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Manuale di sopravvivenza per neogenitori, di Valentina Paolucci, ladottoressadeibambini

di Nostrofiglio Redazione - 14.07.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
"Rinascere mamma" è un libro di Valentina Paolucci, @la dottoressadeibambini. In un'intervista ci parla del suo manuale di sopravvivenza per neogenitori

"Rinascere Mamma" Manuale di sopravvivenza per neogenitori . Intervista a Valentina Paolucci

La nascita di un bimbo è la nascita di una nuova dimensione familiare. Con lui nascono i ruoli di padre e madre che sono alle prese con un esserino che è totalmente dipendente da loro. Si arriva a casa in tre, carichi di emozioni e amore infininito ma con mille dubbi e paure.

Valentina Paolucci, medico pediatra, ha raccontato nel suo libro "Rinascere mamma" come prendersi cura non solo del bebè ma anche della nuova mamma che nasce. Si tratta di un Manuale di sopravvivenza per neogenitori, dove consigli pratici e suggerimenti aiuteranno ad affrontare i primi mesi insieme al piccolo per vivere con più serenità il percorso della genitorialità.

Abbiamo intervistato Valentina Paolucci, @ladottoressadeibambini.

In questo articolo

Perché diventare mamma è una rinascita e cosa succede quando rinasce una mamma?

La nascita di un bebè rappresenta uno spartiacque nella vita di una donna scandendo un prima ed un dopo.
Già durante la gravidanza, fisiologicamente la mente della donna si focalizza pian piano sul nuovo ruolo che andrà a ricoprire.
Diventa sempre più difficile concentrarsi su altre attività…la Natura fa il suo corso.


Sono stati condotti numerosi studi che hanno dimostrato che gravidanza e accudimento cambino il sistema nervoso anche dal punto di vista strutturale. Altrettanto accade alla propria personalità infatti  cambiano i valori, i desideri, le competenze e il modo di guardare la vita.
Una volta nato il bebè si rinasce acquisendo nuovi ritmi ed abitudini, in parte "obbligati" dalle routine di accudimento ed in parte dettati dall'istinto di protezione che si sviluppano nella mamma (e nel papà).

La maternità trasforma le madri. Cosa vuol dire, quali sono i cambiamenti che avvengono in una donna che diventa madre?

Inizialmente il cambiamento è totalizzante, poi pian piano la nuova identità della mamma riesce a fondersi con quella di donna.
Il benessere del piccolo diventa prioritario, la neo-mamma proprio come una leonessa sente di voler proteggere il suo piccolo da tutto e tutti e ogni gesto quotidiano è rivolto a lui fino, a volte, a percepirlo come un sovraccarico provando nostalgia per la vita precedente.


Si sperimentano sensazioni contrastanti: gioia, emozione, incredulità e ansia, dubbi, preoccupazioni spesso infondate sul bebè e sulla propria capacità di accudimento. Domande come «Sta bene? È normale? Sto sbagliando? Sarò in grado?» affollano spesso la mente di una mamma.
Anche fisicamente il cambiamento non è facile da accettare. Se in gravidanza si vestivano i panni di una "dea generatrice", esaltata nella bellezza e supportata in ogni sforzo da chi la circonda, una volta nato il bebè il corpo porta ancora i segni del miracolo appena avvenuto ma i kg, le smagliature, la stanchezza sono molto più difficili da accettare e spesso non ci si riconosce più.

Con l’arrivo di un figlio ci si scontra con un turbinio di emozioni, non sempre positive. E’ normale sentirsi arrabbiate, tristi o sole? Come affrontare ciò?

Fra i maggiori cambiamenti psicologici che possono seguire il parto, oltre al calo della libido, c'è anche la caduta del tono dell'umore. Ci si ritrova a fronteggiare vissuti emotivi complessi e l'esperienza della transizione di ruolo (da donna a mamma).

Molto più frequentemente di quanto si pensi, la neomamma sperimenta uno stato emotivo alterato che può andare da una condizione di malinconia a una depressione vera e propria.
Sicuramente saper sin da prima che accada, che tutto questo è fisiologico e comune, aiuta moltissimo ad accogliere queste sensazioni.

Quindi il primo passo dal punto di vista culturale è normalizzare queste sensazioni che , come ripeto sono fisiologiche ed universali. Gli aspetti meno rosei della maternità andrebbero condivisi di più, per non far sentire quelle mamme che li provano delle persone "sbagliate".
Le mamme di oggi soffrono moltissimo la solitudine a differenza di qualche decennio fa quando forse si avevano meno possibilità economiche ma si poteva contare sul sostegno della famiglia, spesso allargata e molto più presente, con la quale distribuire le responsabilità, le incombenze e la pressione che si percepiscono quando si accudisce un neonato.

Si può provare rabbia: a  volte la dipende dal fatto che si sperimenta una certa disparità di carico rispetto al partner, a volte dal fatto di sentirsi incomprese, stanche, sopraffatte e molto altro. Come ogni emozione anche la rabbia ha un picco e poi si abbassa, ma spesso mentre la si sperimenta si fanno e si dicono cose di cui poi ci si pente. La rabbia, una volta innescata, difficilmente tende a diminuire in tempi brevi, quindi la mamma dovrebbe porre attenzione ai segnali che le indicano che sta per superare il suo limite per tempo, affinché possa trovare il modo di calmarsi prima di tornare a interagire con il suo bambino. E' importante offrire supporto alla mamma, prestandole ascolto e dandole la possibilità di sfogarsi.  

Durante la fase di accudimento ininterrotto iniziale è normale avere il desiderio di staccare? E' giusto delegare, chiedere aiuto o è qualcosa di cui colpevolizzarsi?

Siamo portati a chiedere sempre meno aiuto, spinti dall'ideale di mamma perfetta, sorridente ed autonoma che la società ci impone. Chiedere aiuto nelle faccende di casa,la spesa o semplicemente il conforto di una chiacchiera fra amiche può essere un primo passo per sentirsi meno sole.
Il senso di colpa ahimè è un sentimento che accompagna tutta la vita il percorso del divenire genitori, inizialmente può essere paralizzante, come se anche lasciare il piccolo solo per una doccia o una colazione al bar , insomma una pausa, fosse un reato o ci qualificasse come cattive madri. Per fortuna pian piano si comprende come il legame genitori-figli sia indissolubile e  passi attraverso la qualità della relazione e non la quantità di tempo cosi si impara a concedersi qualche spazio in più come individuo vivendo meglio e con le "pile più cariche" i momenti trascorsi con i propri figli.
Desiderare di staccare non significa non essere brave mamme.

La relazione con il proprio bimbo può non essere amore a prima vista?

Solitamente, durante i mesi di gravidanza, nelle madri si coltiva l'idea che incontrare il bambino equivarrà a sperimentare l'amore più grande che si possa provare in tutta la vita, eppure non sempre questo corrisponde ai fatti.


Per alcune donne c'è bisogno di un tempo protetto per riconoscersi nel nuovo ruolo e viverlo con serenità. Anche quella con il proprio figlio è una relazione, e dunque il sentimento che la caratterizza cresce in misura proporzionale alla conoscenza che si fa dell'altra persona. Spesso questi sentimenti vengono celati per vergogna ed invece è molto frequente si attraversino momenti di rifiuto, il sentirsi in gabbia, sovraccariche, fino al pensiero di non riuscire ad essere delle buone madri, né ora né mai.

La capacità di accudire il bambino è qualcosa di naturale?

Accudire un bambino non è un'impresa facile. Se non si è mai avuto a che fare con un neonato, prendersi cura di lui può risultare infatti piuttosto faticoso, nonché generare preoccupazione e frustrazione. Imparare a rispondere ai bisogni del neonato cresce pian pian con il tempo.
Il famoso istinto materno non è garanzia di saper accudire sin da subito alla perfezione un bebè. Questa è una capacità che si acquisisce gradualmente, con l'esperienza e passando per grandi e piccoli errori.

Diventare mamma: cosa significa?

Diventare mamma: che cosa significa? E quali sono le cose davvero importanti da sapere?"

Anche il papà nasce per la prima volta. La coppia rinasce come genitori. Quanto è importante ristabilire un nuovo equilibrio del contesto familiare? Come affrontare questa trasformazione?

Quando si diventa genitori cambiano moltissime cose nella propria vita e in quella della coppia: si acquisiscono nuove responsabilità e l'accudimento del neonato si somma a quelle che esistevano prima dell'arrivo di un figlio: lavoro, amici, vita personale, gestione della casa…
E' molto frequente si generino conflitti anche in coppie precedentemente non abituate a discutere spesso, riguardo le finanze, il tempo, le faccende, l'educazione del bambino, la mancanza di sesso…


E' necessario creare un nuovo equilibrio, come fosse una storia che comincia da capo, stavolta in tre e per riuscirci è innanzitutto importante avere un atteggiamento di grande disponibilità e impegno.
Ritagliarsi uno spazio per parlare e confrontarsi senza giudizio è il primo step indispensabile.

Essere chiari su ciò che ci si aspetta dal partner è il secondo.
E' molto importante anche notare e riconoscere all'altro quanta dedizione sta mettendo nel compito, quanto amore, restando tolleranti su eventuali tentennamenti. Concedersi un momento per far sentire apprezzato il partner è un balsamo per la coppia.
Nel momento di confronto vanno accolte le diverse prospettive e va accettata da parte di entrambi l'idea di mediare e trovare un punto di incontro rinunciando ognuno a qualcosa.

L'intervistata

| Valentina Paolucci

Valentina Paolucci è medico da più di 10 anni, oltre che mamma di due splendide bimbe. Sin da bambina ha sempre avuto una passione per i bambini e il loro mondo. Quando si è iscritta a Medicina non aveva dubbi che la sua vita sarebbe stata nella pediatria, frequentando dal terzo anno i reparti di neonatologia.

La sua mission è stare dalla parte dei bambini e accrescere le competenze per metterle al servizio delle famiglie. Dopo essersi specializzata in Medicina generale è riuscita a realizzare il suo sogno di entrare nella ambita scuola di specializzazione in pediatria.

Segue le famiglie accompagnandole dalla nascita dei loro bimbi all'adolescenza. Utilizza un approccio basato sulla medicina integrata che sfrutta le conoscenze della medicina omeopatica e quella allopatica più "tradizionale".

Sostiene la genitorialità ad alto contatto, il babywearing e l'allattamento al seno. Negli anni ha sviluppato competenze in vari ambiti come la nutrizione vegana e vegetariana, oltre che quella onnivora (applica l'autosvezzamento), la genetica e la neurologia. 

E' co-founder di Medical Clinique, un poliambulatorio specialistico a misura di bambino a Fiano Romano e da un paio d'anni ha aperto la sua pagina Instagram e TikTok ladottoressadeibambini dove affronta piccoli e grandi tematiche riguardo la crescita dei bimbi. Il suo motto è "te lo spiego con un reel".

E' autrice del libro "Rinascere Mamma" ed. Mondadori

Info:

Ig: ladottoressadeibambini

TikTok: ladottoressadeibambini

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