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Piressia nei neonati: cos'è?

di Niccolò De Rosa - 13.07.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In gergo clinico la piressia altro non è che la febbre, una condizione molto comune e che nei neonati può dipendere da moltplici fattori

Cos'è la Piressia

In gergo clinico la piressia - dal greco purèsso - altro non è che la comune febbre, ossia un'aumento di temperatura corporea superorie ai valori considerati normali, solitamente definiti tra i 35,2–36,9 °C. Tale condizione, spesso considerata erroneamente una malattia, rappresenta in realtà un sintomo causato da una risposta immunitaria a infezioni o infiammazioni.

Negli adulti la febbre è considerata un segno clinico piuttosto comune e solo in casi specifici può destare una certa preoccupazione. Nei neonati invece, complice anche un sistema immunitario ancora in fase di sviluppo, tale sintomo non è così trascurabile e di solito è bene rivolgersi al consiglio di un pediatra.

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Piressia nei neonati

Normalmente si parla febbre quando la temperatura corporea supera i 37,5°C ma mentre negli adulti una pirissia comune raramente porta il termometro a misurare più di 39-40°C (e quando accade si parla di iperpiressia), nei neonati spesso e volentieri le temperature sono spesso più elevate a causa di un'attività metabolica più intensa. Come già accennato infatti, sistema immunitario neonatale deve ancora raggiunge la completa formazione e le sue difese sono affidate quasi esclusivamente dagli anticorpi materni trasmessi prima attraverso la placenta e poi, dopo il parto, con l'allattamento.

Quali sono le possibili cause della febbre nei neonati?

Nei primissimi giorni di vita il bebè può entrare in contatto con virus e batteri in grado di provocare un'infezione che, come abbiamo visto, può comprendere la febberer tra i sintomi più immediati ed evidenti. Normalmente queste infenzioni venfono classificate in due tipologie differenti:

  • Infezioni verticali: provocate dalla trasmissmissione di un agente infettivo come appunto virus e batteri. Queste avvengono di solito proprio nei primi giotni di vita del nenonati
  • Infezioni orizzontali: provocate dall'ambiente circostante (es: ambiente ospedaliero). Di solito si manifestano qualche settimana dopo il parto.

Può accadere anche che l'origine della febbre non sia di tipo infettivo, ma data da abiti troppo pesanti o coperte troppo spesse che, scaldando in modo eccessivo il corpo, provocano un repentino innalzamento della temperatura. Se però lo stato febbrile persiste è bene rivolgersi subito al medico o recarsi al pronto soccorso.

Quando ci si accorge che il piccolo sta "covando" la febbre, bisogna subito cercare di mantenerlo pù fresco possibile, togliendo le coperte in eccesso e utilizzando borse di acqua tiepida o panni imbevuti per applicarle su fronte, polsi e caviglie. Se però la febbre si mantiene alta e non accenna a diminuire, bisogna chiedere un parere medico.

Qualora non venissero rilevate patologie particolari, la febbre viene normalmente trattata con il comune paracetamolo (la classica Tachipirina), ma prima di somministrarla al bimbo occorre sempre ottenere l'autorizzazione di un medico.

Importante anche che durante lo stato febbrile il neonato prosegua l'allattamento: come già spiegato infatti, il latte materno è la principale fonte di difese immunitarie per bambini così piccoli.

Fonti: Ospedale Bambino Gesù; Msdmanuals.

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