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Neonato agita gambe e braccia: come interpretarlo?

di Niccolò De Rosa - 20.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il neonato agita gambe e braccia: bisogna preoccuparsi? Perché il neonato agita braccia e gambe o piange mentre mangia. Interpretare il linguaggio del corpo

In questo articolo

Neonato agita gambe e braccia

Il comportamento dei neonati è spesso appare sempre di difficile interpretazione. Il brivido comunica sempre un disagio fisico? I movimenti frequenti indicano la presenza di un malessere? Vediamo di fare un po' di chiarezza se il neonato agita gambe e braccia.

I movimenti del neonato

Per almeno il primo anno di vita, il corpo non solo rappresenta il principale mezzo di comunicazione del bimbo, ma è anche lo strumento grazie al quale comincia ad esplorare il mondo. Una certa "irrequietezza" è dunque più che normale in questo momento dell'infanzia: il piccolo è investitato da un'ondata di stimoli esterni e, quando non dorme, non perde occasione per prendere confidenza con tutto ciò che lo circonda.

Non solo, proprio tutti questi stimoli portano i piccoli a rispondere con riflessi automatici (i cosiddetti riflessi arcaici) provocati dall'istinto neonatale e che dunque fanno agire i bimbi in modi che agli occhi di un adulto inesperto potrebbero apparire bizzarri. Appoggiando un dito nella manina del neonato, ad esempio, noteremo come il piccolo sia istintivamente portato a stringerlo: è il riflesso di prensione. Sollecitando la guancia del bebé, invece, stimolermo il riflesso di suzione, che spingerà il piccolo a voltarsi con la bocca aperta, come se dovesse poppare dalla mammella.

Dunque, se il neonato agita gambe e braccia freneticamente (talvolta perfino con un po' di tremore), non è il caso di preoccuparsi: probabilmente sta solo cercando l'equilibrio perduto!

Neonato agita braccia e gambe piange

Se fino a ora abbiamo visto movimenti normali nel bambino, ovviamente il pianto può allarmarci. Un bambino che si agita molto e piange sta esprimendo un qualche malessere, può essere bagnato o sporco, può avere una colichetta. Con il tempo e l'esperienza iapreremo ad interpretare il suo linguaggio e a soddisfare le sue necessità.

Il linguaggio del corpo del neonato

Se il pianto è spesso - non sempre - un segnale di disagio (fame, sonno, pannolino sporco o malessere), molti movimenti dei neonati potrebbero essere interpetati con preoccupazione dai genitori, ma nella maggiranza dei casi non c'è nulla da temere.

Ecco dunque alcune delle azioni più frequenti che i piccoli compiono involontariamente e non devono destare allarmi particolari.

  • Sussulti a intervalli regolari con torace scosso da brevi tremiti: è un semplice singhiozzo. Passa da solo o si può trattarlo somministrando qualche goccia d'acqua tiepida.
  • Il bimbo succhia a vuoto di notte o lontano dal momento della poppata: è il già citato riflesso di suzione, non è un chiaro segnale di appetito.
  • Braccia allargate di scatto e testina girata di lato: è la manifestazione del riflesso di Moro, un altro riflesso automatico scatenato da rumori improvvisi, cambiamenti repentini della posizione del bebé (es: da pancia in giù a posizione supina) o perdita d'equilibrio.
  • Graffi sulle guance: non è autolesionismo, ma un semplice effetto collaterale della combinazione tra unghiette troppo lunghe e l'istinto di toccarsi frequentemente il volto con le manine.
  • Brividi a contatto con l'acqua non accompagnati da pianto: vuol dire che il piccolo gradisce il contatto con l'acqua.

Fonti

Revisionato da Francesca Capriati

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