'ultima poppata).

Sull'autore e sul libro

Alberto Ferrando, Pediatra, Presidente dell'Associazione Pediatri della Liguria, è autore e coautore di oltre 100 pubblicazioni e testi scientifici. Blogger, opinionista ed editorialista sui temi della pediatria e della famiglia, è già autore per Edizioni LSWR dei bestseller "Come crescere mio figlio", "Primo soccorso pediatrico" e "Come nutrire mio figlio".

È autore del seguitissimo blog www.ferrandoalberto.blogspot.it.

Il libro
Il libro della nanna, Edizioni Lswr
16.90 euro, 272 pagine, isbn  9788868957391

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