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Room sharing, cos’è e come funziona

di Simona Bianchi - 20.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il room sharing è la condivisione della stessa stanza, pratica consigliata dai medici dell’American Academy of Pediatrics: i benefici

In questo articolo

Room sharing: cosa sapere

Il room sharing è la pratica dei genitori di condividere la stessa stanza con il neonato. Far dormire il proprio bambino con mamma e papà è considerato sicuro e un metodo pieno di benefici. A differenza del room-sharing, il bed-sharing invece non è una buona abitudine. Accogliere il neonato nel lettone per proteggerlo e dargli attenzione nelle ore notturne, in realtà lo espone a molti rischi. L'American Academy of Pediatrics, la prestigiosa Accademia americana dei pediatri, segnala che i bambini che dormono nello stesso letto con mamma e papà corrono dei pericoli quali: soffocamento, surriscaldamento, ostruzione delle vie aeree e rebreathing, tutti fattori che concorrono ad aumentare le possibilità di SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), la morte improvvisa che colpisce i lattanti nei primissimi mesi di vita. Il room-sharing, invece, prevede che il piccolo dorma in una culla posta vicina al letto dei genitori, quanto più possibile accanto alla mamma.

Room sharing: cosa ne pensano i medici

Il room sharing è consigliato dai medici dell'American Academy of Pediatrics e il suggerimento è stato ripreso anche dal National Institute of Child Health and Human Development e condiviso da molti pediatri italiani. Secondo gli specialisti, il neonato dovrebbe dormire per il primo anno di vita nella stanza dei genitori, ma in un lettino a parte. Viene invece sconsigliato il bed sharing, ovvero condividere il letto con il neonato. Su questa pratica i dottori si dividono tra chi sostiene non ci siano ancora evidenze della pericolosità e chi afferma sia una delle principali cause di Sids, il fenomeno della morte in culla.

Room sharing: i benefici per genitori e bambino

I benefici del room sharing riguardano la comodità, la sicurezza e il benessere psicologico del bambino. Nello specifico:

  • Comodità, perché la mamma non ha più bisogno di alzarsi e andare in un'altra stanza a ogni risveglio del piccolo (anche per l'allattamento) dato che ce l'ha a portata di braccia
  • Sicurezza, perché il neonato dorme accanto ai genitori ma senza correre il rischio di soffocamento e surriscaldamento come nel bed sharing
  • Benessere psicologico del bambino, che si sente accudito e protetto e tenderà ad acquisire i ritmi biologici dei genitori

Riguardo a come preparare una culla che permetta al proprio figlio di riposare nella miglior maniera possibile, si consiglia di adagiarlo in posizione supina, preferibilmente su una superficie piatta e rigida.

Andrebbero quindi evitate trapunte voluminose, piumini, cuscini ingombranti e animali di pezza. Bisognerebbe fare attenzione affinché la coperta non copra il volto del piccolo e che non ci siano spazi tra materasso e testiera del letto.

Cos’è il bed sharing e cosa ne pensano gli specialisti

Come già detto, il bed sharing è la pratica di far dormire il neonato nello stesso letto insieme ai genitori. Uno studio pubblicato su Acta Pediatrica ha valutato tramite un questionario l'atteggiamento di 870 neomamme. Il risultato è stato che il 28% del campione, più di una donna su quattro, praticavano il sonno condiviso. Uno studio dell'Università di Bristol ha sottolineato che il bed sharing diventa pericoloso per neonati e lattanti solo se sono presenti altri fattori di rischio aggiuntivi per la SIDS come prematurità o basso peso alla nascita del bambino, obesità della madre, consumo di alcol in gravidanza, fumo in gravidanza, genitori che fumano o fanno uso di alcol, di droghe o di farmaci che riducono la vigilanza. In tutti i questi casi il bed sharing è fortemente sconsigliato. Nell'opuscolo Caring for Your baby at night, l'UNICEF UK dà alcune indicazioni su come far dormire al meglio il bambino.

  • Bisogna fare molta attenzione che le lenzula non coprano la testa del bambino
  • Se possibile, preferire culle sidecar, culle aperte su un lato che si agganciano al lettone, in modo che il bambino sia vicino alla mamma ma di fatto abbia un suo spazio separato, al riparo da cuscini, coperte, braccia e spalle dei genitori

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