Traduttore pianto

App che traducono il pianto infantile: grande bufala?

Di Niccolò De Rosa
pianto
23 Febbraio 2016
Il pediatra Clay Jones "smonta" le app che tradurrebbero il pianto dei neonati: "Nessuno può sapere perché i bambini piangono!". I fattori in gioco sono tanti e perlopiù non conoscibili. Il pediatra accusa le aziende produttrici di lucrare sulla costante preoccupazione dei genitori.
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Vi ricordate Infant Cries Transaltor, l'app che traduce il pianto del bebè? Sviluppata a Taiwan su sperimentazioni prolungate e metodi di registrazione avanzati, l'app dovrebbe dirci con accuratezza fino al 92% il vero motivo della disperazione del piccolo.

 

Il pediatra Clay Jones però non ci sta, e grida alla bufala!

 

In un articolo su Science Based Medicine, il pediatra mette infatti in discussione l'intero impianto scientifico degli sviluppatori, poiché nessuno studio è stato poi pubblicato per dimostrare il passaggio dalla registrazione dei 200.000 pianti ai criteri di traduzione. 

Secondo Jones, la precisione dell'app si baserebbe su dei feedback tutt'altro che solidi: dopo un pianto, il semplice confortare in maniera generica e fisica il neonato (Es: prendere il bebè in braccio) riduce quasi automaticamente lo stress del pupo, ma ciò non vuol dire che il suo bisogno primario sia stato soddisfatto.

Secondo Jones invece, un tale acquietamento sarebbe stato inteso dai ricercatori come un segno positivo a supporto dell'esatta traduzione meccanica dello stimolo (sarebbe lo stesso tipo di grossolanità riscontrata in uno studio simile che era stato proposto in Spagna nel 2009).

 

Dietro al pianto di un neonato ci sono tanti fattori in gioco

 

L'errore di fondo, per Jones, risiederebbe nel fatto che che noi non possiamo sapere le esatte motivazioni del pianto di un bambino, proprio perché i fattori in gioco sono tanti e perlopiù non conoscibili (le variazioni acustiche possono cambiare da bimbo a bimbo, così come le percezioni di un disagio).  

 

Il pediatra accusa pertanto le aziende produttrici di lucrare sulla costante preoccupazione dei genitori: il prezzo modico invoglia comunque la mamma ansiosa ad investire una cifra irrisoria su questa possibile soluzione ("tanto se non funziona non ho speso mica un patrimonio!"), sebbene il risultato non sia affatto garantito.