LA SCELTA

Pannolini lavabili e pannolini biodegradabili a confronto

Di Alice Dutto
pannolinolavabile
08 Novembre 2016
Una delle scelte più delicate per i neogenitori è la scelta del pannolino. Oltre agli usa e getta esistono anche altre alternative, vediamo nel dettaglio le loro caratteristiche con l'ostetrica Elisa Casazza dell'Aied di Genova
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Non solo usa e getta, da qualche anno le mamme stanno cominciando a usare (e apprezzare) anche altri strumenti per l'assorbimento della pipì e della pupù dei loro bambini. Insieme a Elisa Casazza, ostetrica dell'Aied di Genova e cofondatrice della Casa Maternità le Maree, e a Ica Arkel, fondatrice di Gagolini, vediamo le caratteristiche dei pannolini lavabili e dei meno noti biodegradabili.

 

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I pannolini lavabili


«Ci sono tanti modelli di pannolini lavabili – spiega l'ostetrica – ma tutti sono costituti da una parte interna, a contatto con la pelle del bambino, costituita da materiale naturale e traspirante, come ad esempio il bambù e la canapa».

La parte esterna, invece, si chiama "pul": «Questa può essere attaccata o staccata dal pannolino e, nella maggior parte dei casi, è realizzata con poliuretano laminato e fatta in modo da lasciar traspirare la pelle del bambino, contenendo ogni residuo» precisa Ica Arkel. 


Come sono fatti

«La maggior parte dei pannolini lavabili sono a taglia unica e hanno dei pratici bottoncini che permettono di seguire il bambino nella sua crescita senza necessità di comprarne altri - continua Arkel -. Lo stesso vale anche per quei modelli in cui la cover in "pul" è separata dal resto del pannolino. L'unica taglia prevista è quella "newborn", per i neonati nei loro primi 40 giorni di vita circa».
 

In un secondo momento, quando i bambini sono più grandi e producono feci più solide «si può aggiungere il velo raccogli feci, che è in cellulosa o viscosa, e che resta a contatto con pelle del bambino. Se previsto dal proprio Comune, si può poi buttare nell'organico» aggiunge Casazza.

 
pannolini lavabili
«La maggior parte dei pannolini lavabili sono a taglia unica e hanno dei pratici bottoncini che permettono di seguire il bambino nella sua crescita senza necessità di comprarne altri - continua Arkel -. Lo stesso vale anche per quei modelli in cui la cover in "pul" è separata dal resto del pannolino. L'unica taglia prevista è quella "newborn", per i neonati nei loro primi 40 giorni di vita circa». | Facebook

 

Come si lavano

«Quando si sporca, il lavabile si mette in un bidone o in una "wet bag", dentro cui si stocca a secco e si possono tenere così fino a tre giorni. Poi si lavano insieme a tutto il resto del bucato con normali detersivi di casa» continua la titolare di Gagolini.

«Ancor meglio, se possibile, utilizzare i detersivi biologicisenza agenti chimici. E al posto dell'ammorbidente è meglio usare l'acido citrico, mentre al posto degli sbiancanti va benissimo il percarbonato, che non rovina il pannolino e non è aggressivo sulla pelle del bimbo» riprende l'ostetrica.

Per farlo asciugare bene è necessario circa un giorno se non c'è il sole, altrimenti in estate si fa anche prima. «L'importante è non appoggiare la parte estrena (il "pul") direttamente al termosifone o usare l'asciugatrice, perché altrimenti si rovina. Anche se ne esistono dei modelli che reggono il calore».
 

Pannolini lavabili: le foto delle mamme sui social
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I vantaggi


Minor impatto ambientalerisparmio e salute del bambino. Sono questi i vantaggi dei lavabili rispetto agli usa e getta.
 

  • Minor impatto ambientale. Come sostiene l'associazione Nonsolociripà, in media ogni bimbo nella sua vita produce una tonnellata di pannolini usa e getta sporchi, difficili e costosi da smaltire (circa 100-150 euro a tonnellata). Questi costituiscono il 20% dei rifiuti presenti nelle discariche e possono impiegare anche 500 anni per degradarsi, rilasciando fra l'altro sostanze dannose per l'ambiente.
  • Risparmio. Un kit completo da circa 20 pannolini, che accompagna il bimbo fino al vasino, costa circa 300-350 euro: meno di un anno di usa e getta, che costano circa 500 euro/anno. «Subito è un investimento, ma alla lunga si ha un risparmio anche del 70%».
  • Salute del bambino. «I lavabili garantiscono una migliore traspirazione, così diminuiscono gli arrossamenti e le dermatiti da pannolino» conferma l'ostetrica.

Gli svantaggi

 

Utilizzare i pannolini lavabile può essere un po' faticoso: «Per esperienza personale, ho visto mamme molto convinte da subito; ma la maggior parte adotta un approccio graduale, cominciando il primo mese con gli usa e getta e poi dopo, quando la routine con il piccolo è assestata, passano ai lavabili».

Come evidenziato dall'associazione Nonsolociripà, i principali svantaggi di questa scelta sono:

  • Costo iniziale del kit, che bisogna pagare tutto in una volta. La spesa non è dunque diluita nel tempo.
  • Lavaggio: bisogna lavare o pre-trattare subito i pannolini e  poi aspettare in media un giorno perché si asciughino. Tutti fattori che possono rivelarsi faticosi e richiedono un'ottima organizzazione domestica.
  • Estetica: i pannolini lavabili sono ingombranti e possono impedire l'uso di abiti aderenti.
  • Reperibilità: non sono sempre facilmente reperibili. Si trovano solo in alcuni negozi o su internet.

PER APPROFONDIRE: Togliere il pannolino... e se non fa più i suoi bisogni?



La differenza con i biodegradabili

Anche i pannolini biodegradabili presentano il vantaggio di avere un minor impatto ambientale, perché si degradano al 100% naturalmente, e sono meno aggressivi per la pelle del bambino perché realizzati con materiali naturali e ipoallergenici, con materie prime di origine vegetale e senza additivi chimici o ftalati. «Sono però un po' meno traspiranti rispetto ai lavabili e hanno un costo più elevato rispetto agli usa e getta». Le confezioni da 26 pannolini compostabili costano infatti circa 8-10 euro, contro i 4-6 dei normali.
 

L'utilizzo è ancora limitato: «Per esperienza non ho mai visto nessuna mamma che li usa, ma potrebbe essere una via di mezzo da utilizzare nei primi mesi di vita del neonato per poi passare ai lavabili» conclude l'ostetrica.