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L'assistenza in puerperio: in cosa consiste e come usufruirne

di Penelope Greco - 17.06.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Che cos'è l'assistenza in puerperio? In cosa consiste e come richiederla? Ecco le linee guida per capire come richiederlo gratuitamente

Con il termine puerperio si indicano i 40 giorni subito dopo il parto e si conclude con il ritorno del ciclo mestruale, chiamato capoparto. Il puerperio è il periodo di tempo, successivo al parto, in cui il corpo della donna subisce modificazioni che da un lato ripristinano gradualmente le condizioni precedenti la gravidanza, dall'altro determinano a livello della mammella la produzione di latte e quindi la possibilità di allattare.

In questo articolo

Assistenza in puerperio: che cos'è

Una delle figure che principalmente vengono coinvolte nell'assistenza domiciliare post parto è quella dell'ostetrica, si occupa di valutare lo stato di salute della neomamma, la aiuta nell'allattamento, nella cura del bebè e può riconoscere eventuali sintomi di depressione per indirizzare tempestivamente la neomamma verso figure competenti.

Ma negli ultimi tempi si è fatta avanti anche un'altra figura che aiuta la donna dopo il parto. Si tratta della doula, una donna che ha grande esperienza sul campo, una mamma che aiuta altre mamme e che si mette a disposizione per la cura della neomadre, del neonato, ma anche della casa 24 ore su 24 nelle prime settimane.

L'assistenza di un'ostetrica che segue la neo mamma a casa può dare l'aiuto e il sostegno di cui ha bisogno al rientro a casa, per vivere serenamente la maternità e vivere in modo consapevole la trasformazione del binomio coppia-genitori.

A chi è rivolto

L'assistenza è rivolta a tutte quelle donne che partoriscono in ospedale e vengono dimesse dopo le 36/48 ore dopo il parto, e sentono l'esigenza di un'assistenza domiciliare dopo il parto.

In cosa consiste

Le visite programmate dal punto nascita vogliono fungere da sostegno per la neo-mamma che, appena rientrata a casa, può aver bisogno di consigli pratici riguardo la cura del neonato: medicazione del cordone ombelicale, bagnetto, l'allattamento e assistenza ostetrica, per la cura del perineo e la medicazione della ferita.

Gli obiettivi dell'assistenza domiciliare

L'assistenza domiciliare ha come obiettivo il monitoraggio del benessere fisico di mamma e bebè, il corretto avviamento dell'allattamento al seno, il sostegno della neo-mamma nell'affrontare la routine con il neonato, sostegno al rapporto mamma-bebè-coppia.

Ostetrica a domicilio

L'assistenza domiciliare gratuita prevista dal Sistema Sanitario Nazionale viene organizzata e gestita a livello regionale dalle Aziende Sanitarie, dai singoli Consultori e dalle amministrazioni comunali. Molte regioni, però, non garantiscono questo servizio in modo uniforme, per questo il consiglio è quello di rivolgersi alle ASL di competenza o ai consultori per conoscere le reali possibilità di avere un'ostetrica a domicilio. In alternativa si può contattare una libera professionista informandosi presso i Collegi provinciali delle Ostetriche o mettersi in cerca di associazioni e studi professionali di ostetriche attivi in città.

L'ostetrica può aiutare la neomamma in molti modi:

  •  valuta il suo stato fisico post parto, ma anche mentale e psicologico;
  •  offre consigli sulla gestione e l'igiene del bebè, dal pannolino alla pulizia e medicazione del moncone ombelicale, alla nanna;
  •  offre consigli utili sull'allattamento: dosi, posizioni, tempistiche, eventuali problemi come ragadi o difficoltà;
  •  può rispondere a domande semplici che possono, però, rappresentare un interrogativo serio per neogenitori alle prime armi;
  •  tiene sotto controllo la ferita del taglio cesareo o dell'episiotomia per capire se stia cicatrizzando nel modo giusto;
  •  monitora l'evoluzione delle lochiazioni.

Assistenza in puerperio: come richiedere la gratuità

Le coppie che desiderano avere un bambino e le donne in stato di gravidanza hanno diritto a eseguire gratuitamente, senza partecipazione al costo (ticket), alcune prestazioni specialistiche e diagnostiche utili per tutelare la loro salute e quella del nascituro, erogate presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, tra cui i consultori familiari.

L'elenco di tali prestazioni, contenuto nel Decreto ministeriale del 10 settembre 1998, è stato sostituito e innovato dal DPCM sui nuovi Livelli essenziali di assistenza del 12 gennaio 2017.

Le principali novità del DPCM 12 gennaio 2017

  1. In funzione preconcezionale: prestazioni specialistiche più appropriate per l'accertamento del rischio procreativo
  2. Per la gravidanza fisiologica: ampliamento delle prestazioni per il monitoraggio secondo le specifiche Linee guida (incluso il test combinato: parametri di laboratorio in combinazione con le indagini ecografiche eseguite presso strutture appositamente individuate dalle Regioni)
  3. Per l'accesso alla diagnosi prenatale: aggiornamento delle indicazioni secondo le più recenti Linee guida (condizioni biologiche-genetiche, alterazione di parametri ecografici e biochimico/molecolari, patologie infettive che determinano un rischio per il nascituro)

In particolare, potranno essere erogate gratuitamente:

  • le visite periodiche ostetrico-ginecologiche;
  • i corsi di accompagnamento alla nascita (training prenatale)
  • l'assistenza al puerperio.

Il medico riporterà sulla ricetta il CODICE M + numero settimana di gravidanza

Da chi devono essere prescritte le prestazioni per poter usufruire dell'esenzione?

La prescrizione può essere effettuata sia dal medico di medicina generale sia dallo specialista pubblico, compreso lo specialista operante nell'ambito dei consultori familiari.

E', tuttavia, necessaria la prescrizione del medico genetista o dello specialista pubblico nei seguenti casi:

  • prestazioni rese in funzione preconcezionale dopo due aborti consecutivi o pregresse patologie della gravidanza con morte perinatale o anamnesi familiare positiva per patologie ereditarie (medico genetista o specialista pubblico)
  • prestazioni ulteriori rese in funzione preconcezionale dirette ad accertare eventuali difetti genetici (medico genetista o specialista pubblico)
  • prestazioni ulteriori rese nel corso della gravidanza in presenza di condizioni patologiche della donna che comportino un rischio materno o fetale (specialista pubblico)
  • prestazioni necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale invasiva in gravidanza, nelle specifiche condizioni di rischio per il feto indicate nell'allegato 10 - Sezione C (medico genetista o specialista pubblico) al DPCM 12 gennaio 2017.

Linee guida al puerperio

Le sei settimane dopo il parto rappresentano una fase critica e delicata sia per la mamma che per il bambino. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato alcune raccomandazioni per la fase postnatale. In questo documento si legge:

  1.  tempi di dimissione da una struttura sanitaria dopo la nascita: dopo un parto vaginale senza complicazioni in una struttura sanitaria, le madri sane e i neonati dovrebbero ricevere cure all'interno della stessa struttura per almeno 24 ore dopo la nascita.
  2.  numero e tempistica dei contatti postnatali: le madri e i neonati dovrebbero ricevere cure post-natali per almeno 24 ore dopo la nascita. Almeno tre ulteriori contatti postnatali sono raccomandati per tutte le mamme e i neonati: a tre giorni dal parto, dopo 7-14 giorni, e sei settimane dopo la nascita.
  3.  visite a domicilio per l'assistenza postnatale: nella prima settimana dopo la nascita sono consigliate visite a domicilio per la cura della madre e del neonato.
  4.  valutazione del bambino: i seguenti segnali sul neonato dovrebbero essere valutati: se smette di nutrirsi bene, convulsioni, respirazione rapida, grave rientramento toracico, assenza di movimenti spontanei, febbre , bassa temperatura corporea, ittero.
  5.  allattamento esclusivo al seno: tutti i bambini dovrebbero essere allattati esclusivamente al seno dalla nascita fino a 6 mesi di età. Le madri dovrebbero ricevere consigli e sostegno.
  6.  cura del cordone ombelicale: pulizia e cura del cordone secco sono raccomandate per i neonati nati nelle strutture sanitarie e a casa in ambienti con scarsa mortalità neonatale.
  7.  altre cure postnatali per il neonato: per il bagno bisogna aspettare fino a 24 ore dopo la nascita. Si raccomanda un abbigliamento adeguato del bambino a seconda della temperatura ambientale: 1-2 strati di vestiti in più rispetto agli adulti, e l'uso di cappelli. La madre e il bambino non dovrebbero essere separati e devono stare nella stessa stanza 24 ore al giorno. Andrebbero incoraggiati comunicazione e gioco con il neonato. L'immunizzazione dovrebbe essere promossa secondo le linee guida Oms esistenti.
  8.  valutazione della madre: nelle prime 24 ore dopo la nascita tutte le donne dopo il parto dovrebbero avere una regolare valutazione sul sanguinamento vaginale, su contrazioni uterine, altezza del fondo dell'utero, temperatura e battito cardiaco. La pressione arteriosa deve essere misurata subito dopo la nascita e, se normale, la seconda misurazione della pressione deve essere presa entro sei ore. Dopo le 24 ore le indagini dovrebbero continuare ad essere effettuate sul benessere generale e su minzione e incontinenza urinaria, la funzione intestinale, la guarigione di ogni ferita perineale, mal di testa, affaticamento, mal di schiena , dolore perineale e igiene perineale, dolore al seno, all'utero, anomalie dell'utero e perdite ematiche. A 10-14 giorni dopo la nascita, tutte le donne dovrebbero essere monitorate sulla risoluzione della lieve e transitoria depressione post-partum. Particolare attenzione alla ripresa della vita sessuale e a eventuale dispareunia.
  9.  consulenza: tutte le donne dovrebbero ricevere informazioni circa il processo fisiologico di recupero dopo la nascita, su alcuni problemi di salute comuni, fondamentali le consulenze su igiene, contraccezione, pianificazione familiare, sesso sicuro, prevenzione della malaria tramite utilizzo di zanzariere trattate con insetticida, movimento fisico.
  10.  ferro e acido folico: consigliabile l'assunzione di ferro e acido folico per almeno tre mesi.
  11.  profilassi antibiotica: raccomandato l'uso di antibiotici nelle donne che hanno effettuato un parto vaginale con ferite perineali per evitare complicazioni.
  12.  supporto psicosociale: il sostegno psicosociale di una persona esperta è raccomandato per la prevenzione della depressione post-partum tra le donne ad alto rischio di sviluppare questa condizione.

Fonti articolo: Salute.gov

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