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Neonato montessori 3 - 6 mesi: le attività

di Stefano Padoan - 12.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Neonato montessori 3 - 6 mesi: le attività adatte, lo sviluppo motorio, i periodi sensitivi. I consigli di due esperte

Attività Montessori per neonati da 3 a 6 mesi

Non tutti sanno che il Metodo Montessori si può applicare anche a casa e sui bambini appena nati: il modello montessoriano infatti non è confinato all'ambiente scolastico, ma esistono modalità di utilizzo anche sui neonati. Simone Davies e Junnifa Uzodike, nel loro libro "Il bebè Montessori" (Il leone verde, 2021), ci consigliano molte attività montessoriane adatte dai 3 ai 6 mesi.

In questo articolo

L’approccio Montessori ai neonati

Il Metodo Montessori è un approccio didattico, ma non si limita al concetto tradizionale di educazione che prevede che l'adulto insegni al bambino. Si tratta bensì di una visione più ampia, che include tutte le attività e le esperienze che il piccolo ha modo di vivere, fin dai suoi primissimi giorni. La filosofia montessoriana punta a guidare il naturale sviluppo del bambino fino al raggiungimento del suo massimo potenziale. Dal momento che l'apprendimento inizia fin dalla nascita, questo approccio può essere applicato anche sui neonati e presuppone alcuni atteggiamenti generali:

  • Invece di pensare che non sono in grado di capire, dite loro cosa sta succedendo e trattateli con rispetto. Non usate un linguaggio infantile privo di senso, ma iniziate fin da subito a instaurare una relazione autentica con delle vere e proprie conversazioni.
  • Invece di sollevarli bruscamente da dietro per cambiarli o interromperli nei loro giochi, fatevi vedere, chiedete loro se potete prenderli in braccio e date loro il tempo di rispondere.
  • Invece di dare a chiunque il permesso di toccarli e baciarli, chiedete loro il permesso.
  • Invece di iperstimolarli con mille giochi e accessori all'ultima moda, create per loro uno spazio semplice, bello e invitante da esplorare con solo una o due cose per volta.
  • Invece di vivere ogni momento con loro sempre di corsa, fermatevi, osservateli, trattateli con gentilezza, calma e attenzione. Quando piangono ad esempio non affrettatevi a distrarli, ma chiedete loro di cosa hanno bisogno; e non usate tv o tablet per la vostra comodità, ma fateli interagire con il mondo reale.

I Periodi sensitivi del Metodo Montessori da 3 a 6 mesi

Un periodo sensitivo è una fase in cui il bambino sviluppa un'attrazione o un interesse per una competenza/azione o verso l'apprendimento di una specifica abilità. Alcuni dei periodi sensitivi nell'infanzia sono:

  • Ordine. I bambini hanno bisogno di ordine sia dal punto di vista materiale che astratto. Un neonato che è sempre stato posto sul lato sinistro del lettino potrebbe reagire negativamente una volta accortosi di essere stato posto sul lato destro. Per il neonato un ambiente ordinato è importante, ma anche mantenere quanto più possibile invariati i procedimenti e le routine con cui ci prendiamo cura di lui. Usate anche elementi uditivi (come un suono o una canzone, sempre gli stessi) o olfattivi come punti di riferimento.
  • Movimento. I bambini nei primi dodici mesi attraversano varie fasi motorie, perfezionandole una alla volta. Per passare da una fase motoria all'altra serve molta pratica. Per aiutare il piccolo a sfruttare al massimo questo periodo, creiamo uno spazio in cui si possa muovere in sicurezza, con i suoi tempi.
  • Linguaggio. Fin dalla nascita l'essere umano ha bisogno di comunicare, per questo il neonato, anche se all'inizio fatichiamo a percepirlo, è molto concentrato sui suoni che emettiamo e che emette lui. Per aiutarlo, evitiamo frasi semplificate e parole inventate, ma invece diamo un nome a ogni oggetto con cui il bambino viene a contatto, spieghiamo al piccolo che cosa gli sta accadendo intorno e prestiamogli ascolto.
  • Mangiare cibi solidi. Si tratta del periodo in cui vengono introdotti i cibi solidi e il bambino inizia a comprendere come funziona il suo corpo, mostrando anche un crescente interesse verso quello che mangiano i genitori. È in questa stessa fase che il neonato inizia a mettere i denti e si può iniziare lo svezzamento.
  • Osservare immagini e piccoli oggetti. Fino ai tre anni il bambino mostra molto interesse per i dettagli e gli oggetti di piccola dimensione, che starebbe a guardare per ore. Proponiamogli delle immagini adatte alla sua età e lasciamogli il tempo di godersele. Portiamolo a fare delle passeggiate per dargli l'occasione di esplorare il mondo che lo circonda. Più avanti gli potremo anche regalare dei libri illustrati, ricchi di dettagli.

Lo sviluppo motorio del neonato 3-6 mesi

È importante notare che, anche se possiamo aiutare lo sviluppo e la qualità dell'attività motoria di nostro figlio, ogni bambino neurotipico segue un processo naturale che non può essere accelerato, ma solo rallentato. Il nostro fine non deve essere quello di mettere fretta al piccolo, ma al contrario permettergli di acquisire un controllo e una coordinazione sempre maggiori.

  • 3-4 mesi. Il bebè ha il controllo volontario delle proprie braccia allungandole.
  • 4-5 mesi. Come abilità grosso-motorie, il neonato quando si trova a pancia in giù (e quando si trova sulla schiena ma tirato su) tiene in alto la testa e la parte superiore del petto. Rotolando si sposta dalla posizione supina alla posizione prona e striscia lentamente. Tra le abilità fino-motorie, il bebè afferra intenzionalmente (quando prima lo faceva con riflesso involontario), manipola e batte le mani. Sviluppa la presa a rastrello per raccogliere le cose da terra, usando il proprio palmo e le dita.
  • 6 mesi. Le abilità grosso-motorie di questa età sono usare le mani per strisciare più in fretta, iniziare a reggersi sulle gambe e riuscire a sedersi con un po' di aiuto. Tra i movimenti fino-motori, riesce ad afferrare le cose, inizia ad avere una presa a pinza molto precisa senza usare il pollice e si sviluppa una maggior coordinazione oculo-manuale.

Cosa osservare da 3 ai 6 mesi:

  • Continuiamo a seguire i suggerimenti adatti alla fascia 0-3 mesi.
  • Facciamo attenzione alle sue spalle: riesce ad alzarle? Quando lo fa, cosa fanno le sue mani?
  • Come muove le braccia? Una alla volta o entrambe contemporaneamente?
  • Riflessi e movimenti volontari. Osserviamolo girarsi da prono a supino e viceversa. Quale posizione ha scoperto prima? In quale si mette più spesso? Si gira con intenzione o è un movimento spontaneo?
  • Facciamo attenzione alla sua posizione quando lasciamo la stanza e quando vi ritorniamo: il bambino si è spostato? Come? Verso cosa?
  • Notiamo qualche sviluppo nel suo modo di muoversi? Si sposta più in fretta? Utilizza anche le mani? E le ginocchia?
  • Quando si muove ha una destinazione o un obiettivo precisi? Riesce a raggiungerli? Cosa fa quando si ferma?
  • Facciamo attenzione alle sue mani quando afferra qualcosa: che parte della mano usa? Le dita? Il palmo? Il pollice? Quali dita e quale mano tende a usare?
  • Cosa fa dopo aver afferrato qualcosa? Come lascia la presa?

5 attività motorie Montessori da fare con il tuo neonato

Nei primi tre mesi forniamo al bambino delle attività che stimolino i suoi sensi della vista e dell'udito, a partire dal terzo mese, possiamo passare a quelle che ne sviluppano la presa e la percezione tattile.

  1. Le giostrine tattili. Se il bambino, all'inizio del terzo mese, allunga le braccia per toccare le giostrine visuali, è un buon momento per introdurre materiali da prendere e afferrare, a partire dalle giostrine tattili (create apposta per essere manipolate e anche messe in bocca). Migliorando la vista, inizierà ad acquisire il controllo della parte superiore del suo corpo. Scegliete materiali facili da afferrare, sicuri da mettere in bocca e che creino un suono piacevole quando vengono colpiti, così da ricompensare gli sforzi del bambino. Vogliamo che il bambino allunghi le braccia, afferri e tiri, per cui può essere utile fissare la giostrina a un elastico. All'inizio basta una semplice campanellina attaccata a un nastro, grossa come il pugno del bambino: agitando le braccia, colpirà la campanellina senza volerlo ma pian piano capirà che è lui a causare quel suono. L'anello di legno o metallo è invece più complesso da afferrare, ma la ricompensa sarà quella di poterlo mettere in bocca.
  2. Sonaglini. Il bambino potrà giocare da solo con un sonaglino soltanto dopo aver sviluppato la propria presa ed essere diventato in grado di strisciare o girarsi. Prima di questa fase probabilmente lo farebbe cadere e non sarebbe in grado di riprenderlo da solo. Possiamo offrirgli sonaglini che abbiano colori, forme, consistenze e pesi differenti, così da stimolarlo a usare le proprie mani in modo sempre nuovo anche nelle sensazioni tattili.
  3. Area per il movimento. Passare del tempo per terra continua a essere l'attività più semplice e più importante per sostenere lo sviluppo delle abilità grosso-motorie in questa fase (dai 3 ai 6 mesi). Il materassino viene posto vicino a uno specchio che permette al neonato di osservare i propri movimenti, volontari e involontari. Il tempo passato in questo spazio sicuro e privo di ostacoli aiuta il piccolo a rafforzare i muscoli e acquisirne il controllo. Se teniamo nostro sempre in braccio o ricorriamo spesso a soluzioni come altalene da porta e girelli, non avrà modo di acquisire il pieno controllo del proprio corpo. Mettetelo anche in posizione prona (pancia in giù) perché rafforza i muscoli addominali.
  4. Tirare calci. Offriamo al bambino delle attività che lo incoraggino a osservare i propri piedi e acquisire un maggior controllo dei movimenti delle gambe. Un modo semplice per farlo prevede di attaccare una giostrina tattile o una palla sopra ai piedi del bambino. Perfetta anche una pallina fatta di scampoli di stoffa, che il piccolo potrà anche rincorrere. Per attirare la sua attenzione, possiamo cucire ai suoi calzini qualcosa di interessante, come una campanellina, un bottone o un fiocco.
  5. Oggetto che rotola lentamente. Quando il bambino inizia a strisciare, offriamogli delle palline o dei sonagli che rotolino, ma non troppo in fretta e non troppo lontano. Questo genere di gioco lo incoraggia a muoversi e gli dona la soddisfazione di raggiungere un obiettivo, insegnandogli implicitamente che è in grado di fare le cose da solo. Il piccolo continuerà ad allungare le braccia fino ad afferrare il gioco. Piccoli traguardi come questo servono a incrementare la sua autostima, aiutandolo a fidarsi di se stesso e delle sue abilità. Anche mettere nell'area del movimento degli oggetti interessanti lo stimola a muoversi verso di loro.

Lo sviluppo linguistico del neonato 3-6 mesi

Tra i 3 e i 6 mesi il bambino:

  • 3-6 mesi. In tutto questo periodo potrebbe avere una reazione di fronte alle proprie pagine preferite, sorridendo o imitando le espressioni dei personaggi.
  • 4-5 mesi. Fa ginnastica vocale: sputacchia, urla, fa le pernacchie e produce i primi suoni vocalici. Gli serve per imparare a regolare la propria voce e comprendere i concetti di intonazione, tono e volume, oltre a coordinare diaframma, bocca, lingua e labbra. I suoi gridolini acquisiscono un ritmo. Noi adulti forse troveremo questa fase irritante, ma non durerà a lungo. Sforziamoci il più possibile di lasciar esercitare il bambino, invece di dirgli di smettere di gridare.
  • 5-6 mesi. Inizia ad introdurre suoni consonantici a quelli vocalici per creare così le prime sillabe: le prime di solito sono m, n, d e p e formano suoni come "na", "ma" o "ba". Anche per questo le prime parole sono "mamma", "nanna", "dada" e "papà", per la grande gioia dei genitori. Questo tipo di reazione farà sì che il bambino continui a ripetere questi suoni.

Cosa osservare da 3 ai 6 mesi:

  • I suoni che emette per comunicare: sono singoli o formati unendo diversi suoni?
  • Come reagisce ai diversi suoni?
  • Intensità, volume e durata del pianto
  • Linguaggio del corpo e sorrisi
  • Come si esprime e se crea contatto visivo durante le conversazioni
  • Come gli rispondiamo quando tenta di comunicare
  • Prestiamo attenzione alle prime parole che pronuncia volontariamente.
  • Se gli abbiamo insegnato la lingua dei segni, notiamo quando inizia a rispondere e a utilizzarla a propria volta.
  • Facciamo attenzione alle sue reazioni quando gli leggiamo un libro: cosa fa con gli occhi e con la bocca quando osserva la sua pagina preferita?

5 attività linguistiche Montessori da fare con il tuo neonato

  1. Scandite le parole e fatevi vedere in faccia. Quando il bambino raggiunge i 3-4 mesi d'età noteremo che presta molta più attenzione al nostro volto e alla nostra bocca, a volte anche fissandola mentre stiamo parlando. È come se si fosse appena reso conto che il suono che sente è prodotto dai movimenti delle labbra e cercasse di capire come funziona. Veniamogli incontro parlando lentamente e restando sempre all'interno del suo campo visivo, così che possa vedere la nostra faccia.
  2. Giocate alle imitazioni. Il bambino non soltanto è interessato a fissarci mentre parliamo, ma prova anche ad imitarci replicando i movimenti che facciamo con le labbra. Se tiriamo fuori la lingua, facciamo la faccia da pesce o proviamo altre espressioni esagerate vedremo che il piccolo proverà ad imitarci: riconosciamo i suoi sforzi facendogli un sorriso o proponendogli un'altra espressione da imitare.
  3. Non monologhi ma dialoghi. Parlando al bambino fate delle pause per lasciargli l'opportunità di rispondere con un verso o un gesto. A partire dai 3-4 mesi d'età le sue risposte diventeranno più chiare. Facciamogli capire che lo abbiamo compreso, ripetendo il verso, facendogli un sorriso o provando a esplicitare quando pensiamo volesse dire (dicendo ad esempio "Ahhhh... ti capisco. Ooo davvero? Dimmi di più"). Oltre a fornirgli un modello di conversazione, gli stiamo facendo capire che gli prestiamo ascolto, che ci importa quello che ci dice e che potrà sempre parlare con noi.
  4. Il linguaggio dei segni. In questi mesi potete introdurre un po' di linguaggio dei segni: spesso i bambini capiscono molto di più di quanto riescano a esprimere verbalmente, ma possono utilizzare le capacità motorie che stanno sviluppando per comunicare usando i segni. Grazie al rapido sviluppo dei neuroni motori che inviano segnali alle mani, un neonato è infatti in grado di usare i segni prima di riuscire a parlare. Possiamo insegnargli parole semplici come "latte", "ancora", "mangiare", "basta" e "sonno". Ripetiamo la parola mentre facciamo il gesto. Dopo un paio di mesi il bambino ci risponderà con gli stessi segni e potremo insegnargliene altri.
  5. Incoraggiamenti e letture. È importante continuare a parlare, cantare e leggere al bambino, ma anche incoraggiarlo e riconoscere tutti i sui sforzi affinché sperimenti sempre più la voce. Nella scelta dei libri, aspettate a dargli quelli con le finestrelle: per quanto possano essere libri divertenti, è interessante notare che secondo le ricerche le finestrelle distraggono il piccolo, che finisce per apprendere meno informazioni.

Il libro

Tutti i consigli sono stati tratti dal libro "Il bebè Montessori" (Il leone verde, 2021) di Simone Davies e Junnifa Uzodike.

Simone Davies è un'insegnante Montessori dell'AMI (Association Montessori Internationale), ed è anche autrice di The Montessori Notebook, il popolare blog e profilo Instagram in cui offre consigli, risponde a domande e organizza laboratori on-line per i genitori di tutto il mondo. Nata in Australia, vive ad Amsterdam con la sua famiglia, dove organizza corsi genitori-figli nella sua scuola Montessori, la Jacaranda Tree.

Junnifa Uzodike è un'insegnante Montessori dell'AMI. Vive in Nigeria con la sua famiglia, dove ha fondato la scuola Fruitful Orchard Montessori, ed è autrice del blog Nduoma, a good life.

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