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Sos tata, interviene il Garante per l'infanzia

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25 Settembre 2013
Dopo il caso segnalato dall’Associazione culturale pediatri (più altre associazioni), arriva la strigliata di Vincenzo Spadafora: "Ho visto telecamere che indugiano a lungo sul pianto disperato di un bambino, contesti familiari messi a nudo dalle ingerenze di trasmissioni televisive che spesso non dimostrano sufficiente attenzione verso i bambini e gli adolescenti"
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La risposta sul caso Sos tata da parte del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza non si è fatta attendere. Due giorni dopo la lettera aperta dell'Associazione culturale pediatri, che accusava la celebre trasmissione di tate in onda su La7 di essere diseducativa sui metodi della nanna e non rispettosa dei diritti dei minori, è già arrivata la strigliata di Vincenzo Spadafora, titolare dell'autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza. Nel mirino è finita la puntata di sabato 14 settembre, considerata troppo 'cruda'. LEGGI ANCHE LA DIFESA DI TATA LUCIA RILASCIATA A NOSTROFIGLIO.IT

"Ho visto telecamere che indugiano a lungo sul pianto disperato di un bambino, contesti familiari messi a nudo dalle ingerenze di trasmissioni televisive che spesso non dimostrano sufficiente attenzione verso i bambini e gli adolescenti".

"Le scene che mi sono state segnalate da alcune associazioni non sono che l'ennesimo episodio di un modo di fare televisione spesso poco attento al rispetto dei principi sanciti dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, poi ribaditi da diversi codici deontologici sottoscritti dal mondo dell'informazione, come la Carta di Treviso e il Codice di autoregolamentazione tivù e minori", ha commentato il garante.

"Invito i responsabili di La7 e della società Magnolia, produttori della trasmissione, ma più in generale tutto il mondo dell'informazione e dell'intrattenimento, al rispetto dei principi che loro stessi hanno sottoscritto, primo fra tutti quello che vincola la partecipazione dei minorenni alle trasmissioni televisive al massimo rispetto della loro persona, evitando che siano coinvolti in forme di comunicazione lesive dello sviluppo armonico della loro personalità", ha detto il Garante.

"Il coinvolgimento di professionalità specifiche che di volta in volta supervisionino il contenuto delle trasmissioni prima che queste vadano in onda, in questo senso, è fondamentale".

Come per tutte le questioni che riguardano i bambini e gli adolescenti - conclude Spadafora - "sono pronto ad aprire tavoli di dialogo e di confronto, a ricevere suggerimenti e ad ascoltare, perché soltanto lavorando in rete riusciremo a ottenere risultati concreti. I media, in questo senso, rivestono un ruolo fondamentale".

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