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Lasciare piangere i bambini non aiuta a sviluppare i polmoni

di Elena Berti - 06.09.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Piangere fa bene ai polmoni dei neonati? Sfatiamo il mito secondo cui lasciar piangere i bambini sia benefico per i loro polmoni

Piangere fa bene ai polmoni dei neonati?

I miti da sfatare riguardo a neonati e bambini sono tantissimi. Il più delle volte infatti si creano delle "spiegazioni" a certi comportamenti o se ne avallano altri soltanto per giustificarsi. Ma spesso queste credenze, ripetute all'infinito, creano confusione anche nei genitori. Per esempio, piangere fa bene ai polmoni dei neonati? Spoiler: no!

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Il pianto apre i polmoni

Quando nasce un bambino tutti si aspettano il primo vagito: è il segno che il piccolo sta bene, che respira autonomamente. Nel ventre materno, infatti, il bambino respira attraverso il cordone ombelicale, mentre appena esce dall'utero ingurgita aria che, come spiega Leboyer in Per una nascita senza violenza, è un piccolo trauma per il neonato. L'aria brucia la gola, i polmoni, ma la respirazione è necessaria per vivere, il riflesso del pianto è quindi buon segno. Dopo questo momento, però, il pianto non ha alcuna utilità sullo sviluppo dei polmoni! Perciò il mito per cui piangere fa bene ai polmoni dei neonati lascia un po' il tempo che trova.

Alcuni studi, in compenso, testimoniano che piangere, nel corso della vita, possa fare bene alla salute: ma attenzione, si parla di un altro tipo di pianto, ricordiamoci che quello dei neonati esprime sempre un bisogno fisico.

Si può lasciar piangere un neonato?

Tutte quelle questioni tipo: piangere apre i polmoni, piangere tiene lontane le malattie, piangere fa gli occhi belli, probabilmente sono tutte scuse che si sono inventati i genitori nel passato per sollevarsi dal senso di colpa di far piangere un po' il bambino. O magari i nonni, gli zii e gli amici per sollevare mamma e papà da questo senso di colpa. Non succede niente se si lascia piangere per un po' un neonato, ma attenzione: il pianto è, per un bambino piccolo, il suo modo di comunicare.

Se il neonato piange, sicuramente sta comunicando un qualche disagio. Fame, freddo, fastidio, più facilmente stanchezza sono tra i motivi principali per cui un neonato piange.  

Ora, pensate di essere affamati e di non riuscire a procurarvi del cibo, di vedere le persone davanti a voi che mangiano e voi non sapete come farvi capire. Frustrante, vero? I bambini non sono macchine infernali giunte su Terra per romperci i timpani, perciò se vostro figlio piange provate a capire il perché, interpretando il tipo di pianto o andando per esclusione. Ma se non ci riuscite, o siete troppo stanche/i per occuparvene, se piange un pochino non accadrà niente (però nemmeno gli si apriranno i polmoni!).  

Cosa fare quando un bambino piange

Un bambino che piange va quindi lasciato fare? Non proprio. Come dicevamo, se un neonato piange sicuramente ha un bisogno. Il più delle volte ha bisogno di dormire e non riesce a calmarsi, ma non sempre un neo-genitore (e nemmeno uno navigato) è capace di tranquillizzarlo e accompagnarlo al sonno. Lasciarlo nel lettino solo mentre si sgola sperando che crolli non è in genere la soluzione migliore, meglio stargli vicino, ma se per caso sentite di averne abbastanza allontanatevi un attimo, mettetelo in sicurezza o lasciate che sia qualcun altro a occuparsene (e poco importa se è la nonna che lo tiene sempre in braccio!).  

Piangere non fa "aprire" i polmoni ai neonati, ma non serve nemmeno una scusa per accettare il fatto che possano piangere. Essere genitori è complesso e capire un neonato è davvero difficile: se non sapete cosa fare e il piccolo continua a piangere, non sentitevi in colpa e non cercate scuse, portate pazienza o affidatelo a qualcuno che sia più disposto a sopportare le urla in quel momento! 

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